sabato 23 ottobre 2010

Report

Arrivo dopo la polvere(*) a commentare la scorsa puntata di Report. Non la vicenda di SB e la sua villa di Antigua, per carità (di lui meno parlo e meglio è); quanto per il primo e l'ultimo servizio, che ho trovato veramente istruttivi. Grande programma questo di Milena Gabanelli, e quindi vedrete sarà il prossimo a saltare.

Il primo pezzo mi è piaciuto per motivi analoghi a quelli di Matteo Bordone. La cosa più incredibile del servizio era vedere questi poveri scemi rispondere con sicumera alle domande della giornalista, per essere immediatamente e irrimediabilmente smentiti dopo pochi secondi. Carlo Valli che chiama la segretaria per avere la ricevuta di pagamento dell'iscrizione, per scoprire lì per lì che la ricevuta apparteneva ad un omonimo, mentre la sua iscrizione era stata registrata a costo zero; il presidente dell'ACI nazionale che nega con decisione la possibilità di comprare tessere in blocco, e sfida la giornalista a recarsi in un qualsiasi punto ACI, e la giornalista ci va e la dipendente ammette candidamente che si tratta di una prassi consolidata; e via così. Uno spasso, non fosse che loro hanno uno stipendio un po' diverso dal mio e rimane l'amaro in bocca. Se no, sarebbe un bellissimo pezzo da commedia all'italiana. E capisci subito perché la commedia all'italiana con Sordi, Tognazzi, Manfredi è passata di moda: perché la realtà ha ormai superato la finzione.

L'ultimo pezzo mi è piaciuto perché ci ha mostrato come funziona la corruzione. E' una cosa così naturale, scoperta. Vado dal consigliere e gli propongo 100.000 euro. Come li vuoi, in un conto anonimo in Svizzera? Se vuoi facciamo 50 a te e 50 al partito, oppure 100 a te, come ti pare. Nel primo caso probabilmente il consigliere viene considerato "onesto" perché da soldi al partito. Ma che ce ne frega se sei onesto o no, per noi il costo è sempre lo stesso, 100.000. E poi, che ci vuole a tirare fuori 100.000 in nero, qualche operazione estero su estero, si passa dalla Svizzera ed è tutto fatto (maledetti svizzeri).

Sapete una cosa? Per esperienza personale: secondo me fanno quasi tutti così. La corruzione è ormai la normalità, non fa neanche notizia, scandalo. Nessuno viene condannato, mai, al massimo un paio di condanne, primo grado e appello, e immancabilmente arriva la prescrizione, o qualche altra scappatoia, al massimo bisognerà pagare di più qualche buon avvocato con i collegamenti giusti. Fanno tutti così, è normale. L'anormalità è quello che denuncia, che si mette di traverso, che rompe le scatole. Quello lì lo mettiamo fuori, non lo facciamo lavorare più, così impara a rompere.

Ed il quadro di questo bel Nord produttivo, locomotiva dell'Italia, è completo. Grazie Milena, ora ho un argomento in più per convincere i miei studenti a lasciare il paese.



(*) Modo di dire toscano (credo) che significa che arrivo buon ultimo dopo che la polvere si è già posata, tutto e finito, e non c'è rimasto niente da dire.

2 commenti:

  1. Io dell'ACI conservo il brutto ricordo del vice-presidente della sezione di Trieste, tale Moncini, noto imprenditore. Tu sei forse troppo giovane per ricordarti cosa accadde e per questo ti fornisco un paio di link d'una vicenda che risale addirittura all'anno 1988.
    Io nun me scordo.
    http://www.troviamoibambini.it/index.php/telefonata-di-un-pedofilo/
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/09/29/il-pedofilo-con-imprimatur.html
    Non inorridire per quello che leggerai (sembra addirittura incredibile che quell'uomo non abbia mai scontato neanche un giorno di galera, ma è proprio così): questa è l'Italia.

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  2. @lector: mamma mia che storiaccia brutta. Esemplare la posizione del vescovo, da manuale, direi.

    Guarda, io una cosa mi sono sempre ripromesso da quando ho preso la patente (quindi MOLTO prima di vedere il servizio di Report): non diventerò MAI socio ACI, MAI.

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