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giovedì 1 settembre 2011

Un lavoraccio

Ma vi rendete conto che lavoraccio fare i commentatori politici, e per lo più di destra, in Italia adesso? Seguire le elucubrazioni del "governo inesistente" che un giorno dice bianco e domani nero (poveracci, ci credo che non ne possono più), e oggi si aumenta l'IVA, poi no, poi di nuovo sì ma solo se necessario. Ma i saldi rimangono invariati. Ma io dico, cari commentatori di destra, perché non mandate tutti al diavolo anche voi? E dai, è quasi ora.

Mi ricordo ancora il "lucidissimo" Panebianco che non più di un mese fa diceva che cambiare governo ora sarebbe stata una sciagura. Eh, bei tempi che erano il luglio scorso, vero? quando dicevano che bastavano 3 miliardi per quest'anno. E poi sono diventati 45 e ancora non bastano.

E i commentatori che prendevano per i fondelli Monti che proponeva il governo tecnico (l'unica via d'uscita praticabile per questo casino)? Giù di sfottute (i commentatori a Monti, dico io, con che faccia?). Ah, certo, si sta meglio ora con un governo in carica, vero? Che i saldi rimarranno invariati, e il governo risponderà agli elettori, certo, come no. 

E in tutto questo, gli elettori rientrano tranquilli dalle vacanze. Gli italiani hanno imparato l'arte dell'arrangiarsi, dicono. Si arrangeranno, vedrete.

Io, invece, sono lì lì per dare le dimissioni da italiano, che non mi è mai riuscita tanto bene 'sta faccenda dell'arrangiarmi.

giovedì 17 dicembre 2009

Controcorrente

Sì, lo so, a me piace andare controcorrente.

A me la politica di Bersani non dispiace. Basso profilo? Diciamo piuttosto non andare dietro a tutte le putt... pardon, a tutte le fregn... pardon, a tutte le piccolezze della nostra politica, quelle cose che inchiodano, e hanno sempre inchiodato, ogni leader del PD al fatto del giorno, alla polemica becera con i subalterni del PdL, alle piccolezze che ti fanno perdere di vista l'obiettivo.

Perché se l'obiettivo è costruire un partito, questo non si fa rispondendo a tutte le domande stupide su tutte le polemiche del giorno, né a rispondere pubblicamente e a mezzo stampa a tutte le cavolate che dicono i tuoi. Fare il leader non è solo imporre la propria visione del mondo a quelli che stanno attorno a te. Questo tipo di leaderismo funziona benissimo con Berlusconi nel centro destra, anche se implica la perdita di pezzi importanti qui e la, prima Casini, e prima o poi anche Fini. Ma non funziona, ne ha mai funzionato nel centro sinistra.

In questo senso, i silenzi di Bersani sono la vera rottura rispetto al ciarlare di Veltroni e di Franceschini. Ciarlare che ti costringere a rispondere sempre a botta a tutte le provocazioni, con notevoli pericoli di gaffe a ogni passo. Costruire il gruppo, altro che fare il leader.

Quindi, se Bersani approfitta di ogni occasione possibile per stare zitto, il mio rispetto per lui non può che aumentare. La Bindi ha detto una cavolata? La chiamo a parte e glielo faccio capire, ma niente dichiarazioni pubbliche e prese di posizione, nessun isolamento. Di Pietro è un problema? Appunto, non pretenderete che si risolva in un giorno con una dichiarazione infuocata o con un ultimatum? Giocare in difesa per ora, e costruire un partito che non c'è dietro le quinte. Tra l'altro, le elezioni (l'unica cosa che conta) sono ancora lontane, l'opposizione si fa in parlamento.

Per cui, quando Panebianco viene a dirmi che Bersani dovrebbe battere il pugno sul tavolo, secondo me vuol dire che Panebianco non ha capito niente del centrosinistra (e in generale niente di politica).