martedì 8 giugno 2010

Il piacere della matematica

A mio figlio E., 6 anni, piace l'aritmetica. La sua maestra In prima elementare ha appena terminato di spiegare le somme in colonna, ma a lui è andato parecchio avanti per conto suo. Gli piace fare semplici somme a mente, e ha appena scoperto da solo le tabelline. Gli piace giocare con i numeri.

Stasera a cena per farlo divertire un po' gli ho spiegato i numeri pari e i dispari, e la divisibilità per 3 e per 5. E, tanto per non farli mancare niente, gli ho spiegato il concetto di numero primo. Penso abbia capito tutto, più o meno, perché rispondeva alle semplici domande che gli ponevo per gioco.

Invece, probabilmente ci vorrà ancora un bel po' perché capisca il concetto di infinito. "Papà, ma i numeri non finiscono mai?", "no, perché se scrivi un numero lunghissimo puoi sempre allungarlo mettendo un'altra cifra davanti." "Ma poi finisce il foglio!" "Beh, prendi un foglio più grande", "ma finisce anche quello!", "e tu ne prendi uno più grande! pensa a un foglio lungo da qui a Marsala", "Seee, ma poi finisce anche quello".

Non l'ho convinto, glielo leggevo negli occhi. Evidentemente, i numeri naturali e le operazioni aritmetiche di base sono concetti abbastanza semplici e intuitivi per l'essere umano, mentre il concetto di non-finitezza è davvero innaturale, e richiede capacità di astrazione di livello superiore.

A me piace spiegare, a lui piace imparare, ci siamo divertiti da matti. Per dire che la matematica può essere divertente se introdotta come gioco fin da piccoli!

4 commenti:

  1. Il concetto di infinito è davvero difficile. Anche quello di numero grande: io per contare dopo il 10 devo --ops! mi sto ripetendo.
    Poi ci sono fatti socio-culturali: http://www.venganza.org/2010/06/08/religious-exemption/
    Sarà un caso che i due post abbiamo la stessa data? Giacobbo pensa di no.

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  2. quando ero piccolo mio padre faceva con me e mio fratello la stessa cosa. ma io ero interessatissimo, mio fratello no...

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  3. @marcoboh: penso sia piuttosto normale. Non voglio dire che i ragazzi siano tutti uguali, e che l'esito dell'insegnamento sia totalmente merito (o colpa) del maestro. Ingegnare è una cosa che si fa in due: da una parte il maestro, dall'altra l'allievo; il maestro deve essere bravo a interessare, l'allievo devo essere disponibile ad imparare. Probabilmente tuo fratello non era per niente interessato, al contrario di te, e scommetto che ci fossero altri argomenti per cui valeva il contrario!
    Io ho anche una figlia più piccola (4 anni): adesso è ancora presto, però mi sembra già di vedere che lei ha un'intelligenza di tipo completamente diverso da quella del primo. Magari più avanti vi farò sapere come andrà con lei!

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  4. Emma Castelnuovo in Didattica della Matematica parla proprio di quando si sviluppa nel bambino l'astrazione matematica, e se non ricordo male avviene mediamente dopo i 6-7 anni.
    Quindi tuo figlio è gia avanti! coltivalo bene, ma non troppo.

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