lunedì 18 luglio 2011

Insegnare negli USA

(post editato il 19/07/2011)

Cosa vuole dire insegnare in una università USA? Fatevi una piccola idea leggendo qui.

Io quelli che copiano di solito li sgamo all'orale, senza bisogno di sistemi automatici. Mi ricordo anch'io il primo anno che facevo l'assistente di aver accusato due studenti di aver copiato allo scritto, e ricordo chiaramente le scene madri, i giuramenti sulla testa dei genitori, ecc. Ora non lo faccio più: se vedo un sospetto di copiatura, li "rifinisco" all'orale.

Perché in Italia facciamo gli orali e non solo gli scritti. In USA invece è rarissimo fare un esame orale: i voti devono essere oggettivi, quindi si fanno i test e gli "homework" assignment. Inoltre, se uno studente fallisce, allora non può tornare a rifare l'esame: da qui le crisi di pianto degli studenti nell'ufficio dell'insegnante.

Molto indicativo il fatto che l'insegnante ha ricevuto un "voto" basso che si è tramutato in una perdita sul suo stipendio. E chiaramente, ha deciso di non perseguire più i cheaters. E quindi, alla fine non fallisce quasi nessuno, perché non conviene a nessuno bocciare troppi studenti: non conviene all'administration, e non conviene all'insegnante.

Meditate gente, meditate.

EDIT: L'autore del post che avevo linkato ha cancellato il post originale. Se volete cercare una copia nella cache di google, cercate pure il testo: "Why I will never pursue cheating again".
Spero non sia finito nei guai per quello che ha scritto, mi sembra un bravo ragazzo.

EDIT2: L'autore del post spiega perché il post è stato cancellato: "Regarding blog post takedown: NYU received a cease-and-desist letter and I was advised to take down the article to avoid legal liabilities.". Sembra che uno degli studenti "copiatori" abbia riconosciuto il suo compito e abbia mandato una lettera all'università minancciando azioni legali per la violazione della privacy. Che mondo complicato... (per fortuna che il tipo è già tenure).

2 commenti:

  1. Interessante. Questo spiega come una collega americana che sosteneva di essere laureata in matematica non aveva la più pallida idea di che cosa fossero i numeri complessi. Aveva doti organizzative non indifferenti però. Il link di "qui" non mi funziona.
    Saluti

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  2. Un'amica di mio figlio, l'anno scorso, ha fatto l'esame di ammissione ad Harvard e in un'altra prestigiosa università americana (a smentire la semplice casualità). E' passata in entrambe con punteggio eccellente, anche se mio figlio m'assicura che si tratta d'una studente men che mediocre.

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