Il guaio più grande è che gli
italiani sono totalmente passivi di fronte allo sfacelo della politica. Niente
"Puerta del Sol" per noi; niente "Primavera Araba"; niente
manifestazioni di massa come in Israele. Niente di niente.
In Italia, invece, appena la CGIL ha
detto "sciopero", tutti addosso da destra e da sinistra (vedi post di Leonardo). Ormai
da noi scioperano solo i calciatori, i notai, i farmacisti e gli avvocati, i sindaci, e così via. Ovvero gruppi di pressione e lobby varie che cercano di difendere i propri privilegi e di scaricare il peso su "quegli altri".
Dove sono i precari e i giovani senza futuro? Che fanno? Secondo me stanno tutti su internet a cercare un lavoro all'estero... L'impressione è che quasi più nessuno dei "poveri e disgraziati" abbia voglia di lottare per questa Italia.
Diario poco personale e molto personalizzato delle mie idee e opinioni. Per ricordarmi di come ero.
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domenica 4 settembre 2011
martedì 26 luglio 2011
Affitto in nero
Ah, ecco. Il ministro dell'economia avrebbe pagato un affitto in nero (e in contanti). La gola profonda sarebbe Milanese, suo strettissimo collaboratore.
Il ministro che deve rimettere in ordine i conti del paese pagherebbe in nero 4000 euro al mese. Colui che dovrebbe combattere l'evasione fiscale, secondo Milanese pagherebbe un servizio 4000 euro in contanti. Andiamo bene, complimenti. Tagli e sacrifici, certo, come no.
Il ministro che deve rimettere in ordine i conti del paese pagherebbe in nero 4000 euro al mese. Colui che dovrebbe combattere l'evasione fiscale, secondo Milanese pagherebbe un servizio 4000 euro in contanti. Andiamo bene, complimenti. Tagli e sacrifici, certo, come no.
domenica 17 aprile 2011
Bistecche
Oggi ho portato i bambini al Bancolat a San Piero a Grado. E' un distributore automatico di latte presso uno dei laboratori della facoltà di Agraria, gestito dal Centro Enrico Avanzi. Ci andiamo quasi ogni fine settimana a prendere il latte crudo dalla macchinetta, è molto buono, se siete da queste parti vi consiglio di andarci.
Poi i bambini vogliono andare a vedere i vitellini, e magari a dargli da mangiare. Sono così teneri, dovreste vedere! Chiaramente non collegano il vitello con le bistecche e gli hamburger, e non sarò certo io a traumatizzarli, almeno per ora.
Mentre siamo lì che guardiamo i bovini, un giovane extracomunitario pulisce la piccola stalla e distribuisce il fieno. La stragrande maggioranza degli italiani rifiuterebbe un lavoro del genere, tutto il giorno in mezzo alla puzza di merca di vacca per pochi euro. I vecchi contadini e gli extracomunitari sono gli unici rimasti a voler fare questi lavori: i giovani italiani vogliono (giustamente) fare i dottori, o almeno gli idraulici. Tutti aspirano a innalzare il proprio benessere, a migliorare la loro classe sociale, e nessuno vuole essere retrocesso in serie B. Tutto ciò è ovvio, umano, comprensibile.
Mentre guardo il tipo lavorare, mi viene da pensare a quanto siano diventati insensibili gli italiani. Come i bambini con i vitelli, gli italiani non si rendono conto che lo stesso extracomunitario che hanno visto sbarcare sulle coste della Sicilia qualche mese fa, molto probabilmente adesso sta confezionando i polli che si trovano tutti belli allineati al supermercato. Eppure l'italiano medio non è più un bambino, dovrebbe saperle queste cose. Ma le due figure sono completamente distinte nella sua testa: e allora annuisce con la testa quando al Tg1 Bossi dice "fuori dalle balle!", e magari gli scappa un bel "bravo, così bisogna fare!", poco prima di addentare una bella bistecca, mi raccomando di carne italiana, eh.
venerdì 8 aprile 2011
Dai dai dai
Un grande Leonardo.
Cosa significava dunque essere italiani nel 2011, lavorare in Italia nel crepuscolo di Berlusconi? Questa sensazione di galleggiare sul marcio, senza pretese di essere migliori, anzi, accettando i compromessi, finché non te li trovi praticamente infilati nel retto a forza, i compromessi, e allora ti ribelli: non è per politica, politica hai smesso di farla, a un certo livello è semplicemente un riflesso condizionato, potrebbe essere qualsiasi cosa, una luce troppo smarmellata, un ralenty ridicolo, a un certo punto abbiamo detto di no. Però non ce ne siamo andati, andare dove? Alla nostra età? E poi ormai c'è la crisi dappertutto, così siamo rimasti lì, aspettando che un altro riflesso condizionato ci rimettesse in carreggiata, che un'altra voce nella nostra testa ricominciasse a dire Dai. Dai. Dai che stavolta ce la possiamo fare. Dai che stavolta la portiamo a casa. Perché sarà diverso, stavolta. Non ci faremo andare bene tutto. Sapremo dire di no, anche agli amici se necessario. Stavolta faremo un buon lavoro.
Infatti non è che abbiamo tutte queste ambizioni. Forse sta lì il problema? Noi non siamo i roberto saviano di niente, noi nella vita vorremmo soltanto fare un buon lavoro, un lavoro serio. Qualunque cosa, anche un ristorantino, perché no, diteci soltanto cosa si può fare di serio in Italia e noi ci proveremo. Poi, quando tutto ricomincia ad andare a rotoli, non abbiamo neanche la forza per mandare tutto a fanculo; ci resta il sospetto di essere noi stessi il problema, noi che tolleriamo tutto quello che ci scorre intorno finché non ci sovrasta, noi che siamo sempre disposti al compromesso, anche col demonio, anche col proctologo del demonio, ma sappiamo veramente cosa vogliamo? Se a un certo punto, a furia di restringere le nostre ambizioni, a circoscriverle, le ridurremo a un punto - cosa ci sarà in quel punto? Dai dai dai, ma dai dai cosa? Cos'è che vogliamo veramente portare a casa?
giovedì 17 marzo 2011
10.000 voti in cerca d'autore
Più prima che poi De Tomaso arriverà anche in Sicilia a "salvare" Termini Imerese. (nei commenti). Io preferisco non commentare, invece.
mercoledì 16 marzo 2011
Stasera a Pisa
Si comincia alle 21.30 da Ponte di Mezzo (pioggia permettendo). Qui il programma completo dei festeggiamenti.
martedì 15 marzo 2011
Segnalazioni
- La nascita di un buco nero
- Una recita continua
- Luca Ricolfi dice che la fuga dei cervelli è un mito da sfatare.
martedì 25 gennaio 2011
Gabbia di matti
E' un po' che non scrivo sui miei vari blog. Ho avuto da fare, e la sera la cervicale si fa sentire e mi obbliga a stare lontano dal PC.
Però stamattina ho fatto un giro su blog e news varie, ed ecco il sommario:
Ieri sera telefonata a Lerner con insulti. Autorevoli (?) commentatori che discettano finemente di culo. Stamattina trafugata la salma di Mike Buongiorno, e qualcuno ha modo di accusare i nemici di Berlusconi (sic!).
Questo paese è una gabbia di matti. Forse è davvero il momento di levarsi di c...
Però stamattina ho fatto un giro su blog e news varie, ed ecco il sommario:
Ieri sera telefonata a Lerner con insulti. Autorevoli (?) commentatori che discettano finemente di culo. Stamattina trafugata la salma di Mike Buongiorno, e qualcuno ha modo di accusare i nemici di Berlusconi (sic!).
Questo paese è una gabbia di matti. Forse è davvero il momento di levarsi di c...
sabato 13 novembre 2010
Non c'è niente da fare
Riporto integralmente un post di Michele Boldrin da NfA:
Il giorno 21 settembre 2010 il deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare parecchi più anni di contributi per maturare il diritto alla pensione.Il paese è ogni giorno a rischio default, e questi qui vivono allegramente all'ingrasso. Scusate, ma mi viene da vomitare.
Indovinate un po' come è andata a finire:
Presenti 525Ho controllato in rete. La notizia è apparsa solo su siti legati all'Italia dei Valori e qualche altro sparuto blog, che neanche noi abbiamo notato. Niente, assolutamente niente, su nessuno dei principali quotidiani nazionali, alla radio o, neanche a parlarne, la TV.
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498.
venerdì 5 novembre 2010
Lettera aperta agli elettori di centrodestra
Cari connazionali che simpatizzate per il centrodestra,
ieri sera Ghedini ha affermato che la versione della "nipote di Mubarak" non è un'invenzione del nostro Presidente del Consiglio. Infatti, la bugia sarebbe della ragazza marocchina che si sarebbe presentata come "nipote di Mubarak" allo stesso Presidente, il quale si è bevuto la menzogna al punto da riportarla alla Questura nella sua ormai famosa telefonata.
E' quindi ufficiale: il Presidente del Consiglio preferisce passare per un ingenuo imbecille piuttosto che per un mentitore. Abbiamo un Presidente del Consiglio che crede a quello che le dice la prima venuta senza controllare né la sua età, né le sue generalità. E questo sarebbe dovuto al suo buon cuore di padre?
Qualunque persona onesta e sana di mente, di fronte a tale versione dei fatti, chiederebbe immediatamente le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. Un uomo che si fa raggirare in questo modo da una ragazzina minorenne non è più adatto a portare avanti un incarico di tale responsabilità.
Se invece la versione di Ghedini fosse l'ennesima bugia per coprire le precedenti, il Presidente del Consiglio sarebbe a questo punto un mentitore patentato. E sinceramente, non è possibile che un mentitore patentato assuma un incarico per il quale la trasparenza delle proprie azioni dovrebbe essere uno dei primi doveri.
Tertium non datur: o è un imbecille, o è un mentitore. In qualunque caso, una persona onesta e sana di mente dovrebbe a questo punto chiedere a gran voce le dimissioni del Presidente del Consiglio. Sbaglio?
Oggi lui parla invece di "menzogne della sinistra". Ieri era un attacco delle mafie. Domani chissà. Mi chiedo a questo punto se i suoi sostenitori siano sani di mente. Ora, qui eviterei analisi sociologiche, l'italianità, il conformismo e cavolate del genere. Andiamo al punto.
Cari connazionali che votate per il PdL; cari dirigenti del PdL. Guardiamoci un attimo in faccia. Non credete sia venuto il momento di finirla con queste manfrine, con questo continuo arrampicarsi sugli specchi per difendere l'indifendibile? Da tempo la misura è colma. Da tempo si è passato il limite. L'immagine di quest'uomo è compromessa definitivamente, e non da ieri. Per quanto tempo siete disposti a sopportare che le sue brutte figure e i suoi indifendibili comportamenti ricadano su tutto il PdL e sulla destra italiana?
E' semplice, statemi a sentire. Molto semplice. Gli date una bella pacca sulla spalla e un grazie per avervi fatto arrivare dove siete arrivati. Organizzate magari una bella festa di addio e lo accompagnate fuori dal partito. Mettetelo a riposo nelle sue ville dove, da privato cittadino, potrà a questo punto fare quello che più gli aggrada, rispondendone personalmente di fronte alla legge e senza trascinare tutta la destra italiana nel fango. Non temete, ha abbastanza cartucce da sparare per difendersi dagli "inqualificabili attacchi" anche come privato cittadino.
E non preoccupatevi, la sinistra non vincerà. E se vincesse, dopo 2 anni al massimo riconsegnerebbe il paese alla destra su un piatto di argento, ve lo assicuro. Approfittatene ora che non esiste una temibile alternativa. Nel frattempo, guardate al futuro. Prendete Tremonti - o chi vi pare - e mettetelo a capo del PdL. E via, verso nuove avventure.
Fatto. Vedete come è facile? Vi sentirete meglio, dopo. Molto meglio.
ieri sera Ghedini ha affermato che la versione della "nipote di Mubarak" non è un'invenzione del nostro Presidente del Consiglio. Infatti, la bugia sarebbe della ragazza marocchina che si sarebbe presentata come "nipote di Mubarak" allo stesso Presidente, il quale si è bevuto la menzogna al punto da riportarla alla Questura nella sua ormai famosa telefonata.
E' quindi ufficiale: il Presidente del Consiglio preferisce passare per un ingenuo imbecille piuttosto che per un mentitore. Abbiamo un Presidente del Consiglio che crede a quello che le dice la prima venuta senza controllare né la sua età, né le sue generalità. E questo sarebbe dovuto al suo buon cuore di padre?
Qualunque persona onesta e sana di mente, di fronte a tale versione dei fatti, chiederebbe immediatamente le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. Un uomo che si fa raggirare in questo modo da una ragazzina minorenne non è più adatto a portare avanti un incarico di tale responsabilità.
Se invece la versione di Ghedini fosse l'ennesima bugia per coprire le precedenti, il Presidente del Consiglio sarebbe a questo punto un mentitore patentato. E sinceramente, non è possibile che un mentitore patentato assuma un incarico per il quale la trasparenza delle proprie azioni dovrebbe essere uno dei primi doveri.
Tertium non datur: o è un imbecille, o è un mentitore. In qualunque caso, una persona onesta e sana di mente dovrebbe a questo punto chiedere a gran voce le dimissioni del Presidente del Consiglio. Sbaglio?
Oggi lui parla invece di "menzogne della sinistra". Ieri era un attacco delle mafie. Domani chissà. Mi chiedo a questo punto se i suoi sostenitori siano sani di mente. Ora, qui eviterei analisi sociologiche, l'italianità, il conformismo e cavolate del genere. Andiamo al punto.
Cari connazionali che votate per il PdL; cari dirigenti del PdL. Guardiamoci un attimo in faccia. Non credete sia venuto il momento di finirla con queste manfrine, con questo continuo arrampicarsi sugli specchi per difendere l'indifendibile? Da tempo la misura è colma. Da tempo si è passato il limite. L'immagine di quest'uomo è compromessa definitivamente, e non da ieri. Per quanto tempo siete disposti a sopportare che le sue brutte figure e i suoi indifendibili comportamenti ricadano su tutto il PdL e sulla destra italiana?
E' semplice, statemi a sentire. Molto semplice. Gli date una bella pacca sulla spalla e un grazie per avervi fatto arrivare dove siete arrivati. Organizzate magari una bella festa di addio e lo accompagnate fuori dal partito. Mettetelo a riposo nelle sue ville dove, da privato cittadino, potrà a questo punto fare quello che più gli aggrada, rispondendone personalmente di fronte alla legge e senza trascinare tutta la destra italiana nel fango. Non temete, ha abbastanza cartucce da sparare per difendersi dagli "inqualificabili attacchi" anche come privato cittadino.
E non preoccupatevi, la sinistra non vincerà. E se vincesse, dopo 2 anni al massimo riconsegnerebbe il paese alla destra su un piatto di argento, ve lo assicuro. Approfittatene ora che non esiste una temibile alternativa. Nel frattempo, guardate al futuro. Prendete Tremonti - o chi vi pare - e mettetelo a capo del PdL. E via, verso nuove avventure.
Fatto. Vedete come è facile? Vi sentirete meglio, dopo. Molto meglio.
domenica 31 ottobre 2010
Sono all'avanguardia
L'INPS mi ha spedito a casa una lettera per annunciare il fatto che ha messo sul web i miei dati previdenziali. Servizio all'avanguardia, sentite un po'.
- Sulla lettera ci sta mezzo PIN. Il PIN è formato da 16 caratteri alfanumerici (in pratica un numero molto grande in esadecimale). Loro me ne hanno mandati 8. Se voglio andare avanti con la consultazione, devo ottenere gli altri 8.
- Per ottenere gli altri 8, devo collegarmi al sito www.inps.it e devo inserire il numero della mia tessera sanitaria e la sua scadenza, il mio codice fiscale, numeri di telefono, indirizzi e-mail. Bene, perdo un po' di tempo ad inserire lunghe liste di numeri.
- Mi arriva un SMS sul cellulare con la seconda parte del PIN. Me lo annoto scrupolosamente.
- Adesso devo entrare nel sito. Non vedo dove cliccare. Devo leggere la lettera (2 pagine) per capire dove cliccare. Ok, clicco e mi chiede l'inserimento del PIN. Inserisco le 16 cifre del PIN scrupolosamente annotato.
- Il sistema mi informa che il PIN è scaduto (oppure è la prima volta che lo uso). Quindi va cambiato. Comincio a innervosirmi. Perché cavolo devo cambiarlo? Comincio la procedura per cambiare il PIN. Mi avvertono che il PIN scade dopo 3 mesi. Capperi, la sicurezza prima di tutto, eh? Quindi mi generano un altra sequenza alfanumerica di 16 cifre che posso stampare o copiare a mano. Sono ecologico io, perdo un minutino a copiarla e a controllare di averla copiata correttamente.
- Ok, adesso posso finalmente collegarmi (intanto penso: questa stessa identica procedura avrebbe potuta farla mia moglie, o mia zia, o uno sconosciuto che fosse in possesso della lettera e dei numeri segnati sulla mia tessera sanitaria. Dove sta la sicurezza?)
- Naturalmente dopo avermi dato il codice, mi fanno inserire quello vecchio e quello nuovo. Perché? Se uno l'ho appena inserito, e l'altro me lo avete appena dato voi, perché me li fate reinserire tutti e due? Adesso sono MOLTO nervoso.
- Ok, sono dentro finalmente. Adesso devo riguardare la lettera, e cliccare almeno 3 volte prima di arrivare alla funzionalità CUD previdenziale, che è quella che mi interessa.
- E che ci trovo dentro? Il mio stipendio per l'anno 2005, e neanche tutto. Tutto qui? TUTTO QUI? Alla fine del 2010 voi siete arrivati a inserire soltanto 10 mesi nel 2005?
sabato 23 ottobre 2010
Report
Arrivo dopo la polvere(*) a commentare la scorsa puntata di Report. Non la vicenda di SB e la sua villa di Antigua, per carità (di lui meno parlo e meglio è); quanto per il primo e l'ultimo servizio, che ho trovato veramente istruttivi. Grande programma questo di Milena Gabanelli, e quindi vedrete sarà il prossimo a saltare.
Il primo pezzo mi è piaciuto per motivi analoghi a quelli di Matteo Bordone. La cosa più incredibile del servizio era vedere questi poveri scemi rispondere con sicumera alle domande della giornalista, per essere immediatamente e irrimediabilmente smentiti dopo pochi secondi. Carlo Valli che chiama la segretaria per avere la ricevuta di pagamento dell'iscrizione, per scoprire lì per lì che la ricevuta apparteneva ad un omonimo, mentre la sua iscrizione era stata registrata a costo zero; il presidente dell'ACI nazionale che nega con decisione la possibilità di comprare tessere in blocco, e sfida la giornalista a recarsi in un qualsiasi punto ACI, e la giornalista ci va e la dipendente ammette candidamente che si tratta di una prassi consolidata; e via così. Uno spasso, non fosse che loro hanno uno stipendio un po' diverso dal mio e rimane l'amaro in bocca. Se no, sarebbe un bellissimo pezzo da commedia all'italiana. E capisci subito perché la commedia all'italiana con Sordi, Tognazzi, Manfredi è passata di moda: perché la realtà ha ormai superato la finzione.
L'ultimo pezzo mi è piaciuto perché ci ha mostrato come funziona la corruzione. E' una cosa così naturale, scoperta. Vado dal consigliere e gli propongo 100.000 euro. Come li vuoi, in un conto anonimo in Svizzera? Se vuoi facciamo 50 a te e 50 al partito, oppure 100 a te, come ti pare. Nel primo caso probabilmente il consigliere viene considerato "onesto" perché da soldi al partito. Ma che ce ne frega se sei onesto o no, per noi il costo è sempre lo stesso, 100.000. E poi, che ci vuole a tirare fuori 100.000 in nero, qualche operazione estero su estero, si passa dalla Svizzera ed è tutto fatto (maledetti svizzeri).
Sapete una cosa? Per esperienza personale: secondo me fanno quasi tutti così. La corruzione è ormai la normalità, non fa neanche notizia, scandalo. Nessuno viene condannato, mai, al massimo un paio di condanne, primo grado e appello, e immancabilmente arriva la prescrizione, o qualche altra scappatoia, al massimo bisognerà pagare di più qualche buon avvocato con i collegamenti giusti. Fanno tutti così, è normale. L'anormalità è quello che denuncia, che si mette di traverso, che rompe le scatole. Quello lì lo mettiamo fuori, non lo facciamo lavorare più, così impara a rompere.
Ed il quadro di questo bel Nord produttivo, locomotiva dell'Italia, è completo. Grazie Milena, ora ho un argomento in più per convincere i miei studenti a lasciare il paese.
(*) Modo di dire toscano (credo) che significa che arrivo buon ultimo dopo che la polvere si è già posata, tutto e finito, e non c'è rimasto niente da dire.
Il primo pezzo mi è piaciuto per motivi analoghi a quelli di Matteo Bordone. La cosa più incredibile del servizio era vedere questi poveri scemi rispondere con sicumera alle domande della giornalista, per essere immediatamente e irrimediabilmente smentiti dopo pochi secondi. Carlo Valli che chiama la segretaria per avere la ricevuta di pagamento dell'iscrizione, per scoprire lì per lì che la ricevuta apparteneva ad un omonimo, mentre la sua iscrizione era stata registrata a costo zero; il presidente dell'ACI nazionale che nega con decisione la possibilità di comprare tessere in blocco, e sfida la giornalista a recarsi in un qualsiasi punto ACI, e la giornalista ci va e la dipendente ammette candidamente che si tratta di una prassi consolidata; e via così. Uno spasso, non fosse che loro hanno uno stipendio un po' diverso dal mio e rimane l'amaro in bocca. Se no, sarebbe un bellissimo pezzo da commedia all'italiana. E capisci subito perché la commedia all'italiana con Sordi, Tognazzi, Manfredi è passata di moda: perché la realtà ha ormai superato la finzione.
L'ultimo pezzo mi è piaciuto perché ci ha mostrato come funziona la corruzione. E' una cosa così naturale, scoperta. Vado dal consigliere e gli propongo 100.000 euro. Come li vuoi, in un conto anonimo in Svizzera? Se vuoi facciamo 50 a te e 50 al partito, oppure 100 a te, come ti pare. Nel primo caso probabilmente il consigliere viene considerato "onesto" perché da soldi al partito. Ma che ce ne frega se sei onesto o no, per noi il costo è sempre lo stesso, 100.000. E poi, che ci vuole a tirare fuori 100.000 in nero, qualche operazione estero su estero, si passa dalla Svizzera ed è tutto fatto (maledetti svizzeri).
Sapete una cosa? Per esperienza personale: secondo me fanno quasi tutti così. La corruzione è ormai la normalità, non fa neanche notizia, scandalo. Nessuno viene condannato, mai, al massimo un paio di condanne, primo grado e appello, e immancabilmente arriva la prescrizione, o qualche altra scappatoia, al massimo bisognerà pagare di più qualche buon avvocato con i collegamenti giusti. Fanno tutti così, è normale. L'anormalità è quello che denuncia, che si mette di traverso, che rompe le scatole. Quello lì lo mettiamo fuori, non lo facciamo lavorare più, così impara a rompere.
Ed il quadro di questo bel Nord produttivo, locomotiva dell'Italia, è completo. Grazie Milena, ora ho un argomento in più per convincere i miei studenti a lasciare il paese.
(*) Modo di dire toscano (credo) che significa che arrivo buon ultimo dopo che la polvere si è già posata, tutto e finito, e non c'è rimasto niente da dire.
mercoledì 25 agosto 2010
Chi è fuori è fuori
In questo post di Federica trovo conferma in parte a quello che sospetto da tempo.
[...] uno dei pezzi più autorevoli e cospicui dell’industria culturale italiana dice in sostanza che non gli interessa minimamente promuovere la diffusione di cose nuove e di libri nuovi, ma preferisce – come dire? – andare sul sicuro, facendo lavorare su commissione gente che conosce già.Generalizzando ad altri settori:
[...] chi è dentro è dentro, e non importa se scrive libri bruttini, perché la fama e le relazioni della casa editrice e dell’autore farà far loro molta strada.
E chi è fuori è fuori.
- Le aziende italiane (soprattutto informatiche) preferiscono acquistare piuttosto che sviluppare. Cioè, piuttosto che investire tempo e denaro nello sviluppo di un prodotto, trovano molto più conveniente comprare il prodotto da un'altro per rivenderlo, eventualmente con una personalizzazione.
- I responsabili delle nostre televisioni preferiscono puntare su vecchie glorie del piccolo schermo, piuttosto che su volti e programmi nuovi.
- Se un'azienda deve assumere un manager, meglio una vecchia carampana ammanicata con il politico giusto (anche se con una pessima fama) piuttosto che su un giovane che ha studiato all'estero.
- In politica si diventa giovani a 50 anni.
- Praticamente non esistono venture capital in Italia. Qualcosa vorrà pur dire.
domenica 18 luglio 2010
Ricchezza e egoismo?
Perché non si dica che me la prendo sempre con i soliti Panebianco e Galli della Loggia: quest'ultimo ha scritto un pezzo notevole sul corriere, come apprendo da Luca e Francesco, che si sono sentiti di commentare.
Per conto mio, credo che una certa tendenza a pensare al proprio esclusivo interesse sia propria del ricco di ogni paese, e in effetti è vero che in ogni dove la destra rappresenti meglio l'individualismo, mentre la sinistra rappresenti meglio il socialismo (o la socialità se non vi piace la parola precedente). Per restare nel campo dei comportamenti economici, ad esempio, sembra siano in maggioranza i ricchi a non pagare i debiti sui mutui in USA.
Bisogna però dire che, mentre in altri paesi tale egoismo si manifesta per lo più entro i binari della legalità (perlomeno apparente), in Italia il concetto di legalità è talmente variabile, flessibile, evanescente, da non rappresentare alcun ostacolo o freno etico/morale al raggiungimento dei proprio obiettivo di arricchimento ad ogni costo. Ha ragione Galli della Loggia: la storiella che se le tasse fossero più basse ci sarebbe meno evasione è appunto una storiella, una favoletta a cui nessun italiano "furbo" potrebbe mai credere.
Quello che non dice però, è che i poveri si comportano esattamente come i ricchi. Se vuoi arricchirti, dopotutto, non devi far altro che seguire l'esempio di chi ci è già riuscito. E allora non è solo il professionista di grido, o l'imprenditore senza scrupoli ad evadere, ma anche l'idraulico squattrinato, il fruttarolo sotto casa, il muratore a cottimo. Ed è per questo che non abbiamo alcuna classe dirigente all'altezza in questo paese, né di ricchi, né di poveri: perché i poveri sono solo dei ricchi più sfigati.
E così, in questo tourbillon di illegalità, paga chi è costretto: il dipendente, quello che non rientra nello studio di settore, quello che prima o puoi può scaricare (e solo per la cifra che gli permetta di rientrare appena appena negli studi di settore, e non di più). E digrigna i denti, e si lamenta, e minaccia scioperi delle tasse, che non se ne può più di questo stato ladrone.
E sì, ci sono anche gli onesti, le silenziose moltitudini di Einaudi, ma di solito non godono di buona reputazione presso i colleghi, e prima o poi finiscono per cadere nei folli ingranaggi della burocrazia italica, fatta apposta per acchiappare gli onesti che sgarrano una sola volta nella vita. E passano la loro esistenza a rimpiangere amaramente la loro maledetta natura di persone per bene: loro proprio non sanno truffare perché gli si leggerebbe in faccia, mannaggia.
Per conto mio, credo che una certa tendenza a pensare al proprio esclusivo interesse sia propria del ricco di ogni paese, e in effetti è vero che in ogni dove la destra rappresenti meglio l'individualismo, mentre la sinistra rappresenti meglio il socialismo (o la socialità se non vi piace la parola precedente). Per restare nel campo dei comportamenti economici, ad esempio, sembra siano in maggioranza i ricchi a non pagare i debiti sui mutui in USA.
Bisogna però dire che, mentre in altri paesi tale egoismo si manifesta per lo più entro i binari della legalità (perlomeno apparente), in Italia il concetto di legalità è talmente variabile, flessibile, evanescente, da non rappresentare alcun ostacolo o freno etico/morale al raggiungimento dei proprio obiettivo di arricchimento ad ogni costo. Ha ragione Galli della Loggia: la storiella che se le tasse fossero più basse ci sarebbe meno evasione è appunto una storiella, una favoletta a cui nessun italiano "furbo" potrebbe mai credere.
Quello che non dice però, è che i poveri si comportano esattamente come i ricchi. Se vuoi arricchirti, dopotutto, non devi far altro che seguire l'esempio di chi ci è già riuscito. E allora non è solo il professionista di grido, o l'imprenditore senza scrupoli ad evadere, ma anche l'idraulico squattrinato, il fruttarolo sotto casa, il muratore a cottimo. Ed è per questo che non abbiamo alcuna classe dirigente all'altezza in questo paese, né di ricchi, né di poveri: perché i poveri sono solo dei ricchi più sfigati.
E così, in questo tourbillon di illegalità, paga chi è costretto: il dipendente, quello che non rientra nello studio di settore, quello che prima o puoi può scaricare (e solo per la cifra che gli permetta di rientrare appena appena negli studi di settore, e non di più). E digrigna i denti, e si lamenta, e minaccia scioperi delle tasse, che non se ne può più di questo stato ladrone.
E sì, ci sono anche gli onesti, le silenziose moltitudini di Einaudi, ma di solito non godono di buona reputazione presso i colleghi, e prima o poi finiscono per cadere nei folli ingranaggi della burocrazia italica, fatta apposta per acchiappare gli onesti che sgarrano una sola volta nella vita. E passano la loro esistenza a rimpiangere amaramente la loro maledetta natura di persone per bene: loro proprio non sanno truffare perché gli si leggerebbe in faccia, mannaggia.
venerdì 25 giugno 2010
Sull'Italia
Ha già scritto lui tutto quello che avrei voluto dire (a parte che io non tiferò MAI Inghilterra).
lunedì 3 maggio 2010
Chi paga
Un senatore avrebbe proposto "l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu."
La giustificazione sarebbe che:
Ineccepibile. Ma c'è un piccolo dettaglio: se non paga dazio l'autista, chi paga? Il datore di lavoro? Non sembra che nell'emendamento si menzioni alcunché a tal riguardo. Non paga l'autista che sarebbe solo "il braccio", d'accordo, ma non paga neanche "la mente".
E le sembra giusto questo, senatore?
La giustificazione sarebbe che:
spesso è il politico a chiedere all'autista di accelerare, magari perché l'aereo è arrivato in ritardo e c'è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull'autista.
Ineccepibile. Ma c'è un piccolo dettaglio: se non paga dazio l'autista, chi paga? Il datore di lavoro? Non sembra che nell'emendamento si menzioni alcunché a tal riguardo. Non paga l'autista che sarebbe solo "il braccio", d'accordo, ma non paga neanche "la mente".
E le sembra giusto questo, senatore?
martedì 13 aprile 2010
Non e' comunista
Un cittadino di Adro.
Mi colpisce che il signore ci tenga a specificare di non essere comunista.
Post Scriptum: non critico l'anonimo benefattore, ci mancherebbe. Applausi a piene mani per una lettera molto bella. La mia era un semplice osservazione: al nord non dichiararsi comunista ti mette subito in una luce particolare. Per dare maggior forza a quello che voleva dire, il signor benefattore ha tolto di mezzo ogni equivoca posizione all'inizio della lettera.
Come dice Popinga nei commenti, l'incipit "Non sono comunista, però ..." è probabilmente comune in molta gente del Nord. Non c'è da stupirsi quindi se i partiti di sinistra hanno vita dura, e se anche il PD ormai non convinca più nessuno. Essere di sinistra è "out", con buona pace delle raffinate analisi politiche delle nostre fervide menti.
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono “comunista”.
[...]
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
[..]
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.
Mi colpisce che il signore ci tenga a specificare di non essere comunista.
Post Scriptum: non critico l'anonimo benefattore, ci mancherebbe. Applausi a piene mani per una lettera molto bella. La mia era un semplice osservazione: al nord non dichiararsi comunista ti mette subito in una luce particolare. Per dare maggior forza a quello che voleva dire, il signor benefattore ha tolto di mezzo ogni equivoca posizione all'inizio della lettera.
Come dice Popinga nei commenti, l'incipit "Non sono comunista, però ..." è probabilmente comune in molta gente del Nord. Non c'è da stupirsi quindi se i partiti di sinistra hanno vita dura, e se anche il PD ormai non convinca più nessuno. Essere di sinistra è "out", con buona pace delle raffinate analisi politiche delle nostre fervide menti.
mercoledì 31 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
Ancora risate!
Oggi in TV c'erano Bud Spencer e Terence Hill, che mi piacciono ancora da matti, ma ho preferito leggere la cronaca politica italiana immedesimandomi in un tedesco. E' molto più divertente!
- Il successore di Di Girolamo. E chissà quanti ce ne sono ancora!
- La vicenda delle lista a Roma è veramente spettacolare. No dai, è una sceneggiatura, questa non può essere la realtà! Persino Bossi preferisce sfotterli! E guardate il tipo che doveva presentare la lista! Aveva già combinato dei casini nel 2006! E gli hanno affidato le liste un'altra volta! No, incredibile!
- E Formigoni? Si presenta per il suo quarto mandato, in barba alla legge che impone un massino di 2 mandati! E che dichiara oggi? "Sono un candidato regolare". Ragazzi, che comiche! Naturalmente, nessun quotidiano nazionale ha sentito l'esigenza di pubblicare la notizia, a chi vuoi che importi il rispetto delle regole? (via Fabristol)
- L'hanno fatto! hanno fatto davvero il disegno di legge anticorruzione! Norme più severe contro corrotti e corruttori! Davvero da scompisciarsi!
- La Santanché nuovo sottosegretario all'attuazione del programma. Ah, guarda, se ne sentiva proprio la mancanza! Infatti, il punto debole del governo era proprio la mancanza di un sottosegretario all'importantissimo dicastero dell'attuazione del programma! Ora sì che si andrà spediti verso un futuro migliore! Che macchiette! (via Destralab).
giovedì 25 febbraio 2010
Tutto da ridere
Diciamoci la verità: se io vivessi in un altro paese e da lì seguissi le vicende politico/giudiziarie italiane, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate. Scommetto i miei amici lontani, negli USA, in NZ e dall'Inghilterra ogni tanto si facciano delle risate belle grasse alla faccia nostra. E allora, faccio finta anch'io ogni tanto di non vivere in Italia, così mi diverto un po'.
- Prendiamo, per esempio, questa sentenza Mills: costui è un gran mascalzone perché ha commesso il reato, ormai è definitivo, l'ha detto la Cassazione. Però non farà un giorno di galera perché il reato è prescritto: invece che a febbraio 2000, la corruzione è avvenuta nel novembre 1999, meno di 3 mesi prima. Ahaha, che ridere! Per meno di 3 mesi uno passa dalla galera alla libertà! Aspetta, aspetta: se i guidici della cassazione si fossero riuniti 3 mesi fa, Mills sarebbe in galera! Fantastico! Chissà quanti soldi e tempo buttati! Da sganasciarsi!
- Aspetta, aspetta, non è mica finita! Escono fuori tonnellate di intercettazioni, corruzione a go-go dappertutto, gente conivolta ad altissimo livello. E la nostra classe politica come reagisce? discute per una settimana di un ddl anticorruzione! Ihih, mamma, non resisto!
- E nel frattempo, il ministro Scaiola rilascia queste dichiarazioni. Anticorruzione? uah uah uah! che macchiette!
- Oppure prendiamo questa faccenda del test antidroga volontario a cui si sono sottoposti 232 parlamentari. 232 su quasi mille, eh? Volontario, eh? Eppure uno risulta positivo. E non ci vogliono dire chi è, forse per la privacy. Ah, aha, ah, eh, oh, mi sento male, mamma mia che ridere!
- Berlusconi ha lanciato i promotori della libertà, organizzati dalla Brambilla. Esattamente si tratta di: "«Un esercito del bene contro l’esercito del male, di chi ama contro chi odia. Una forza popolare, un vero e proprio esercito di difensori della libertà, composto da uomini, donne, giovani, da italiani che si schierano e si impegnano»". Ah ah! ragazzi, lui è sempre il migliore, non c'è niente da fare! Eh eh, ih!
- E adesso quella veramente bella: Pietro Vigorelli presidente di Mediaset .... ops, Telecom Italia Media Broadcasting, sarà concorrente di Mediaset. Uh, uuh, basta vi prego!
- Si potrebbe continuare a lungo, ma mi fa male la pancia dal troppo ridere ....
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