lunedì 26 ottobre 2015

La comicità in Francia

I francesi hanno uno spirito comico piuttosto particolare, e può succedere che uno straniero rimanga a volte un po' disorientato nell'ascoltare qualche battuta, oppure nel guardare un programma comico, o le vignette dei giornali satirici.

Nel libro "Le più belle del mondo, atlante mondiale delle barzellette", Patrizio Roversi e Martino Ragusa descrivono la comicità francese in questo modo:
"La Francia è forse la patria dell'umorismo aggressivo, quasi sempre eterodiretto: i francesi fanno barzellette soprattutto contro gli altri. In ciò si differenziano dagli inglesi, che sono ugualmente auto e eteroironici, e dagli italiani, che sono abbastanza autoironici. A questo proposito, si può dire che i francesi siano l'esatto opposto degli ebrei, nel senso che gli ebrei sono quasi sempre autoironici mentre i francesi non lo sono affatto."
Ed è in parte vero: i francesi rivolgono il loro umorismo contro qualcuno o qualche cosa, e sanno essere davvero cattivi e molto spregiudicati in questo. E' un modo di ridere a cui non siamo (più) abituati, perché ormai dappertutto domina il politically correct, ovvero "primo: non offendere". In Italia, l'umorismo satirico è ormai diretto quasi esclusivamente contro i politici, il punching ball dei nostri comici. In Francia, si ride offendendo allegramente la religione, le abitudini e i tic (degli altri), e anche i politici, certo, ma con una certa pesantezza a cui noi italiani non siamo più abituati (se mai lo siamo stati). Gli unici in italia che fanno umorismo e satira in questo modo sono forse solo i toscani del vernacoliere, perché solo i toscani si riservano ancora il diritto di offendere ridendo.

Recentemente è saltato all'attenzione del mondo l'attentato a "Charlie Hebdo", il giornale satirico francese. E ho avuto l'impressione che il resto del mondo non abbia davvero capito l'ambito culturale in cui nasce e cresce quel tipo di umorismo. In Francia CH era sicuramente un caso a parte, per come continuava ostinatamente a portare avanti un certo tipo di satira, e per come si ponesse l'obiettivo di andare sempre oltre il limite del politically correct.  Ma è un tipo di umorismo che ha radici profonde nella cutura francese, e che viene quindi intepretato in maniera parziale all'estero.

Per farvi un esempio, negli anni '90 su Canal+ andava in onda "Les nuls", un programma di comicità leggera, in cui si parodiavano film, trasmissioni televisive, pubblicità. L'altra sera mi è capitato di vederne una selezione di repliche, le più famose. Eccone una che mi ha colpito:


Una cosa del genere, in altre parti del mondo, avrebbe potuto scatenare una guerra, non credete? E' abbastanza importante dire che l'autore (e attore) del filmato è di origini ebree, e non è affatto un autore di satira politica, ma un comico generico, come potrebbe essere stato Crozza ai tempi dei Broncoviz. Eppure, il tipo di comicità che esprime è piuttosto sopra le righe per la sensibilità di un non-francese come me. Potete, se volete, divertirvi a cercare altre performance de "Les nuls" su YouTube. La maggior parte sono battute contenenti parolacce o a sfondo pesantemente sessuale (come riferito da Ragusa e Roversi nel loro libro).

Per concludere: credo che questo tipo di comicità sia destinato a sparire anche in Francia. Il politically correct non è più opzionale nel mondo globalizzato e multi-etnico in cui viviamo, e prima o poi i francesi dovranno, loro malgrado, uniformarsi: "primo, non offendere".

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