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domenica 31 ottobre 2010

Libri

Sono entrato nel mio sito di anobii dopo parecchi mesi. E' uno dei social cosi che uso di meno, forse perché il mio ritmo di letture è parecchio rallentato da quando ho messo su famiglia. In ogni caso oggi ci sono rientrato e ho messo un po' dei libri che ho letto ultimamente.

Ne approfitto per segnalarvi, nel caso in cui non lo conosciate già, "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte": uno di quei libri che bisogna leggere, secondo me. 

More about Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

E perché bisogna leggerlo? Perché dopo che averlo letto, mi è sembrato che prima mi mancasse qualcosa, e dopo invece no. Sapevatelo!

giovedì 3 aprile 2008

Filosofia e serial TV



Ieri pomeriggio avevo un'ora di buco, senza laptop nè articoli stampati da revisionare. Non potendo lavorare, ho fatto un salto alla Feltrinelli. Curiosando qua e là, mi imbatto in "I Simpson e la Filosofia". Ho pensato, guarda un po' che si inventano i filosofi per fare divulgazione! Mi ha subito ricordato "La fisica dei supereroi", una buona scusa per insegnare la fisica.

Va beh, mi dico, diamo uno sguardo al contenuto: leggendo la prefazione, scopro che uno degli autori (Irwin) aveva già scritto "Seinfeld e la filosofia". Non tradotto in italiano, suppongo perché Seinfeld in Italia è stato un fenomeno di nicchia, mentre negli USA è un cult. A me piaceva da matti, quando ero in Vermont me ne sono sciroppate parecchie puntate.

Ok, mi sono detto, l'autore ha sfruttato il successo del primo libro per rifilarcene un'altro (ma non hanno niente di meglio da fare questi filosofi?). Poso il libro e che ti trovo accanto? "La filosofia del Dr. House", di un altro autore. Ah, ma allora c'è un filone! Facendo una breve ricerca su Amazon ho trovato anche:
  • The Matrix and Philosophy: Welcome to the Desert of the Real (Popular Culture and Philosophy) by William Irwin
  • More Matrix and Philosophy: Revolutions and Reloaded Decoded (Popular Culture and Philosophy) by William Irwin (attivissimo questo Irwin!)
  • The Sopranos and Philosophy: I Kill Therefore I Am (Popular Culture and Philosophy) by Vincent Pastore (notare il nome dell'autore)
  • Buffy the Vampire Slayer and Philosophy: Fear and Trembling in Sunnydale (Popular Culture and Philosophy) by James B. South
  • The Chronicles of Narnia and Philosophy: The Lion, the Witch, and the Worldview (Popular Culture and Philosophy) by Gregory Bassham
  • Woody Allen and Philosophy: You Mean My Whole Fallacy Is Wrong? by Aeon J. Skoble
Se poi fate una ricerca con "popular culture e philosophy" esce di tutto (parolacce incluse).

Su momento, mi ha rattristato pensare che per attirare lettori bisogna ricorrere a questi "sporchi trucchi". Però mi sono ripreso subito pensando: qui c'è un mercato! Vediamo un pò, che ne dite di "La teologia di Don Matteo"? "L'epistemologia dei Cesaroni"? "Montalbano e la critica della ragion pratica"? Cari filosofi italiani, al lavoro! E non venitevi poi a lamentare da noi ingegneri che non ci sono possibilità di lavoro per i filosofi!

martedì 4 marzo 2008

Libri, che passione

E' un periodo di stress per me, e anche per questo i miei post si sono rarefatti. E' iniziato il semestre "pesante": ho già cominciato un corso, fra 3 settimane ne comincio un altro paio, per un totale di circa 120 ore di lezione in poco più di 3 mesi. Che si aggiungono al resto del carico.

Per questo ieri, quando alle 5 del pomeriggio sono uscito da una delle tante commissioni universitarie, invece di dirigermi in ufficio dove avrei tentato invano di smaltire il carico di lavoro arretrato fino a tardi, ho imbroccato con decisione Borgo Stretto e mi sono diretto verso la "Feltrinelli" di Corso Italia. Non andavo alla Feltrinelli da circa un anno, e non compravo un libro in libreria da almeno 2 anni. Rientrarci ieri mi ha fatto sentire un pò a disagio. E' stato come quando telefoni a un amico che non senti da un'eternità, scusandoti per non avere avuto il tempo di chiamarlo, e vergognandoti dentro di te per la trascuratezza e per la bufala.

Io preferisco le librerie e i libri di carta. Strano per un informatico? Non so. Molti informatici che conosco hanno il mio stesso vizio. Dei libri mi piace la loro concretezza; mi piace sfogliarli e tenerli in mano; mi piace cercarli inutilmente nella confusione della libreria, per ritrovarli quando non mi servono più; mi piace ogni tanto riprendere qualche vecchio volume sgualcito per rileggere di nuovo lo stesso romanzo e riprovare lo stesso piacere. Anche nel mio lavoro di ricercatore, quando devo valutare un articolo di altri, o correggerne uno mio, preferisco sempre stampare le bozze e fare le correzioni a penna su di esse, piuttosto che fissare il monitor. I libri elettronici per me non hanno senso. Non riesco a levarmi dalla testa che, per quanto uno possa conservarli accuratamente, in fondo essi abbiano quella volatilità propria di tutti i dati elettronici. Ai miei studenti faccio sempre stampare le tesi di laurea o dottorato, e le archivio accuratamente nell'armadio del mio ufficio.

Non ho mai comprato un libro on-line. Una volta ho utilizzato una libreria on-line per regalarne un libro, per praticità. Mi piace vagare per la libreria e comprare quello che vedo, attirato dall'idea del momento. Raramente entro in una libreria sapendo già cosa voglio comprare.

Cosa leggo? Ecco la mia spesa di ieri:

  • Luciano Gallino, "Il lavoro non è una merce, contro la flessibilità". Di Gallino ho letto "Il declino dell'Italia industriale", e mi è piaciuto molto. Vediamo cosa ha da dire sulla flessibilità.

  • Donal O'Shea, "La congettura di Poincaré". Mi piace la storia della matematica. E poi, questo libro è stato recensito da Martin Gardner! e anche da Odifreddi, ma per me Odifreddi vale molto meno del buon Martin (senza offesa)

  • Valerio Evangelisti, "Nicolas Eymerich, Inquisitore". Mi piace la fantascienza (senza esagerare) e di questo Evangelisti mi hanno parlato bene. Spero che non si rilevi troppo deludente! (e comunque ogni tanto ci vuole un bel libro leggero, scacciapensieri).

  • Giorgio Marchetti, "Utilissime aggiunte al Borzacchini Universale". Per chi non conoscesse ancora il Borzacchini: si tratta di un "dizionario" di termini del vernacolo livornese. Se non vi spaventano il turpiloquio e la volgarità, dovete assolutamente comprare la serie. Sono 3 o 4 libri (non so, ho perso il conto), uno più divertente dell'altro. Ogni "lemma" è stato pubblicato precedentemente su un numero del "Vernacoliere". Ieri sera, io e mio moglie non siamo riusciti a trattenere le lacrime dalle risate. Io sono rimasto 10 minuti senza il controllo dei miei muscoli facciali! Però, vi assicuro, dopo sono andato a dormire molto più rilassato!


Insomma, di tutto un pò. Quando troverò il tempo di leggere? Non so. Spero di non metterci altri due anni!