Ho solo 38 anni, e non ho vissuto gli orrori del '900. Tecnicamente, è impossibile ricordare qualcosa che non si è vissuto. Nonostante tutti i nostri sforzi, immedesimarsi negli altri è sempre molto difficile. Se poi stiamo parlando di quello che probabilmente è il più grande orrore della storia dell'umanità, allora lo sforzo diventa incommensurabile. Leggendo il "Diario di Anna Frank" ci si può avvicinare alla periferia estrema dell'orrore. Ma quello è ancora niente.
Perché è successo? Soprattutto questa è la domanda che mi rimbalza in mente. Non sono mai riuscito a spiegarmi come sia stato possibile assistere inerti a quello che stava succedendo e poi avere il coraggio di guardarsi allo specchio.
Italiani brava gente? Alcuni lo sono stati, la maggior parte lo sono stati molto meno, molti (troppi) sono stati proprio cattivi. Non mi sento in colpa per loro.
Tecnicamente, è impossibile per la maggior parte di noi ricordare l'olocausto. Abbiamo però fatto un nodo al fazzoletto: almeno una volta l'anno bisogna chiedersi tutti insieme "come è stato possibile che succedesse?". Chissà, forse un giorno lo capiremo.
Diario poco personale e molto personalizzato delle mie idee e opinioni. Per ricordarmi di come ero.
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mercoledì 27 gennaio 2010
martedì 9 settembre 2008
Male assoluto?
Vi segnalo un bellissimo post di Farfintadiessersani, sul concetto di "assoluto".
Sull'argomento, mi è piaciuto molto anche l'articolo di Giorgio Bocca che suppongo abbia fatto uno sforzo enorme per contenere la sua vis polemica entro i limiti di una dialettica decente. Ne riporto un pezzo:
Sull'argomento, mi è piaciuto molto anche l'articolo di Giorgio Bocca che suppongo abbia fatto uno sforzo enorme per contenere la sua vis polemica entro i limiti di una dialettica decente. Ne riporto un pezzo:
È vero, come dice Alemanno, che il fascismo nel corso della sua storia breve ma intensa è stato anche altro dalla politica razziale, anzi, spesso il suo contrario, dallo schieramento militare contro l'occupazione nazista dell'Austria, alla protezione che l'esercito italiano assicurò ai perseguitati ebrei in tutti i territori occupati, come ben sanno i piemontesi che dopo l'armistizio videro arrivare dalla Francia migliaia di ebrei al seguito della IV armata. La storia è già di per sé un via vai confuso che si presta alle più varie revisioni e confutazioni, ma non rendiamola più complicata di quanto già sia.
Dividere il fascismo tra imperialismo normale, accettabile storicamente, e regime del male assoluto da rifiutare in toto, andando in visita con lo zucchetto ebraico in testa al sacrario di Gerusalemme, è un'operazione politica anguillesca, che solo dei politici di normale cinismo possono praticare. Non sappiamo che cosa si riprometta di ricavarne il sindaco neofascista di Roma. Forse di far credere ai suoi elettori l'impossibile, cioè di separare il fascismo dal suo Duce. Ma si tratta di un'operazione, non solo storicamente infondata, ma politicamente rischiosa, si tratta di far passare a un tempo la tesi di un Mussolini antisemita favorevole alla Soluzione Finale, ma di mascherare la cosa certamente peggiore del suo opportunismo, del fatto cioè che era disposto ad avallare la strage degli innocenti per stare dalla parte del più forte. Un opportunismo confermato dai documenti storici che non giova certo al neofascismo.
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