sabato 6 aprile 2013

Abilitazioni Scientifiche: stato dei lavori


L'Abilitazione Scientifica Nazionale è quella procedura prevista dalla riforma Gelmini e messa in atto dall'ANVUR che serve per selezionare la futura classe docente dell'università italiana. In pratica, è una vera e propria abilitazione: se si passa l'ASN, allora si è possibile partecipare a un concorso per professore; se non si passa, bisogna aspettare un anno prima di poterci riprovare. La scadenza per presentare domanda di abilitazione è stata a novembre dell'anno scorso, e da poco si sono insediate le commissioni che esamineranno le domande. 

L'ASN è partita tra mille polemiche a causa della procedura che è stata messa in piedi. In pratica, il candidato doveva presentare le proprie pubblicazioni, e quasi esclusivamente in base ad esse viene deciso il suo destino. I particolare, nei settori scientifici cosiddetti bibliometrici (per i quali esistono a livello internazionale delle procedure di peer-review per le pubblicazioni scientifiche) si è deciso di utilizzare degli indici bibliometrici. In pratica, per ogni articolo si contano le citazioni, si mettono dentro un formula che tiene conto di tanti fattori (anno di pubblicazione, anno della citazione, età del candidato, ecc.) e si tira fuori un unico numeretto per ogni candidato. Tale numeretto si calcola anche per i professori associati e i professori ordinari attualmente in carica nel settore scientifico corrispondente a quello del candidato. Se l'indice del candidato supera (o comunque non è inferiore) alla mediana degli indici dei professori in servizio, allora il candidato è abile, se no la domanda viene respinta. 

In realtà non è così semplice né così automatico: innanzitutto, per ogni candidato ci sono 3 numeretti da calcolare, e quindi 3 mediane con cui confrontarsi. Poi, le commissioni hanno il compito di valutare caso per caso e hanno comunque autonomia di giudizio: se un candidato è al di sotto della mediana di settore, può comunque essere valutato abile, purché la valutazione positiva sia opportunamente giustificata. 

Tale procedura, che sembra semplice e lineare, ha invece fin da subito mille critiche. Innanzitutto, nessuno al mondo fa così, ne ha mai fatto così, noi italiani siamo i primi. E si sa che i primi di solito sono quelli che avranno più problemi. Si poteva partire intanto con una sperimentazione di qualche anno, e invece, no, tutta la procedura parte da subito. 

Secondo, dal punto di vista tecnico non è chiarissimo come fare. Infatti, contare le citazioni non è per niente semplice. Ci vuole qualcuno che abbia un database completo e affidabile di tutte le pubblicazioni, e sia in grado di estrarre i dati giusti. L'ASN si appoggia a due database, Scopus e ISI WoS, che sono forniti da due editori internazionali molto importanti. Tali database sono fino ad oggi stati utilizzati dagli stessi ricercatori per scriversi i curriculum; ma non sono stati mai sottoposti a un tale esercizio massiccio. E infatti, alla prova dei fatti, si sono scoperte le magagne: i database sono largamente incompleti e contengono chissà quanti errori.

È indicativo il fatto che nei mesi precedenti alla scadenza della domanda, il numero di richieste di correzioni arrivate allo staff di Scopus è stato talmente elevato che sembra che abbiano dovuto urgentemente assumere personale per far fronte alle richieste pressanti in tempo per la scadenza (per lo meno l'ANVUR può fregiarsi di aver contribuito a creare posti di lavoro!)

Insomma, taglio corto. Vi dico solo che il calcolo degli indici è andato parecchio per le lunghe, la formula cambiava continuamente, l'ANVUR pubblicava spiegazioni per poi puntualmente rimangiarsele, venivano mostrate tabelle e poi ritirate perché dimostrate scorrette. La storia è continuata fino ai giorni scorsi, ben  oltre la scadenza per la consegna delle domande e dopo la formazione delle commissioni. Qui su ROARS un riassunto.

A questo punto vi taglio e incollo una comunicazione ricevuta dai miei rappresentanti CUN, e presa da qui:
[...] è stato invitato in aula il prof. Bonaccorsi del consiglio direttivo dell’ANVUR per avere chiarimenti in merito ad alcuni quesiti emersi da una prima analisi dei lavori delle commissioni. In particolare al prof. Bonaccorsi sono stati chiesti chiarimenti sulla data in cui sono stati calcolati gli indicatori bibliometrici dei candidati e sulle modalità di calcolo dei periodi di congedo. 
Il prof. Bonaccorsi ha affermato che mentre la lista delle pubblicazioni è fissata al 20 novembre 2012 – data di scadenza del bando – il calcolo delle citazioni è stato possibile effettuarlo solo alla data dell’interrogazione dei database WOS e Scopus. Interrogazione che è avvenuta nei giorni scorsi e non necessariamente nella stesso giorno per tutti i candidati. Ha poi sostenuto che non ritiene possibile che le commissioni prendano in considerazione citazioni non presenti nei database WOS e Scopus, ma trovate autonomamente dai candidati e indicate nella domanda.
[...] Per quanto riguarda le pubblicazioni, verranno segnalati alle commissioni gli eventuali problemi relativi al mancato “aggancio” dei lavori rispetto ai database affinché la commissione possa effettuare le necessarie verifiche.
A questa comunicazione che ci ha lasciati notevolmente perplessi sono state fatte osservare al prof. Bonaccorsi quali siano alcune delle possibili conseguenze di questa procedura:
1.    Il trattamento dei candidati non appare uniforme, come sempre avviene per le procedure concorsuali, in quanto la data di conteggio delle citazioni non è la stessa per tutti neppure all’interno dello stesso settore concorsuale.
2.    Poiché i candidati erano convinti che la data di riferimento per il calcolo degli indicatori fosse quella di chiusura del bando (20/11/2012), alcuni di loro a cui mancavano un numero limitato di citazioni per superare le mediane, potrebbero aver deciso di non presentare domanda o di ritirarla, quando invece nei quattro mesi successivi avrebbero potuto ottenere le citazioni mancanti.
3.    Il metodo di calcolo esclude le citazioni ottenute dal candidato, ma non presenti, per qualche ragione, nei database commerciali WOS e Scopus che come è noto non adottano procedure e tempistiche di carico delle citazioni uniformi e trasparenti.
A queste osservazioni il prof. Bonaccorsi pur riconoscendo che la tempistica non è quella ottimale, ha però teso a sminuire l’effetto del ritardo del calcolo rispetto alla data di chiusura del bando (circa quattro mesi), affermando che il ritardo gioca a vantaggio dei candidati.
Evidentemente con questa risposta si comprende che nel ragionamento non sono presi in considerazione quei “potenziali” candidati che hanno ritirato la domanda o non l’hanno presentata a causa di regole carenti, opache, improvvisate e in totale mancanza di una trasparente comunicazione. Tutte questioni che, come il CUN ha sempre denunciato, rendono sempre meno credibile il sistema adottato per l’Abilitazione Scientifica Nazionale.
Adesso i miei commenti personali. Dal punto di vista strettamente pratico: per il punto 1, qualche giorno di distanza tra candidati dello stesso settore non fa una grandissima differenza. Qualche mese, invece, si. Per il punto 2, se un candidato che aveva gli indicatori poco al di sotto delle mediane non ha fatto domanda, per me ha fatto una cappellata, ma la questione è in effetti opinabile. Infine per il punto 3, il problema grosso è appunto che Scopus e ISI WoS (database privati ma, ricordiamolo, finanziati il il 99% da soldi pubblici) sono molto poco affidabili. E quindi, qualunque procedura che si affidi a dati non affidabili rischia di essere essa stessa non affidabile.

Quello che mi preoccupa di più, dal punto di vista pratico, è la poca affidabilità della procedura di aggancio dei dati. Che vuol dire? Vuol dire che se io ho indicato nella mia domanda di aver pubblicato l'articolo X, sulla rivista Y, non è detto che il sistema di interrogazione utilizzato dal CINECA riesca a trovare e agganciare questo articolo nel database. Anche se l'articolo c'è (io chiaramente ho controllato) con le interrogazioni automatiche non si sa mai. In effetti, due mesi fa ricevo questa e-mail sibillina:
Gentile Candidato

a seguito della Nota Miur n.3209 del 14 febbraio 2013

si comunica che sul sito riservato https://loginmiur.cineca.it  
nella sezione ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE (Candidato 2012),

e' disponibile un modulo che Le consente la verifica della correttezza delle informazioni inserite in domanda nella sezione Pubblicazioni
con la possibilita' di aggiungere/modificare i codici ISI e Scopus per i settori concorsuali bibliometrici,
aggiungere/modificare  i valori numerici standard internazionali di identificazione delle stesse (ISBN, ISSN e ISMN) per i settori concorsuali non bibliometrici.

Cliccando sul pulsante "Accedi" nella sezione "Completa i Riferimenti per le Pubblicazioni (TORNATA 2012)"
è possibile compilare il modulo.
Per farlo potra' utilizzare anche le istruzioni disponibili nel sito in formato PDF.
Tale procedura sara' attiva a partire dal giorno 15 febbraio p.v. fino al 4 marzo p.v.

Cordiali Saluti
Consulenza Cineca.

Mmm, puzza, vero? Due mesi dopo la chiusura delle domande mi chiedono di modificare dei codici? Che pasticcio hanno combinato? Non si sa bene, ma il sospetto forte è che, ben oltre la chiusura delle domande, il CINECA non fosse affatto in grado di fare interrogazioni affidabili sui database Scopus e ISI WoS.

Se questo fosse vero, si apre un altro grosso punto di domanda: l'estate scorsa sono state pubblicate le mediane per ogni settore, in modo che ogni potenziale candidato potesse decidere se fare domanda oppure no (se uno fa domanda e non passa, deve saltare un giro e non può farla l'anno successivo). Se le interrogazioni a Marzo 2013 non erano affidabili, come hanno fatto a calcolare e pubblicare delle mediane ufficiali a Luglio 2012?

In conclusione, il procedimento è stato fatto di fretta, in maniera arruffata, senza aver ben chiari i problemi che sarebbero sorti e i potenziali ostacoli. La conclusione non è per nulla chiara ed è a forte rischio ricorsi a cascata con blocco totale della procedura.

Nel frattempo, questi sono i numeri della docenza in Italia. Le assunzioni di nuovi docenti sono bloccati da tempo; i prossimi pochi assunti saranno gli abilitati ASN, ma non saranno in grado compensare le persone andate in pensione nel frattempo. Si spera che la procedura possa concludersi entro l'estate (ma ci credo molto poco).

Personalmente, io ho fatto domanda per essere abilitato alla posizione di professore ordinario. Se anche mi daranno l'abilitazione, non credo ci sarà successivamente spazio per l'assunzione: le università hanno grossi problemi di budget a causa dei tagli, quindi i posti di ordinario arriveranno con il contagocce in tutta Italia; e c'è gente parecchio più forte di me nel mio settore. Credo rimarrò professore associato ancora (molto) a lungo.

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