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lunedì 2 maggio 2011

Un altro miracolo

Notevole la chiusura di questo articolo:
Giovanni Paolo II - commenta un operatore sanitario - ha fatto anche questo miracolo.
Della serie: ma perché perdere tempo a ragionare di religione con certa gente? 
(via Metilparaben)

domenica 28 marzo 2010

Il messaggio del Papa

Federica Sgaggio fa l'analisi logica di un discorso di Benedetto XVI, evidenziando in maniera chiara e inequivocabile quello che ho sempre pensato del Papa: un tipo che dice cose ambigue e incomprensibili, e quindi solo per questo considerato un "filosofo".

In realtà, se proprio dobbiamo parlare di filosofia, io continuo a preferire "quelo".

martedì 31 marzo 2009

A proposito della spiritualità cattolica

La religione cattolica è "materialistica". Per la religione cattolica, un atto materiale peccaminoso è sempre peccato, non importa il fine o la predisposizione con il quale lo si compie. Metilparapen ce lo ricorda (se mai ce ne fosse bisogno). L'atto in se quindi non è mai solo formale, ma è sempre anche sostanziale.

Ora, alcuni cattolici in realtà interpretano la loro religione in maniera piuttosto liberale. Tali "esemplari" sono presenti non soltanto tra il gregge che ha bisogno di essere guidato, e su cui i pastori più di una volta chiudono un occhio, ma anche tra fini teologi, intelletuali e cardinali. Io personalmente faccio il tifo per loro. Sono un ateo liberale, non mi importa che il mio prossimo creda in dio, purché non venga a rompermi i maroni. Il mio ragionamento (per esperienza personale) è che un "cattolico liberale" mi darebbe decisamente meno fastidio, sarebbe decisamente più innocuo, e anche una persona con cui magari discutere dei massimi sistemi (anche perché un mondo di atei lo vedo come un traguardo irraggiungibile durante la mia esistenza...)

Si dirà: "ma cattolici-liberali è un controsenso, un ossimoro", concludendo che ogni cattolico deve essere redarguito e mandato a quel paese. Non esiste il cattolico buono: in quanto deve obbedienza al papa, ogni cattolico è un "nemico".

La premessa è decisamente vera. Ma sulla conclusione non sono d'accordo. E' sicuramente più semplice far ragionare il sedicente "cattolico-liberale" che il cattolico fondamentalista. Inoltre, usando la faccia cattiva con tutti i cattolici si rischia di compattarli, dare argomenti agli oltranzisti, umiliare i dialoganti. Io personalmente ho trovato moltissimi cattolici completamente in disaccordo con il papa, al punto da criticarlo aspramente. Al mio solito commento che ogni cattolico debba obbedienza al papa, questi fanno spallucce.

Evidentemente, la religione cattolica si è già evoluta forse anche grazie a Ratzinger. Basta leggere i risultati di un sondaggio svolto presso i cattolici francesi (qui un articolo inglese che ne parla). Evidentemente, questi non sono più i cattolici di Benedetto XVI, questi sono i cattolici del nuovo millennio. Chissà quando le gerarchie attuali prenderanno coscienza della loro sconfitta.

martedì 27 gennaio 2009

La situazione attuale della Chiesa Cattolica

Non mi sembra messa benino.

Per dirla con Forma Mentis, papa Ratzinger ha pestato un'altra merda: ha riammesso quattro Lefevbriani con il "grado" di vescovi. Uno di questi è un negazionista, un antisemita della peggior specie. Una decisione presa il giorno prima della "Giornata della Memoria". Quindi, lasciatemelo dire, una decisione strumentale, perché tutto si può dire tranne che il papa sia un ingenuo. Naturalmente, Bagnasco ribalta subito l'accusa, parlando di polemiche strumentali da parte degli ebrei (ha fatto la scuola Fininvenst, eccellenza? ma poi strumentali a cosa?) . Ecco alcuni commenti sparsi (1), (2), (3) nella blogosfera che frequento io.

Perché l'ha fatto? Perché proprio ora? Secondo Jimmomo, l'ha fatto per il bene della chiesa e della sua struttura: ha cioè ritenuto più importante ricucire lo strappo che evitare di offendere gli ebrei. Può darsi. Ma se è così, il papa ha fatto un gravissimo errore di valutazione. Quello che era stato presentato come un grande intellettuale (un filosofo!), mostra tutta la sua incompetenza politica, e lasciatemelo dire, la sua limitatezza culturale e perfino intellettuale. D'altro canto, che sofisticazione potevate aspettarvi da un assolutista retrogrado, chiuso al futuro e aperto al passato?

Ratzinger ha fatto un errore di valutazione, dunque: perché di questo passo rischia di distruggere la chiesa, intesa come comunità di fedeli. Quello che Vito Mancuso "coraggiosamente" esprime nel suo articolo, è nella mente e nel cuore della maggioranza dei cattolici. Moltissimi cattolici non sopportano più la linea del papa, e alcuni si spingono a contestarlo apertamente. I segni sono già evidenti: riduzione degli introiti dell'8x1000; riduzione delle udienze dal papa. Per non parlare del "processo di secolarizzazione della nostra società" in atto da tempo.

La vicenda di Eluana rappresenta un ulteriore "vulnus" tra la gerarchia ecclesiastica e il suo gregge. Il fatto che i politici italiani non se ne rendano conto, la dice lunga sul fiuto politico della nostra classe dirigente. Escludo dal novero solo Gianfranco Fini: devo ammettere che almeno su questo Fini ha da tempo fiutato l'aria, e si muove di conseguenza.

E prima di questo, la vicenda di Piergiorgio Welby, a cui vengono negate le esequie religiose (salvo accordarle la settimana successiva a un avvocato milanese suicida). Poi, le belle parole per Pio Laghi, un individuo per lo meno controverso (vedi Metilparaben, qui e qui). Poi, il rifiuto di firmare la convenzione ONU contro la discriminazione sulla base degli orientamenti sessuali (e si scopre che non avevano firmato neanche quella contro la discriminazione verso le donne! grazie hronir).

Perfino, la vicenda ridicola di negare i cartelloni pubblicitari all'UAAR (qualunque cosa ci fosse scritta sopra). Da prenderli a pernacchie! (bravi UAAR! E' la volta buona che mi iscrivo!).

Per non parlare delle iniziative personali di Ratzinger: l'introduzione della messa in latino, osteggiata da quasi tutti i parroci; il duello costante con gli ebrei, a cominciare dalla reintroduzione di "frasi contestate" nella messa; il "dialogo" con la scienza, subito invocato, e subito interrotto, anzi mai cominciato. E si potrebbe continuare a lungo.

Per concludere: io come ateo sono molto contento di papa Ratzinger. Continui così, sua santità, che tra una decina d'anni ci saremo finalmente liberati della Chiesa Cattolica in Italia! Forza Ratzi! Da oggi sono ufficialmente suo fan!

(PS: da Sam si dicono praticamente le stesse cose, ma me ne sono accorto solo ora!)

mercoledì 16 gennaio 2008

Cattolicesimo e politica

Sono tornato dopo un po' di tempo a parlare con gli amici e con me stesso del papa, delle gerarchie cattoliche, e di tutto il polverone che sollevano ogni giorno questi sfaccendati. Per un po' di tempo ho preferito ignorare le vicende che riguardavano quella parte della nostra società. Mi sono sforzato di ignorare le notizie, i servizi ai TG, le dichiarazioni ai giornali, le interviste, e tutto il "circo mediatico" (scusate il termine) intorno alla chiesa cattolica che va in scena ogni giorno. "Ignorali" mi sono detto. E' l'unico modo per non rovinarti troppo quel poco di fegato buono che ti è rimasto.

Però, dopo questa buffonata della Sapienza, essendo il sottoscritto indegnamente parte del variegato mondo universitario (o dovrei dire "circo universitario"? no meglio baraccone, rende meglio l'idea) - dicevo, essendo un collega dei firmatari dell'appello contro la visita del papa, mi sorge l'urgenza di esprimere un semplicissimo concetto, che tra l'altro non mi sembra di aver visto elaborato in alcuno dei blog laici (o laicisti che dir si voglia) che leggo di solito.

E' pacifico ed assodato che le gerarchie ecclesiastiche facciano politica. Nonostante le dichiarazioni di facciata fatte ogni tanto, i cardinali, i vescovi e tutto l'apparato intervengono continuamente e a gamba tesa nell'agone politico. Faccio degli esempi recenti per spiegarmi: qualche giorno fa, Bertone dichiara che erano meglio Berlinguer e Togliatti degli attuali politici di sinistra. Secondo voi, si tratta di una dichiarazione politica, o di un alto richiamo pastorale? Ruini appoggia la moratoria contro l'aborto di Ferrara (per inciso, un'iniziativa che solo Ferrara poteva lanciare), e propone di rivedere la 190 per accorciare i termini entro cui sia legalmente accettato l'aborto. Secondo voi si tratta di una mossa di tattica politica, o di un alto richiamo pastorale a valori non negoziabili?
(Se avete risposto come me, potete continuare a leggere, se no è meglio sospendiate per non rimanerci male).

La Chiesa Cattolica ha sempre fatto politica in Italia. Ma, mentre fino a qualche tempo fa lo faceva per interposta persona, cioè delegava ai politici democristiani, adesso ha deciso di scendere in campo direttamente e personalmente. Il precedente segretario di stato vaticano, card. Angelo Sodano, prima e dopo le elezioni avviava le "consultazioni" tra tutte le forze del panorama politico, che neanche il Presidente della Repubblica arriva a tanto. Vorrei ricordare qui, perché nessuno se lo dimentichi mai, che questa gente non viene eletta da nessuno: si nomina a vicenda secondo oscure e segrete regole medioevali.

La CEI è praticamente un partito. Non c'è da stupirsi, quindi, se i rappresentanti della Chiesa Cattolica vengono percepiti dall'opinione pubblica alla stregua di capi di partiti politici. Non c'è da stupirsi se il papa viene trattato come un Bertinotti qualsiasi. Da tempo, ogni volta che Bertinotti si presenta presso qualche università, viene fischiato e contestato. Non parliamo di seconde file, come Mussi. Il capo, poi, è quello più bersagliato di tutti, per definizione. Il povero Prodi viene apostrofato per strada persino da signore impellicciate.

E allora perché il papa non può andare a prendersi qualche fischio o qualche contestazione alla Sapienza? That's life. Hai voluto la bicicletta? Ora pedala. Vuoi fare politica? Accettane le conseguenze. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Secondo me Wojtyla "Woobinda" ci sarebbe andato, e avrebbe pure risposto ai fischi da par suo. Evidentemente, questo Ratzinger è tutto tranne che un duro. Ci vuole il fisico per fare il papa, altro che cappellini alla moda. Scappare via a nascondersi offeso perché non lo fanno giocare a fare il politico, non è dignitoso. Neanche mio figlio di 4 anni si comporta più così all'asilo. Ha imparato le regole del gioco, lui.

Simmetria di vedute

Essi rivendicano le loro libertà in base ai principi nostri
e negano le nostre libertà in base ai principi loro

Gaetano Salvemini