La progettazione del blitz è cominciata molti anni fa, ha coinvolto diverse agenzie federali, è costata molti milioni di dollari ed è stata bipartisan (è cominciata con Bush, è stata condotta da Obama).
Mìschino in siciliano significa "poveraccio", e viene rivolto a gente che ti fa pena, come un barbone malconcio per strada, oppure qualcuno che ha appena subito un brutto colpo dell'avversa fortuna. Mìschino è un aggettivo di compatimento, nel senso di compatire la pena dell'altro, e non c'è alcun senso di cattiveria, al contrario dell'italiano meschino. Secondo me Rocca è da compatire perché dopo aver dato contro Obama per tutti questi anni, è ora costretto a malincuore a dargli almeno metà del merito.
Ma in realtà, Rocca anche un po' meschino per sua ottusa ostinazione nello rimarcare continuamente i successi di GW Bush e nel disprezzare il suo successore. In questo caso, notate come sottolinei puntigliosamente il fatto che l'operazione sia cominciata (quindi pensata, progettata) con Bush, e soltanto condotta a termine da Obama.
Quindi, mìschino ci sta bene, ma anche meschino ci sta bene. Un meschino mischino, insomma.
Grazie a "non è una cosa seria", ho seguito il dibattito sulle proposte politiche del PD. Antefatto:
1) Ernesto Galli della Loggia rimprovera per l'ennesima volta al PD di non avere proposte politiche. 2) Roberto Seghetti, capo ufficio stampa del PD, gli rimprovera che non è vero, le proposte ci sono e lui non le conosce 3) EGDL risponde dicendo che lui sui giornali non le ha viste 3a) Fa notare giustamente nonèunacosa seria che in realtà un editorialista pagato, per di più storico di professione, dovrebbe forse cercare un po' più in profondità, e comunque qualcosina sui giornali era uscita. 4) Risponde Stefano Fassina con una lettera al Corriere lamentando la "poca attenzione" del giornale alle proposte del partito. Ecco la lettera:
Caro direttore,
le scrivo come cittadino ed affezionato lettore del Corriere della Sera, prima che come dirigente del Partito Democratico. Il PD, il principale partito dell'opposizione, in vista della scadenza europea di fine Aprile, ha elaborato una sua versione del Programma Nazionale di Riforma per l'Italia. Il Pd ha organizzato a Roma, il 21 Marzo scorso, un incontro con i vertici nazionali di tutte le organizzazioni sindacali e delle associazioni di rappresentanza delle imprese per discuterlo e raccogliere suggerimenti. Al termine dell'incontro, abbiamo informato i media della nostra iniziativa e degli esiti positivi della discussione ed abbiamo distribuito la bozza del nostro PNR. La versione emendata sulla base della discussione del 21 Marzo è stata inviata il 24 Marzo dal Segretario Bersani al Ministro Tremonti chiedendo formalmente quello che dovrebbe essere scontato in un sistema democratico funzionante: una effettiva discussione parlamentare. Anche di questo passaggio abbiamo puntualmente informato i media. Ieri, contestualmente alla presentazione da parte del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'Economia del PNR predisposto dal governo, il Segretario Bersani, in una conferenza stampa ad hoc, ha illustrato ai media il PNR del Pd. Vengo al punto della mia lettera: il Corriere, a differenza di tanti altri quotidiani, non ha mai, mai, dato alcuna notizia in merito, neanche una riga, neanche ieri pur dedicando due pagine al PNR del Governo. Di fronte a tale situazione, non le chiedo di recuperare le, credo non accidentali, omissioni. Le chiedo la cortesia di informare i suoi editorialisti di evitare lo stanco ritornello del Pd privo di progetto, di Pd impegnato soltanto nell'anti-berlusconismo, di opposizione assente e priva di idee. L'anti-politica ha già tante frecce vere al suo arco.
Un cordiale saluto, Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro Pd
Caro Fassina, le vostre proposte sono così innovative che passano inosservate. E lei sa che il Corriere è aperto a ogni vostro contributo. Anche il più inutile. E' accaduto spesso.
Io trovo questa risposta veramente offensiva. Non mi sembra che Fassina sia stato offensivo. Il PD sarà quello che sarà, ma rispondere così significa offendere gratuitamente le persone. Analizziamo la risposta insieme:
- "Le vostre proposte sono così innovative che passano inosservate" (sarà mica una presa per i fondelli?)
- "E lei sa che il Corriere è aperto ad ogni vosto contributo. Anche il più inutile" (quindi il PD propone cose inutili, a volte anche incredibilmente inutili)
- "E' accaduto spesso" (che abbiano proposto cose inutili? probabilmente è vero, ma messa così non è una risposta simpatica. Oppure è accaduto spesso che il corriere fosse aperto alle proposte del PD? Davvero, non me ne ero accorto)
Comunque, in effetti la richiesta di Fassina non era di una maggior attenzione, ma quella di informare almeno i propri editorialisti. Seee, bum! sempre nonèunacosaseria ci informa che Ostellino oggi ha rivomitato il solito editoriale, in cui dice "l'opposizione sa solo dire di no". Sembra di sentire SB.
Sapete che non sono mai stato tenero con il PD e con la sinistra italiana. E' la mia parte politica, ci tengo che sia in forma, e se non lo è la critico. Però, insulti gratis no.
Quando pensavo che la qualità dell'informazione in Italia avesse raggiunto il punto più basso, ecco che c'è gente che si da da fare per smentirmi.
Sembra che Feltri abbia detto in un'intervista "volante" che Berlusconi non dovrebbe ricandidarsi. Immediatamente, con riflesso pavloliana, Sallusti ci fa la prima pagina del giornale attaccando il suo ex direttore (prima pagina del Giornale!). Va beh. E' un giornale privato, ancorché finanziato da fondi pubblici, facciano come credono.
Minzolini invece, dedica 5 minuti del TG1 (servizio pubblico!) alla replica di Feltri e alla contro-replica di Sallusti. Feltri che si affretta a smentire il suo giudizio, e Sallusti che dice che "la notizia andava data comunque". La notizia? Ma quale notizia? Di che stiamo a parlare? Ma siete di fuori? Aho!!
Sapete quanto mi stia antipatico D'Alema. Ma che goduria quando se l'è presa con Sallusti!
... la scuola di Livorno. O almeno, è così a sentire quelli del Giornale. E che fa il ministro Gelmini? Subito un'ispezione! E subito partono gli ispettori. Strana solerzia: per Adro c'erano volute settimane di protesta, troupe televisive, e comunque mai ispettori; mentre a Livorno basta un articolo del Giornale. Sembra proprio che ci sia un filo diretto fra giornalisti e ministero.
Tornando con i piedi per terra: le bandiere sono sulla parte posteriore della scuola, e difficilmente si potrebbe sostenere che possano influenzare i bambini (di una scuola materna). Da Metilparaben si incavolano con la Gelmini e pubblicano le immagini di street view. C'era bisogno di mandare gli ispettori in vacanza a Livorno? Persino Marco Taradash (che tanto stupido non è) prende le distanze dalla polemica (anche se ritiene giusto comunque mandare gli ispettori, boh?), mentre la Faenzi chiede di rimuovere quel drappo rosso perché «É pur sempre una bandiera di partito vicino a una scuola».
E però, fatemi ragionare un attimo sui massimi sistemi. E' questo il modo di fare politica in Italia? Davvero c'è gente pagata per passare la maggior parte del suo tempo a cercare pretesti pretestuosi per attaccare gli avversari politici, come se di ragioni concrete non ce ne fossero abbastanza?
Perché quell'articolo è evidentemente campato in aria. Le bandiere erano lì per ricordare la fondazione del PCI, e in Italia questo non è ancora reato. Non sono state tolte dopo i festeggiamenti, e potete credermi, per pura dimenticanza: suppongo che il sindaco del PD abbia altro a cui pensare in questo periodo (la crisi a Livorno si taglia con il coltello); inoltre, come sapere il PD non apprezza più certi simboli. Per cui, a mio parere non poteva esserci alcuna intenzione di influenzare le infantili menti dei bambini livornesi (che poi figuriamoci, che vuoi influenzare sul retro di una scuola materna?).
Insomma, l'articolo era del tutto pretesuoso. Il paragone con Adro assolutamente inconsistente. Eppure al Giornale l'hanno pubblicato. Eppure al ministero hanno mandato gli ispettori. Per il gusto della polemica? Per giustificare il sindaco di Adro? Per controbattere ai maledetti comunisti?
Nel verbale redatto il 5 ottobre, Emma Marcegaglia ammette di aver "sicuramente percepito l'avvertimento come un rischio reale e concreto per la mia persona e la mia immagine, tanto reale e concreto che mi misi personalmente in contatto con Confalonieri". Spiega, la presidente di Confindustria, che "al Giornale erano piccati sia per le mie dichiarazioni contro l'operato del governo sia, soprattutto, per il fatto che io stessa, e Confindustria, ci siamo sempre "filati poco il Giornale stesso e hanno dunque tentato di costringermi a cambiare il mio atteggiamento verso il quotidiano concedendo interviste che, almeno recentemente, non avevo fatto".
E sentite cosa scrivono i giudici:
Nelle motivazioni del provvedimento, firmato anche dal procuratore Giandomenico Lepore, i magistrati rilevano che il giornalista "ha il pieno diritto di scrivere ciò che ritiene, di criticare e di farlo anche in modo duro, pungente e veemente" e anche, al di là degli aspetti di natura deontologica, "anche di essere fazioso". Ma secondo gli inquirenti napoletani nessuno, neppure i giornalisti, "ha il diritto di utilizzare la prospettazione dei propri scritti e delle proprie pubblicazioni al solo scopo di coartare la volontà altrui".
(Però è un peccato: perché una bella inchiesta sugli affari della family sarebbe stata un bel colpo giornalistico, non credete? Sarà che Emma Marcegaglia mi sta proprio antipatica...)
Uno potrebbe dire: se Marcegaglia non aveva niente da temere, e se tutto quanto è legale, ella poteva rispondere "pubblicate quello che volete, non mi importa", e poi querelare se apparivano notizie prive di fondamento. Però questo modo di difendersi dagli attacchi giornalistici non funziona. Marcegaglia ne sarebbe uscita con le ossa rotte dal punto di vista dell'immagine.
SB se ne lamenta quotidianamente: c'è in atto una campagna di stampa contro di me, i giornali scrivono falsità, etc. Lui stesso chiuderebbe volentieri un bel po' di giornali nemici. Lui si lamenta. I dipendenti di suo fratello invece mettono in pratica un metodo ancora più infame di quello dei suoi nemici: raccogliere dossier per poter ricattare l'avversario (o anche semplicemente il timido critico), minacciando di gettare fango in faccia a chiunque non si comporti bene. Vi prego di notare: c'è una differenza sostanziale tra:
raccogliere dossier al solo scopo di attaccare i propri nemici
raccogliere dossier per ricattare i propri ex-amici
La prima è una pratica opinabile, ma in fondo corretta, se non scade nella diffamazione. La seconda è pratica scorrettissima. Se i giornalisti del Giornale avessero pubblicato un dossier sulla Marcegaglia senza minacciarla prima, nessuno avrebbe avuto niente da eccepire. Ma così invece è ricatto, ignobile e schifoso ricatto, e non mi importa che forse la Marcegaglia tanto onesta non è. Il ricatto è odioso sempre.
Questa inchiesta, anche se porterà alla solita assoluzione (di questo sono assolutamente certo), certifica questo modo di procedere di questi cosidetti giornalisti. E quindi andava fatta, da Woodcock o da altri non mi importa.
Intendo Massimo Fini. Quello che fa impressione è che uno venga pagato per scrivere cose come questa:
"Milano è l’unica grande città non solo italiana ma europea senza un fiume."
A me sembra che di fiumi e fiumiciattoli a Milano ce ne siano, altro che, a cominciare dal Lambro. Ma forse io sono stato in un'altra Milano, non so. Più avanti dice:
Come e perché sia venuta a qualcuno l’idea di costruire una città in questo punto desolato e squallido della pianura padana, senza un corso d’acqua, è un mistero. Ho consultato geografi e storici, l’unica risposta che sanno dare, rifacendosi al nome latino della città, Mediolanum, è che era un punto di passaggio obbligato verso varie direttrici [...]
Un mistero, a questo punto io chiamerei Giacobbo. Milano sembrerebbe essere secca come fosse nel deserto, neanche un corso d'acqua. Ha consultato geografi, e non uno che gli abbia menzionanto un qualche corso d'acqua. E storici, perdinci. Un lavoro accurato, da vero giornalista.
Solo nel 1400 Leonardo si inventò i Navigli e quello straordinario reticolo di canali che irriga la campagna milanese.
Chissà dove l'hanno presa l'acqua per i navigli. Forse hanno scavato dei pozzi, Fini non lo dice. Giacobbo, qui ci vuole Giacobbo, c'entra anche Leonardo, t'immagini che puntatona verrebbe fuori.
Milano ha questa particolarità: la sera il caldo invece di diminuire aumenta. Cala un poco la temperatura (non di molto perché il caldo sale dall’asfalto arroventato) ma sale in modo esponenziale l’umidità in una sinergia sinistra che ti fa boccheggiare anche alle quattro di notte.
E l'umidità? senza un corso d'acqua e c'è umidità, mica come a Nairobi dove il clima è secco. Da dove viene questa maledetta umidità? Maledizione, Giacobbo aiutaci tu!
Oggi al GR2, poco prima delle 13, servizio su B.B. King che fa la tournee in Italia. La giornalista parte definendo BB King "il tipico sudamericano". E va beh, sud degli stati uniti, sudamericano, che differenza fa? Non facciamo i sofisti.
Poi elenca i successi di BB King nella sua vita, le sue dichiarazioni famose, il duetto con gli U2. Bene. "E per il futuro?" si chiede la giornalista, lasciando una pausa di suspense. "Per il futuro c'è la marea nera di petrolio che tocca anche lo stato in cui è nato il cantante". Rimango completamente interdetto, cervello in cortocircuito. Non sequitur.
Che c'azzecca? Già che c'era poteva dire che Obama è abbronzatoto come BB King. Oppure che i Lakers sono in vantaggio su Boston.
Mia supposizione: la giornalista ha fatto qualche domanda al cantante, e lui ha parlato della fuoriuscita di pretrolio. Poi, dovendo fare il pezzo per la radio, ha accorciato di brutto.
Avrebbe potuto dire: "Quando gli abbiamo chiesto quali sono le sue preoccupazioni per il futuro, BB King si è rammaricato per l'ambiente e ha citato la marea nera", oppure "in questi giorni il sensibile cantante è preoccupato per la marea nera, ecc.". Ma quella domanda, che faceva presagire chissà quali progetti musicali, non ha niente a che fare con la presunta risposta.
Ha preso una laurea questa tipa? E dove? Così magari eviterò di iscrivere i miei figli da quelle parti quando sarà il momento.
Avevo deciso in cuor mio di non seguire faccende politiche per un po', e in particolare, faccende che riguardano SB. Ma naturalmente non ce l'ho fatta, e a sentire della trasmissione di Vespa mi sono saltati i nervi. Sinteticamente i fatti sarebbero questi:
SB stasera andrà da Vespa ad "inaugurare" le prime case consegnate ai terremotati di Onna.
Le casette di legno sono state costruite dalla Provincia di Trento e non dalla Protezione Civile (qui e qui).
Sembra che le casette fossero pronte da un mese, ma non si era deciso a chi consegnarle.
Bertolaso si vanta di aver fatto a tempo di record, ma sembra che dopo il terremoto in Irpinia fecero ben prima a consegnare le casette di legno. E all'epoca la protezione civile non c'era (qui).
Per non distrarre la popolazione italiana dal grande evento mediatico di stasera, sono state spostate sia Ballarò che Matrix (qui e qui).
Su un altro versante, Feltri minaccia Fini, e Fini querela "Il Giornale" (qui e qui). Tra l'altro lo querela in sede penale e non civile (qui).
Si è parlato tanto negli anni passati del conflitto di interessi e del controllo che SB esercita sui media italiani. Ogni volta che qualcuno tira fuori il problema del conflitto di interessi, le reazioni sono tipicamente le seguenti:
Se il conflitto di interessi e' un problema cosi' pressante, perche' la sinistra non lo ha risolto quando era al potere?
Ma che argomento e'? Io non ho votato alle scorse elezioni anche perche' il PD-Ulivo e i suoi esponenti non hanno fatto niente per risolvere il conflitto di interessi quando potevano. Quindi, che "la sinistra" non abbia fatto niente a me non sta bene. E suppongo che non stia bene alla quasi totalita' degli elettori del PD. E poi, parliamoci chiaro: pensate che il governo Prodi con la sua maggioranzina risicatissima potesse portare una attacco frontale agli interessi personali di SB e uscirne vincitore? Non e' un giustificazione, ma una constatazione di fatto: se anche avessero voluto risolvere il problema, non ce l'avrebbero mai fatta nella scorsa legislatura.
Quindi per me il conflitto di interessi e' un problema, e molto serio, come appare evidente dalle notizie qui sopra riportate. E chi se ne frega se una banda di incapaci attualmente dirigenti del PD non hanno voluto risolverlo. Che vadano al diavolo.
Ogni persona di buon senso dovrebbe essere d'accordo con me. Chiunque abbia un minimo di sale in zucca se puo' rendere conto da solo. Invece, a destra quasi nessuno tira in ballo questa questione, se non per fare polemica pretestuosa contro "la sinistra". Forse perche' hanno paura di portare acqua al mulino dei nemici di SB? Forse pensano: "meglio uno come SB dalla nostra parte che uno come Prodi contro di noi"? Non so.
In ogni caso il problema sembra non esistere, anche perche' i vari commentatori di professione hanno l'accortezza di farmi notare che:
Agli italiani non interessa. Lo hanno dimostrato votando in massa per SB.
Ne vien fuori che la democrazia per questi astuti personaggi e' fare la volonta' della maggioranza, sic et simpliciter. Seguendo questo ragionamento, se la maggioranza decide che bisogna rimettere la pena di morte, si rimette la pena di morte in Italia. E poi:
Non e' vero che il controllo delle TV ha influito sui risultati delle ultime elezioni.
A parte l'implicita ammissione che SB controlla il mercato televisivo italiano, e' un mistero da dove traggano questa sicurezza. Secondo me e' una balla enorme. SB ha sempre usato le sue TV a scopi di propaganda. Ricordo la prima volta che SB scese in campo nel '94: Mike Buongiorno, Vianello e Mondaini, e altre star della Fininvest approfittavano dei loro programmi di varieta' per invitare i telespettatori a votare Forza Italia, come se niente fosse. Era un modo ingenuo di farlo, ma sbagliate a pensare che non influirono su una buona parte dell'elettorato. Influirono, eccome ! (se no, pensate che SB avrebbe insistito a utilizzare questi mezzucci?)
Inoltre, non e' solo un problema di elezioni. Se SB controlla il mercato televisivo, soffocando la concorrenza, magari e' anche un problema di liberta' economica, no? Si parla di vendere la RAI. E a chi SB dovrebbe vendere la RAI? Chi sarebbe cosi' folle da comprarsela? Se la RAI non viene venduta, e' anche per colpa di SB, che sia chiaro.
Ma non basta. Adesso siamo agli avvertimenti mafiosi ai nemici politici per mezzo delle colonne del giornale di famiglia. Feltri ha minacciato Fini di pubblicare dossier a sfondo sessuale risalenti al 2000. Questo e' anche peggio di quello che e' stato fatto al povero Boffo. Non ho nessuna simpatia ne' per Boffo ne' per Fini. Ma non mi sembra un modo legale di combattere una battaglia politica (e ripeto politica) tutta interna al PdL.
E adesso che si fa? (lo chiedo ai miei amici di destra, perche' quelli di sinistra so gia' come mi risponderanno). Se le cose sono arrivate a questo punto, e' inutile prendersela sempre e soltanto con gli ectoplasmi del PD, o con la campagna d'odio di Repubblica. Ed e' difficile aspettarsi che la situazione migliori da sola, che i problemi che abbiamo avuto finora spariscano come per incanto a partire da domani, o dall'anno prossimo.
Che facciamo amici miei? Aspettiamo "la fine naturale dell'esistenza di SB"?
Volevo scrivere un post sulle ultime vicende politico-mediatiche. Ma è il mio penultimo giorno di ferie, e non vorrei rovinarmi la digestione. E poi ho pensato che non vale davvero la pena abbassarsi al livello di un Feltri o di un Boffo. Mi limito quindi a linkare questo.
Ecco un motivo in più per andarsi a leggere i post di blogger in gamba come Leonardo (*).
Un articolo del genere avrei voluto vederlo sul Corriere o su Repubblica. Invece, i nostri giornalisti, commentatori e cronisti professionisti, sono impegnatissimi a insultarsi l'uno con l'altro su questioni tutto sommato risibili.
E poi si dice che leggere blog su Internet sia una perdita di tempo. E poi ci si lamenta della crisi della carta stampa. E poi vorrebbero pure mettere le notizie a pagamento. Almeno innalzate la qualità, please.
(*) Per inciso: l'unico altro riferimento alla notizia l'ho trovato qui.
Poi, leggendo, si scopre la verità: sono aumentati del 30% gli evasori totali scoperti dalla finanza nel 2008 rispetto al 2007. Non capisco cosa porti il giornalista a generalizzare e a sparare che sono aumentati gli evasori (che si possono stimare solo con metodi molto approssimati e indiretti): probabilmente gli evasori scoperti sono aumentati semplicemente perché i metodi di indagine applicati sono più efficaci; oppure perché è diventato molto più difficile evadere (grazie a Dio).
Naturalmente, un titolo del genere, avulso dal contesto, è tutt'altro che neutro ma altamente sfruttabile politicamente: il governo X avrebbe favorito l'evasione, mentre magari è vero il contrario.
UNO Stasera al Tg1 era ospite Montezemolo. Domanda su Alitalia: Montezemolo preferisce non rispondere perché è diventato argomento di battaglia politica. Bene. Poi solita domanda generica sulla situazione italiana. Solita sparata di Montezemolo: metà dell'Italia produce, l'altra metà mangia pane a ufo. Dobbiamo adeguarci, tagliare i costi, ecc. E va beh. Stacco, notizia successiva: muore operaio della Fiat a Melfi. Un morto sul lavoro. Poi, fanno sentire la registrazione della chiamata al 118 da parte di un operaio Thyssen al momento del tragico incidente di qualche mese fa. Io intanto dicevo fa me e me: ecco, qui ci starebbe bene una bella domanda a Montezemolo. Un operario morto sul lavoro alla Fiat, Montezemolo è stato ed è ancora ai vertici della Fiat. Non vogliamo chiedergli un commento sulla vicenda? e sulla polemica con il governo sul recente decreto sulle morti bianche? non vogliamo farla una domandina? ma no, sarebbe scortese, cosa vado a pensare. Infatti, io non sono un giornalista. Montezemolo non appare più, si passa ad altro.
DUE All'una del pomeriggio su Radio 2 c'è la trasmissione di Barbara Palombelli, si chiama 28 minuti, interviste agli ospiti più disparati. Non mi piace la Palombelli, anzi non la sopporto proprio. Di solito a quell'ora sono in macchina che vado a prendere i bimbi e qualche volta la moglie. Di solito, cambio canale. Stavolta era ospite Ferrara. Non potevo quindi perdermi il pezzo di bravura della Palombelli. Non citerò Ferrara: ho deciso di non parlare di Ferrara per ora, mi sembra superfluo. Citerò invece alcune chicche della Palombelli (vado a memoria, purtroppo; suppongo che potrei risentirmi il pezzo sul sito della Rai e sbobinare, ma ragazzi, ci vuole stomaco forte, e poi io non sono un giornalista): "i laici hanno il senso dell'onnipotenza, mentre i religiosi pongono dei limiti all'azione dell'uomo", "i laici non mostrano alcun rispetto per la vita, mentre i religiosi hanno una sensibilità superiore", "I laici giocano a fare Dio", "ci vuole un controllo morale sulla ricerca scientifica" e altre amenità teocon che neanche la Binetti quando le girano. Non una domanda, non dico irrispettosa, o scomoda, no, neanche una domanda a Ferrara che non fosse un'imbeccata, un'alzata per la successiva schiacciata a rete. La maître à penser conclude "l'intervista" augurando a Ferrara tutto il successo possibile, perchè (poverino) "sta conducendo questa battaglia p-e-r-s-o-n-a-l-m-e-n-t-e", cioè (udite udite) girando fra la gente e facendo i comizi. Addirittura.
CONCLUSIONI Che dire davanti a cotanti fulgidi esempi? Ammirate e imparate, o giovinastri, apprendisti che non siete altro, imparate dai mostri sacri del giornalismo italiano.
Ho appena finito di guardare su La7 la trasmissione "Exit". Come molti sapranno, è un programma di approfondimento giornalistico, questa volta dedicato all'Università. La puntata è intitolata simpaticamente "Università a pezzi". Alcuni servizi di denuncia passabili. Ma in studio avviene il "meglio". Ospiti il ministro Mussi, il direttore del Messaggero, il rettore dell'Università di Tor Vergata.
Mentre ascoltavo, mi sanguinavano le budella. Il ministro rivendicava di aver fatto questo e quello. "Ho bloccato la legge Moratti", e "ho bloccato i concorsi di associati e ordinari", e "ho messo un freno al proliferare di Università e corsi di laurea, e lauree facili", e "ho chiesto che vengano ridisegnate le classi di laurea", e "ho chiesto di ridisegnare i parametri per il concorso da ricercatore", e "ho chiesto di accorpare i settori scientifico-disciplinari", e "tra poco faremo il nuovo concorso per ricercatori, assumeremo 4000 giovani ricercatori". Forse erano giovani un anno fa, quando hanno fatto questa promessa. Non so se saranno ancora giovani quando finalmente ci sarà questo concorso. Inoltre, l'assunzione implicita del discorso di Mussi è che "ricercatore = giovane" e viceversa. Quindi, un giovane non può essere professore associato, né tanto meno (orrore!) professore ordinario. Per i giovani, c'è il concorso da ricercatore, al massimo.
In un anno e mezzo di governo, il ministro Mussi ha bloccato. E ha chiesto che venga fatto. In concreto, da un anno e mezzo l'Università è ferma, tutto bloccato. Grazie, ministro Mussi.
Che c'entrava il direttore del Messaggero, con la trasmissione? Boh, forse era lì in quanto laureato.
Il rettore di Tor Vergata, invece mi ha impressionato. Cioè, mi ha fatto impressione proprio. Ha fatto proposte ridicole, tipo: "ogni anno va fatto un controllo sulla produttività dei professori nel campo della ricerca, se non producono abbastanza gli si abbassa lo stipendio o si buttano fuori." E chi li farebbe 'sti controlli? Io, lui? Ci controlliamo a vicenda, professo'? E chi li paga questi revisori? Li facciamo lavorare gratis? Ma se non si riesce neanche a trovare dei revisori decenti per una cosa semplice semplice come CIVR!
(Il CIVR è un comitato per la valutazione della ricerca, ogni 3 anni si dovrebbero raccogliere le più importanti pubblicazioni e prodotti della ricerca (come brevetti o altro) di ogni gruppo di ricerca all'interno di ogni Università, revisionarle e fare una classifica di merito. Una percentuale del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università dipende dall'esito di tale valutazione. Tra poco comincerà un altro giro di valutazioni, il secondo. Sempre che Mussi non lo blocchi prima.)
Insomma, caro Magnifico Rettore, parole a caso in libertà, dette probabilmente da uno di quei decrepiti "baroni" che bisognerebbe combattere all'interno delle nostre Università. Se ne stia a casa la prossima volta, che è meglio per tutti.
Infine, la conduttrice, Ilaria d'Amico, che bastona a caso, e elogia a caso. Secondo me non capisce niente di quello di cui si sta discutendo. Elogia Mussi, poi lo rimprovera, poi lo minaccia che terremo d'occhio la vicenda, poi lo invita a impegnarsi formalmente. Secondo me, queste sono marchette della peggior specie. Se almeno fossero fatte da un giornalista vero.
Per concludere, siccome non c'è tempo, la d'Amico salta 4-5 interventi da parte di "giovani" studenti in studio tra il pubblico. Uno, inquadrato mentre la d'Amico eliminava allegramente il suo intervento dicendo "magari ne riparleremo un'altra volta", mostrava una faccia parecchio sfavata, delle serie "ma che cazzo mi hai fatto venire fino a qua e poi non mi fai neanche parlare".
Insomma, un'altra altissima prestazione da parte del nostro giornalismo e della nostra classe dirigente. Applausi, sipario. Domani si torna a lavorare.
PS: se avete voglia di sapere cosa combina il nostro beneamato ministro, date uno sguardo al blog del programma...