martedì 9 aprile 2013

Professori in Francia

Mentre in Italia c'è l'ANS, per passare un po' il tempo vediamo come funziona in Francia. 

La Francia è un paese molto simile all'Italia. E' un paese statalista e con tanta burocrazia, probabilmente più che in Italia. Però è un paese in cui le cose funzionano un pochino meglio che in Italia, in media. Per fare carriera accademica in Francia bisogna fare un certo percorso, che recentemente è stato modificato per renderlo un po' più flessibile. 

Innanzitutto, vale la pena dire che per accedere a un posto pubblico nell'amministrazione francese bisogna essere cittadini francesi. Da quello che mi hanno raccontato (e spero non mi abbiano detto delle fesserie) l'unica eccezione a questa regola è quella dei professori universitari, che possono anche essere cittadini stranieri.

Se un francese vuole fare carriera nell'università, dopo aver fatto il dottorato deve fare l'habilitation. Si tratta di compilare un tesi (la tesi di abilitazione) che è un po' di più di una tesi di dottorato. Nella tesi di abilitazione, il candidato deve dimostrare di avere un suo obiettivo di ricerca da perseguire e di essere in grado di fare ricerca in maniera indipendente. La tesi di abilitazione viene valutata da una apposita commissione, di solito messa in piedi nella stessa università in cui il candidato sta facendo ricerca con una borsa di post-doc.

Dopo l'habilitation, viene la qualification. Qui il procedimento è molto più semplice, si tratta di inviare un dossier contenente il proprio curriculum e i proprio lavori migliori, nonché la tesi di abilitazione. Inoltre, possono partecipare alla qualification anche candidati che non abbiano l'abilitazione (per un qualche motivo ben giustificato) e cittadini stranieri.

La qualification è una procedura nazionale; ogni anno, all'incirca nel mese di ottobre, c'è la scadenza per poter fare domanda; nel giro di un 3-4 mesi  danno la risposta. La qualification è una specie di filtro minimo, e quindi è simile all'ASN: il suo obiettivo dichiarato è di evitare candidature imbarazzanti e di limitare le baronie universitarie. Poiché però il livello minimo richiesto è piuttosto basso, è un filtro molto semplice da superare, e quindi secondo me questa cosa ai baroni fa il solletico. 

Infine, ci sono i concorsi, che sono gestiti localmente da ciascuna università, ma sono tutti sincronizzati a livello nazionale. Ogni anno a inizio marzo escono i bandi sul sito Galaxie, con scadenza a fine marzo. L'idea è che il concorso si concluda brevemente, entro l'estate, in maniera che i nuovi assunti prendano servizio a settembre. Si può concorrere per Maître de Conférence Universitaire (MCU), che corrisponde al nostro "professore associato", oppure per "Professeur d'université", corrispondente al nostro "professore ordinario". 

Dimenticavo di dire che si può anche concorrere per un posto di ricercatore in uno degli enti di ricerca pubblici, come il CNRS, l'INRIA, o qualcuno di quello semi-pubblici in giro per la Francia. La procedura però è leggermente diversa, e personalmente non la conosco bene.

In sintesi, ecco quindi le differenze principali con il nostro sistema:
1) La qualification è più facile del nostro ASN, nel senso che i requisiti sono più bassi;
2) Le tempistiche sono certe: ogni anno a ottobre ci sono le qualification e a seguire i concorsi, per poter essere assunti l'anno dopo a settembre;
3) I concorsi ci sono, e sono sufficientemente numerosi.

È probabile che l'intenzione dei nostri legislatori, a regime, sarebbe stata di avere tempistiche certe anche in Italia; in effetti, il nuovo bando ASN per il 2013 è già uscito. Peccato che non si sappia quando la precedente procedura avrà termine. Nè si sa quanti posti saranno messi a concorso in seguito all'abilitazione: con i tempi che corrono c'è da stare poco allegri.

2 commenti:

  1. Bel post, molto utile, penserò seriamente a un ricollocamento presso i "cugini" francesi... Per la ASN in corso in teoria ci sono termini precisi: 31 maggio o 30 giugno a seconda del numero dei candidati del raggruppamento. Dico in teoria perché una proroga non meraviglierebbe nessuno.

    RispondiElimina
  2. La cosa bella sono le tempistiche certe. Anche per il CNRS. Per il CNRS la procedura mi pare molto bella. E francamente premia più la qualità di quella delle Università.

    RispondiElimina

I commenti vengono gestiti tramite Disqus. Siete pregati di autentificarvi prima di commentare.