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sabato 31 dicembre 2011

Anno nuovo, vita nuova

Ho due notizie importanti da darvi, notizie che mi cambieranno la vita. Le ho già date di persona a chi ho potuto, e mi dispiace se mi sono scordato di qualcuno: non mi mettete il broncio, per carità! Piuttosto chiamatemi, così chiaccheriamo un po'.

La prima notizia è che diventerò tri-papà. Mia moglie aspetta un altro pargoletto, dovrebbe arrivare a giugno. Non sappiamo ancora se sarà una femminuccia o un maschietto. Siamo degli incoscienti, è vero, ma siamo anche tanti contenti, come tutti gli incoscienti! Spero solo che mi faccia dormire la notte, almeno un po'.

La seconda notizia è che ho vinto una Marie Curie Fellowship. Per l'esattezza, ho partecipato e sono stato selezionato a questa call. Per chi non sa di cosa si tratti, ve lo spiego in due parole: è un programma di mobilità per ricercatori. Il programma mette a disposizione borse di studio finanziate (o cofinanziate come nel mio caso) dalla UE per passare due anni in una università europea. Quindi, a partire dal prossimo aprile, e per due anni, sarò all'Ecole Normale Superieure de Cachan, praticamente a Parigi. Dato che la mia famiglia ha deciso di venire con me, si tratterà di una vera a propria rivoluzione nelle nostre vite: trovare casa, un trasloco (dopo la nascita del nuovo pargolo probabilmente), i figli e il sottoscritto che dovranno imparare il francese (per fortuna mia moglie già lo conosce un po'), e così via.

Nel lavoro è probabile che vada a fare cose un po' diverse, più teoriche: mi va bene, mettere insieme teoria e pratica è sempre stato uno dei miei punti di forza.

Non abbandonerò del tutto l'Italia, ovviamente. Continuerò a tenere un corso a Pisa fino all'estate,e probabilmente ne farò un altro anche l'anno prossimo, facendo avanti e indietro da Parigi. E poi tra due anni tornerò.

Insomma, si preannuncia un anno impegnativo! Nel frattempo, vi auguro che il 2012 vi riservi tante belle sorprese positive così come ha fatto con me!


TANTI AUGURI!



lunedì 10 ottobre 2011

Abbiamo visite

Nell'ultimo periodo c'è stato un rinnovato interesse per gli stipendi dei professori universitari. Ecco gli accessi a questo blog nell'ultimo mese:



Boh, ragazzi che vi devo dire: per ora concorsi per prof. associato non ce ne sono; se volete diventare miei colleghi dovete aspettare come minimo un paio di annetti ancora (a farla breve). Portate pazienza.

lunedì 11 luglio 2011

Cinque rette sghembe

Leggendo questo post del Many, mi è venuto in mente che al secondo esame della mia vita, Geometria, ho preso il voto più basso della mia carriera universitaria: un bel 21. Il professore si chiama Martelli.

I miei tempi (A.A. '89-'90), il corso di Geometria era così numeroso che era diviso in 3 gruppi: A-C, D-L, M-Z. Io ero nel gruppo D-L, e in D-L c'era Martelli. Cominciammo il corso in 80 circa, alla fine eravamo rimasti in 30 scarsi, che gli altri erano andati dal professore del gruppo A-C per vedere se gli faceva l'esame lui.

Il prof. Martelli era autore del libro di testo "Elementi di Geometria e Algebra Lineare", insieme al prof. Ripoli, e altri due di cui adesso non ricordo più il nome. Ricordo distintamente che il libro era una sequenza quasi ininterrotta di "teorema - dimostrazione", oppure "lemma - dimostrazione - teorema - dimostrazione - corollario". Niente figure, c'erano sì e no 3 esempi. Voci di corridoio indicavano i due professori come "il gatto e la volpe". Davanti al muro del biennio in via Giunta Pisano era scritta una frase irripetibile sui due (che probabilmente sono anche molto amici).

Insomma, erano molto amati dagli studenti, come potete ben immaginare.

Il prof. Martelli aveva l'abitudine di chiamare alla lavagna, e forse (dico forse) ci prendeva un po' in giro (eufemismo). Ricordo un mio collega bravissimo (Lorenzini! poi prese trenta) che fu chiamato alla lavagna per risolvere non so più che problema: ma era bloccato, non sapeva che fare. Il prof. lo incalzava: "e allora, che farebbe lei a questo punto?". E lui (incauto) rispose: "forse una rotazione...", e allora Martelli girò velocemente su se stesso e sorridendo disse: "ecco, fatta la rotazione, ma non è successo niente!", e noi ci dicevamo fra noi "ma guarda questo". Poi cominciò a chiamare quelli con il maglione più sgargiante. Dopo qualche giorno disse ad alta voce con soddisfazione: "vedo che siete tutti vestiti di grigio oggi!" e gli brillavano gli occhi trionfanti.

Il compito scritto consisteva di 5 esercizi da svolgere in 2 ore. Io a malapena arrivavo a farne 3. Al primo tentativo presi 15 allo scritto (il minimo per passare all'orale). Decisi di riprovare. Al secondo tentativo non consegnai, per non sciupare il preziosissimo 15 precedente. All'orale, dopo molto sudore della fronte, riuscì a strappare il 21. Era il mio secondo esame. Il prof. Martelli, nell'aprire il libretto per mettermi il voto, notò il 30 e lode ad Analisi I e sorridendo chiese: "l'ha preso con Torregiani, eh?" (uno che dava 30 a tutti), e io, per la prima volta ebbi la mia piccola rivincita: "no, con Francaviglia". "Ah".

E poi non lo vidi più. So, che era passato ad insegnare ad Ingegneria Elettrica, e dopo due appelli che non passava nessuno, fu messo da parte dal consiglio di corso di laurea.

Ed ora, mi tocca dirvi il problema che ogni tanto mi perseguita nelle notti insonni. Era un problema che faceva parte di uno degli scritti degli appelli precedenti su cui mi esercitavo, e non sono mai riuscito a capire come si risolvesse. Mai. E ancora me lo ricordo! Se qualche matematico di buon cuore passasse da qui e sapesse darmi la soluzione, gliene sarei grato per l'eternità!

Eccolo, come me lo ricordo.

Date 5 rette sghembe nello spazio, trovare un punto e un piano tali che la proiezione dal punto sul piano delle 5 rette risulti in un fascio proprio.

(sì, alcuni problemi del Martelli erano così: senza numeri).

(aiutino: c'entrano le quadriche, e in particolare l'iperboloide iperbolico, qui sotto).
(ma, vi ripeto, non so la soluzione).

mercoledì 22 giugno 2011

40 (e non sentirli)

A parte la cervicale...

Ho voglia di cambiare.
(ma si può cambiare dopo gli anta)?
(E se non ora, quando?)

lunedì 11 aprile 2011

Gli scienziati

Ieri, domenica, sono andato con la famiglia e con degli amici a fare un pic-nic in un posto molto bello sul monte Serra. Eccolo:
 

A mio figlio (7 anni) è piaciuto un sacco, ma al momento di tornare ha cominciato a far storie che voleva rimanere a giocare ancora un po'. Per tutto il viaggio di ritorno ha cercato di convincerci a tornare su, un martellamento continuo. Poi ha cercato di convircerci a tornarci l'indomani (cioè oggi), ma gli abbiamo risposto che di lunedì c'è la scuola e i grandi devono lavorare, e quindi non si può. Ma lui non si arrendeva. Normali capricci di bambino, suppongo. Arrivati sotto casa, mentre aspettavamo mia moglie che chiaccherava con i vicini, mi fa:

E: "Papà, conosci una strada dove ci stanno gli scienziati?"
G: "... scusa, non ho capito."
E: "Conosci una strada dove lavorano gli scienziati?"
G: "... che vuoi dire, un posto dove lavorano tanti scienziati?"
E: "Sì!"
G: "Beh, dove lavoro io ci sono un bel po' di scienziati, ma anche a San Piero, e in molte strade di Pisa. A che ti serve saperlo?"
E: "Allora vai da loro e chiedigli se ci prestano la macchina del tempo!"
G: "La macchina del tempo????"
E: "Sì, così torniamo indietro nel tempo a stamattina e torniamo a fare il pic-nic sul monte Serra!"
G: "[...] mi dispiace, la macchina del tempo non esiste ancora! Dovrai aspettare ancora qualche tempo prima che gli scienziati la inventino!"
E: "Uffa! Allora ci torniamo domani!"
G: (con le lacrime agli occhi) "Vedremo, vedremo...."  :)

venerdì 3 dicembre 2010

E' andata

E' stato forse il talk tecnicamente più difficile della mia vita, perché è un lavoro complicato, ed è difficile farne un sommario "comprensibile" in soli 30 minuti. Alla fine è andata benino. Sanjoy, Jim, Steve e Alan mi hanno fatto i complimenti per la presentazione, sembravano entusiasti. Gli altri probabilmente me li sono persi per strada dopo 10 minuti.

Io invece non sono rimasto tanto contento di come sono andato: mi sono scordato di dire almeno 3 cose importanti per la fretta di terminare nei 30 minuti regolamentari, e in almeno un paio di casi mi sono dilungato un po' troppo. Va beh, se gli è piaciuto il lavoro, si leggeranno il paper (se volete dare un'occhiata, eccolo qui, e qui la mia presentazione).

Domani mattina lavoro per un paio d'ore e poi relax; sabato ripartirò per arrivare domenica (maltempo permettendo). E il jet lag mi stenderà di nuovo: non ho fatto in tempo ad abituarmi, che già tra poco mi toccherà riadattarmi. Inoltre, il jet lag che si ha andando verso est lo soffro in maniera particolare: ci metto il doppio ad abituarmi.

Se resterò sveglio fino a notte fonda, mi metterò a scrivere sul blog...

giovedì 2 dicembre 2010

Away

Non posto niente perché sono a 9 ore di fuso orario a ovest dell'Italia, e tra 4 ore c'ho da presentare il papero, e come al solito, nonostante tutti questi anni di esperienza, sono nervosetto. Ci risentiamo al ritorno.

sabato 20 novembre 2010

Opporsi

Domani vado in Svezia, vicino Stoccolma. Lunedì devo fare l'opponent (il controrelatore, ovvero l'avvocato del diavolo) di un candidato PhD svedese (cioè, più o meno svedese: mi sa che è di nazionalità Giordana). In Svezia funziona così:

1) il candidato fa la sua presentazione di 30 minuti circa di fronte al committee.

2) Poi parla l'opponent per circa un'ora (*), durante il quale ci si aspetta che critichi il lavoro di tesi

3) Poi il candidato risponde ai rilievi dell'opponent,

4) e infine ci sono le domande dal committee.

In pratica dovrò fare la carogna bastarda e assetata di sangue (**). Di solito, quando devo distruggere qualcuno mi bastano 10 minuti, quindi stamattina sono qui che leggo e rileggo la tesi, cercando di capire come riempire tutto il tempo a mia disposizione! Qualche suggerimento? Mi metto a raccontare qualche barzelletta alla Berlusconi?

(*) La Svezia è l'unico paese al mondo dove il controrelatore fatica più del relatore. Mah.

(**) Ma poi alla fine sono sempre troppo buono, ed è per questo che è la seconda volta che mi chiamano a fare l'opponent.

sabato 11 settembre 2010

Lavorare con lentezza

Ho appena disabilitato l'inutile Google Instant. Che me ne frega di risparmiare qualche secondo? Se poi in cambio i requisiti di banda per una semplice ricerca aumentano esponenzialmente? Altro che Green Internet: a Google puntano a mangiarsi tutta la banda che possono.

martedì 7 settembre 2010

E' ufficiale

Sono stato nominato Senior Member IEEE da una commissione blah blah. Insomma, so' vecchio, è ufficiale.

sabato 12 dicembre 2009

Studiare all'Università: una nuova opportunità

Di solito non mi piace farmi pubblicità, ma in questo caso farò un'eccezione.

Qualche giorno fa sono stato all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Trento in rappresentanza della mia istituzione, la Scuola Superiore Sant'Anna. La mia presenza era dovuta a una nuova iniziativa didattica congiunta tra il Sant'Anna e UniTN. Si tratta di una Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie dell'Informazione, che partirà nel settembre 2010. Diciamo che io ho contribuito fattivamente alla realizzazione dell'iniziativa!

Di cosa si tratta?
  • E' una laurea magistrale (la seconda parte del 3+2), si accede con il titolo di laurea triennale, mista fra scienze dell'informazione e ingegneria informatica;
  • E' riservata a soli 10 studenti, e naturalmente si accede per concorso. Il concorso prevede una valutazione per titoli, scritto e orale. Vi garantisco che si accede esclusivamente per merito!
  • E' internazionale, tutti i corsi saranno in inglese; dei 10 studenti, almeno 5 saranno cittadini UE, gli altri 5 cittadini non-UE;
  • Ci saranno almeno 8 borse di studio; sarà fornito alloggio e pasto a tutti gli studenti;
  • Un anno di corso sarà svolto a Pisa, presso la Scuola Sant'Anna, l'altro anno a Trento, presso il DISI;
  • E' prevista la possibilità di fare stage presso aziende, non solo italiane.
Che volete di più?

Non è la prima volta che si fanno corsi del genere a Pisa e a Trento, abbiamo una certa esperienza. Se volete informarvi su altri corsi simili, guardate qui e qui. Vi posso assicurare però che non tutti in Italia sono in grado di organizzare questi corsi.

Vi prego anche di notare lo sforzo che stiamo compiendo. Nonostante i tagli, nonostante la crisi, stiamo cercando di dare una possibilità ai migliori studenti italiani e stranieri in due delle migliori istituzioni universitarie italiane. Chi ce lo fa fare? L'amore per il nostro lavoro e per questo disgraziato paese, e anche un minimo di amor proprio.

Purtroppo, a causa dei summenzionati tagli, le borse di studio non sono ricchissime. Inoltre, siamo a corto di fondi per farci pubblicità (non avete idea di quanto costi pubblicare un banner su Repubblica on-line o sul Corriere.it). Quindi vi chiedo un piccolo favore:

Se vi piace questa iniziativa e se avete un blog, un account su facebook, un sito web, ma anche una bacheca su cui appendere un poster, per favore fateci pubblicità!
  • Ecco il codice per un banner da mettere sul sito (tagliare e incollare l'html);
Grazie in anticipo a tutti!

domenica 27 settembre 2009

E. si annoia

Mio figlio ha cominciato la prima elementare da due settimane. L'altro ieri se ne uscito con: "ma papà, mi fanno fare le stesse cose della scuola materna!". Gli ho risposto che deve avere un po' di pazienza, perché non tutti i bimbi hanno fatto la scuola materna come lui.

E però, niente più pagine di aste come ai miei tempi ...enta e più anni fa. Invece, fa esercizi come "colora l'interno della figura", oppure "collega le figure simili", roba che in effetti lui faceva già a 3 anni.

Mio figlio sa a memoria "Il mio primo libro dello spazio", sa cosa disse Armstrong quando posò il suo piede sulla luna, quanti satelliti ha Saturno, il periodo di rotazione di Venere. Come volete che possa essere stimolato da "segui la linea tratteggiata"?

Non mi fraintendete: ha una bravissima maestra che sa il fatto suo. Ma sono 24 bambini, uno con handicap grave, e lei deve stare dietro a tutti. E poi deve seguire il programma.

Speriamo inizino presto a imparare a scrivere, ma dispero. Che ne pensate?

mercoledì 12 novembre 2008

Ritorno

Scacciamennule è un posto nelle campagne di Marsala, la città dove sono nato e cresciuto. E' un mandorleto con una piccola casa, da sempre di proprietà della mia famiglia. Quando ero piccolo, mio padre decise di ristrutturare la vecchia casetta e di usarla come casa di villeggiatura per l'estate. Ci ho passato molte estati, sia da adolescente negli anni del liceo (la mattina andavo al mare in bicicletta, poi in motorino), sia quando ormai studiavo all'università. E poi c'era la campagna: l'aria buona, le antiche perriere (cave di tufo) trasformate in giardini di agrumi, l'orto, le mandorle, le olive. A un certo momento, i miei genitori ormai in pensione decisero di abitarci tutto l'anno. Mio padre aveva preso come hobby principale quello di fare il contadino.

Da qualche anno d'estate la casa si riempiva (letteralmente) di persone in vacanza. Io ci venivo con tutta la famiglia, mia sorella con suo marito, e poi mio fratello. Mio padre amava ripetere "a casa capi quantu voli u padruni" (la casa è tanto capiente quanto desidera il padrone), e c'erano letti improvvisati dappertutto, e ogni giorno era una festa.

Scacciamennule è un luogo dell'anima: al sentire il suono della parola mi tornano in mente ricordi dolcissimi. E' stata la culla della mia giovinezza, il posto in cui ritornare sempre per ristorarsi e per guarire dalle asprezze della vita.

Ho cominciato a scrivere questo blog per vari motivi, e non tutti mi erano chiari fin dall'inizio. Per scrivere una sorta di diario pubblico; per una mia esigenza di ritornare alla scrittura dopo anni di "aride" letture tecniche; come sfogo e distrazione. Anche, come mezzo di comunicazione con le persone amate, lontane da me. Mi è sembrato ovvio chiamarlo Scacciamennule.

Mio padre ogni tanto leggeva il mio blog. Discutevamo sempre di tutto, soprattutto di politica, e lui si appassionava più di me. Da giovane era socialista, poi naturalmente di centro sinistra. Il blog è stato anche il mio modo di comunicare con lui, di discutere, di volerci bene.

Da qualche giorno mio padre non c'è più. Non me l'aspettavo. Non che non ci avessi già pensato: prima o poi sarebbe successo e qualche volta avevo provato a immaginare come sarebbe stato perdere il padre. Ma l'idea astratta di un dolore ha molto poco a che fare con la realtà del dolore vero. Scacciamennule è adesso un luogo molto più triste.

Mio padre mi ha lasciato tante cose: un po' nell'aspetto, qualcosa nel carattere. Da qualche anno, quando mi guardo allo specchio, quando sorprendo la mia figura nelle vetrine con la coda dell'occhio, vedo qualcosa di lui. Non è sparito del tutto: qualcosa è rimasto nei suoi figli e nei suoi amatissimi nipotini.

Soprattutto, ha fatto quello che tutti i padri dovrebbero fare: mi ha dato il buon esempio. E' stato un uomo semplice; ha sempre messo l'onestà davanti a tutto; non ha mai cercato la gloria, ma con umiltà si è sempre accontentato di essere semplicemente un uomo per bene. Spero di aver imparato la sua lezione, e spero di trasmetterla ai miei figli.

Ecco, l'ho fatto. Scrivere questo post è stato un bello sfogo. Una volta, tanti anni fa, mi sarei tenuto dentro tutto il dolore, senza parlarne con nessuno. Oggi sono tanto cambiato e ho capito che scrivere, ancora più che parlare, serve ad elaborare meglio, a chiarirsi le idee. La scrittura
come terapia, perché no?

Ricomincio da oggi a scrivere su questo blog. Penso di doverlo anche a lui.

martedì 21 ottobre 2008

Sospensione

Ai 15 lettori di questo blog.

Purtroppo questo non è un periodo allegro per me. Sospendo le pubblicazioni su questo blog a tempo indeterminato, perché in questo periodo non ho nè la voglia nè il tempo di scrivere. Arrivederci, è stato bello finché è durato.