mercoledì 26 marzo 2008

Giornalismo moderno

Due esempi di giornalismo moderno in Italia.

UNO
Stasera al Tg1 era ospite Montezemolo. Domanda su Alitalia: Montezemolo preferisce non rispondere perché è diventato argomento di battaglia politica. Bene. Poi solita domanda generica sulla situazione italiana. Solita sparata di Montezemolo: metà dell'Italia produce, l'altra metà mangia pane a ufo. Dobbiamo adeguarci, tagliare i costi, ecc. E va beh. Stacco, notizia successiva: muore operaio della Fiat a Melfi. Un morto sul lavoro. Poi, fanno sentire la registrazione della chiamata al 118 da parte di un operaio Thyssen al momento del tragico incidente di qualche mese fa. Io intanto dicevo fa me e me: ecco, qui ci starebbe bene una bella domanda a Montezemolo. Un operario morto sul lavoro alla Fiat, Montezemolo è stato ed è ancora ai vertici della Fiat. Non vogliamo chiedergli un commento sulla vicenda? e sulla polemica con il governo sul recente decreto sulle morti bianche? non vogliamo farla una domandina? ma no, sarebbe scortese, cosa vado a pensare. Infatti, io non sono un giornalista. Montezemolo non appare più, si passa ad altro.

DUE
All'una del pomeriggio su Radio 2 c'è la trasmissione di Barbara Palombelli, si chiama 28 minuti, interviste agli ospiti più disparati. Non mi piace la Palombelli, anzi non la sopporto proprio. Di solito a quell'ora sono in macchina che vado a prendere i bimbi e qualche volta la moglie. Di solito, cambio canale. Stavolta era ospite Ferrara. Non potevo quindi perdermi il pezzo di bravura della Palombelli. Non citerò Ferrara: ho deciso di non parlare di Ferrara per ora, mi sembra superfluo. Citerò invece alcune chicche della Palombelli (vado a memoria, purtroppo; suppongo che potrei risentirmi il pezzo sul sito della Rai e sbobinare, ma ragazzi, ci vuole stomaco forte, e poi io non sono un giornalista): "i laici hanno il senso dell'onnipotenza, mentre i religiosi pongono dei limiti all'azione dell'uomo", "i laici non mostrano alcun rispetto per la vita, mentre i religiosi hanno una sensibilità superiore", "I laici giocano a fare Dio", "ci vuole un controllo morale sulla ricerca scientifica" e altre amenità teocon che neanche la Binetti quando le girano. Non una domanda, non dico irrispettosa, o scomoda, no, neanche una domanda a Ferrara che non fosse un'imbeccata, un'alzata per la successiva schiacciata a rete. La maître à penser
conclude "l'intervista" augurando a Ferrara tutto il successo possibile, perchè (poverino) "sta conducendo questa battaglia p-e-r-s-o-n-a-l-m-e-n-t-e", cioè (udite udite) girando fra la gente e facendo i comizi. Addirittura.

CONCLUSIONI
Che dire davanti a cotanti fulgidi esempi? Ammirate e imparate, o giovinastri, apprendisti che non siete altro, imparate dai mostri sacri del giornalismo italiano.

4 commenti:

  1. La Paleorutelli...
    Il problema non è che certa gente esiste, è che fa tendenza.

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  2. Il motto della categoria professionale cui ti riferisci potrebbe essere tratto direttamente dalla celebre opera goliardica "Ifigonia"; sul loro blasone dovrebbero pertanto scrivere:
    "Nell'arte sovrana di fare i ...beep ... battiamo le ...beep ... di tutti i ... beep ..."
    (Non so se i tuoi figli guardano il blog e pertanto l'autocensura si conviene).

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  3. @lector: i miei figli sono ancora troppo piccoli per leggere e comprendere! E comunque in questo blog ho scritto di peggio. E poi con la moglie livornese ... (ops, ora mi picchia!)

    @weissbach: speriamo faccia tendenza ancora per poco... ma di solito le tendenze durano una stagione, come ci insegnano i nostri stilisti, questi invece sembrano buoni per tutte le stagioni!

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