Diario poco personale e molto personalizzato delle mie idee e opinioni. Per ricordarmi di come ero.
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venerdì 28 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
E ora un piccolo stacco pubblicitario
Lucas ha scritto un ottimo articolo sulla pubblicità su Giornalettismo.
Anch'io mi sorprendo spesso dell'incredibile potenza del marketing. E anch'io non riesco a capire come la gente si faccia abbindolare. Salvo poi farmi abbindolare io stesso quando toccano i miei "punti sensibili".
A tal proposito, vorrei raccontarvi alcuni aneddoti dall'esperienza di mia moglie farmacista. Se un'azienda farmaceutica volesse rivitalizzare le vendite di un farmaco, di un complesso vitaminico, di un integratore, o anche solo di una crema solare, non ha che fare un paio di settimane di pubblicità: in men che non si dica, le vendite raddoppiano.
Prendiamo l'Amuchina Gel. Due anni fa, ben prima della famosa influenza suina, l'azienda decise di sollevare un pochino le vendite, abbastanza deludenti a dir la verità, di questo "innovativo" prodotto. Un paio di settimane di pubblicità bastarono: l'Amuchina Gel passo da 1-2 pezzi la settimana, a 1-2 pezzi al giorno. Poi arrivò l'influenza, e cambiarono le sorti dell'azienda. Voi sapete cos'è l'Amuchina Gel, vero? E sapete quanto costa? Bene, allora capirete perché in condizioni normali all'utente medio non passa neanche per l'anticamera del cervello di comprare l'Amuchina Gel.
A dicembre ci fu il boom del Tantum Rosa, coincidente, guarda caso, con l'ominima campagna pubblicitaria. Finita la campagna pubblicitaria, le vendite del prodotto tornarono basse come prima. Chissà come mai.
Ora vende tantissimo Excilor. No, davvero. Excilor, contro il deterioramento delle unghia. E naturalmente, c'è un campagna pubblicitaria in atto su tutte le reti TV. Mi chiedo, quanta gente ci sarà in giro con seri problemi di micosi delle unghia? E dov'erano questi qui fino a ieri?
C'è gente che entra in Farmacia chiedendo "quello che ho visto ieri sera in pubblicità", e gente che addirittura si presenta con il ritaglio di giornale in mano.
Insomma, la pubblicità non serve solo a far fare una scelta consapevole nell'acquisto o a far conoscere l'esistenza di un nuovo prodotto. Anzi, probabilmente non è mai stato questo il suo vero obiettivo. La pubblicità serve soprattutto a far nascere dei bisogni. Dopo aver visto la pubblicità, ti viene voglia di avere l'oggetto in questione, indipendentemente dalla sua effettiva utilità per te.
Mezzo potentissimo, e sempre troppo sottovalutato, soprattutto dagli adulti razionali che pensano di poterlo dominare. E invece non sempre la nostra razionalità riesce ad avere la meglio su questi subdoli meccanismi.
Ultima nota: Mediaset ha annunciato il primo trimestre 2010 in crescita rispetto al 2009, e stima di chiudere il 2010 meglio di come ha chiuso il 2009. Ricordiamo per i più distratti: Mediaset incassa principalmente dalla pubblicità, e in un anno di periodo di tremenda crisi per le aziende (che quindi ci si aspetterebbe spendano meno per attività di promozione), Mediaset cresce.
Meditate gente, meditate.
Anch'io mi sorprendo spesso dell'incredibile potenza del marketing. E anch'io non riesco a capire come la gente si faccia abbindolare. Salvo poi farmi abbindolare io stesso quando toccano i miei "punti sensibili".
A tal proposito, vorrei raccontarvi alcuni aneddoti dall'esperienza di mia moglie farmacista. Se un'azienda farmaceutica volesse rivitalizzare le vendite di un farmaco, di un complesso vitaminico, di un integratore, o anche solo di una crema solare, non ha che fare un paio di settimane di pubblicità: in men che non si dica, le vendite raddoppiano.
Prendiamo l'Amuchina Gel. Due anni fa, ben prima della famosa influenza suina, l'azienda decise di sollevare un pochino le vendite, abbastanza deludenti a dir la verità, di questo "innovativo" prodotto. Un paio di settimane di pubblicità bastarono: l'Amuchina Gel passo da 1-2 pezzi la settimana, a 1-2 pezzi al giorno. Poi arrivò l'influenza, e cambiarono le sorti dell'azienda. Voi sapete cos'è l'Amuchina Gel, vero? E sapete quanto costa? Bene, allora capirete perché in condizioni normali all'utente medio non passa neanche per l'anticamera del cervello di comprare l'Amuchina Gel.
A dicembre ci fu il boom del Tantum Rosa, coincidente, guarda caso, con l'ominima campagna pubblicitaria. Finita la campagna pubblicitaria, le vendite del prodotto tornarono basse come prima. Chissà come mai.
Ora vende tantissimo Excilor. No, davvero. Excilor, contro il deterioramento delle unghia. E naturalmente, c'è un campagna pubblicitaria in atto su tutte le reti TV. Mi chiedo, quanta gente ci sarà in giro con seri problemi di micosi delle unghia? E dov'erano questi qui fino a ieri?
C'è gente che entra in Farmacia chiedendo "quello che ho visto ieri sera in pubblicità", e gente che addirittura si presenta con il ritaglio di giornale in mano.
Insomma, la pubblicità non serve solo a far fare una scelta consapevole nell'acquisto o a far conoscere l'esistenza di un nuovo prodotto. Anzi, probabilmente non è mai stato questo il suo vero obiettivo. La pubblicità serve soprattutto a far nascere dei bisogni. Dopo aver visto la pubblicità, ti viene voglia di avere l'oggetto in questione, indipendentemente dalla sua effettiva utilità per te.
Mezzo potentissimo, e sempre troppo sottovalutato, soprattutto dagli adulti razionali che pensano di poterlo dominare. E invece non sempre la nostra razionalità riesce ad avere la meglio su questi subdoli meccanismi.
Ultima nota: Mediaset ha annunciato il primo trimestre 2010 in crescita rispetto al 2009, e stima di chiudere il 2010 meglio di come ha chiuso il 2009. Ricordiamo per i più distratti: Mediaset incassa principalmente dalla pubblicità, e in un anno di periodo di tremenda crisi per le aziende (che quindi ci si aspetterebbe spendano meno per attività di promozione), Mediaset cresce.
Meditate gente, meditate.
venerdì 8 febbraio 2008
Aspetta un moment...
Da qualche tempo passa in TV la pubblicità del MomentAct. Si tratta di una versione "potenziata" del famoso Moment (Ibuprofene), ovvero un farmaco antidolorifico (in gergo FANS). Dal messaggio pubblicitario si evince che, nel caso abbiate un bel mal di testa potente, e se con il Moment non ce la fate, allora potete prendere un bel MomentAct, un nuovo ritrovato della tecnica farmaceutica che fa miracoli.
Sapete che differenza c'è tra un Moment e un MomentAct? Semplicemente, in una capsula di MomentAct c'è il doppio di Ibuprofene rispetto al Moment. Ovvero, se vi prendete due Moment avete lo stesso effetto di un MomentAct. Anche con il prezzo ci siamo: una scatola di MomentAct costa poco meno di due scatole di Moment. Naturalmente, questo nella pubblicità non lo dicono. Anzi, si preme sul pedale della novità: meno male che adesso c'è il MomentAct! Quindi, tutti in farmacia a chiedere questo "nuovo ritrovato".
Diffidate delle aziende farmaceutiche, sempre. Non sono enti di beneficenza. Fanno profitto sulla nostra salute.
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