mercoledì 11 novembre 2009

Bella e impossibile

Da qualche tempo è uscito il disegno di legge sul riordino dell'Università, con squilli di trombe, interviste alla "ministra", commenti da parte di quasi tutti i "commentatori" ufficiali.

Io questa riforma me la sono rigirata un po' sul mio desktop. L'ho prima leggiucchiata, poi sono partito a scrivere un post chilometrico; ma poi mi sono annoiato da solo, era una palla gigantesca. Quindi ho cancellato tutto. Ma gira che ti rigira non posso sfuggire, e allora cercherò di farla breve.

La riforma è bella. Un mio amico ricercatore mi ha detto: "è una figata". Insomma, a noi ricercatori moderni, non più tanto giovani, che hanno già vissuto il precariato, la riforma piace abbastanza. Se veramente arrivasse in fondo così, e tutto funzionasse come previsto, potrebbe anche essere un bel passo avanti, una modernizzazione niente male delle nostre decrepite strutture.

Però, ha alcuni difetti. Alcuni marginali e risolvibili in un modo o nell'altro, sia subito, che anche dopo qualche anno. Ma un difetto in particolare è devastante, per cui, lo dico subito, la riforma è inapplicabile.

Come detto, la farò molto breve. Al titolo 3, articolo 8, comma 1, si dice:
1. E' istituita l’abilitazione scientifica nazionale, di seguito denominata
“abilitazione”. L'abilitazione ha durata quadriennale ed è distinta per e funzioni di professore di prima e di seconda fascia. L’abilitazione attesta la qualificazione scientifica che costituisce, fatto salvo quanto previsto dal comma 3, lettera m), requisito necessario per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori.
In pratica, se si vuole diventare professori, bisogna prima passare un'abilitazione nazionale. Benissimo, io sono molto d'accordo. Vediamo cosa si dice al comma 3 (se non avete voglia di leggere saltate al riassunto più giù):
3. I regolamenti di cui al comma 2 prevedono:
  • a) l’attribuzione dell'abilitazione con motivato giudizio fondato sulla valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche ed espressosulla base di criteri e parametri differenziati per funzioni e per area disciplinare e definiti con decreto del Ministro;
  • b) meccanismi di verifica quinquennale dell'adeguatezza e congruità dei criterie parametri di cui alla lettera a) e di revisione o adeguamento degli stessicon apposito decreto ministeriale;
  • c) l’indizione, con frequenza annuale, delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione;
  • d) i termini e le modalità di espletamento delle procedure di abilitazione,distinte per settori scientifico-disciplinari, e l’individuazione di modalità,anche informatiche, idonee a consentire la conclusione delle stesse entro cinque mesi dall’indizione; la garanzia della pubblicità degli atti e deigiudizi espressi dalle commissioni giudicatrici;
  • e) la formazione, per ciascun settore scientifico-disciplinare, senza oneriaggiuntivi a carico della finanza pubblica, di un’unica commissione nazionale di durata biennale per le procedure di abilitazione alle funzioni diprofessore di prima e di seconda fascia, mediante sorteggio di quattro commissari all’interno di una lista di professori ordinari costituita ai sensi della lettera g) e sorteggio di un commissario all'interno di una lista, curata dall'ANVUR, di studiosi e di esperti di pari livello in servizio presso università di un Paese aderente all’OCSE;
[...]
Eccetera.
In pratica, ogni anno c'è un concorso nazionale, totale globale, e si conclude in 5 mesi. Il tutto a costo zero per lo stato.

Voglio dirlo molto chiaramente. Questo non è fattibile con le forze attualmente a disposizione di questo ministero. Per dimostrarvelo, vediamo quali sono le "performance" del ministero su altri fronti:
  1. Il bando per i progetti PRIN, bandito dal MIUR, è scaduto a novembre dello scorso anno. A un anno di distanza non se ne sa ancora niente.
  2. Il bando FIRB (futuro in ricerca, dedicato ai giovani) è scaduto a febbraio di quest'anno. Oggi, il mio collega mi fa notare questo documento. Dal documento viene fuori tutto il dilettantismo del ministero (notare che il documento è non datato e non firmato):
    • a) si "lamentano di aver avuto ben 3.792 progetti, molto di più di quanto si aspettassero. IO, che non ho accesso ai dati del ministero, avevo stimato tra i 4000 e i 5000 progetti. IO, ho sbagliato per eccesso, come hanno fatto loro a sbagliare per difetto? Dite piuttosto che è una scusa barbina.
    • b) Hanno ricevuto richieste per "2,9 miliardi di euro, a fronte di una disponibilità attuale di 50 milioni di euro (passibile di aumento)". La richiesta media per progetto è di circa 765.000 euro". A parte la presa per i fondelli del "passibile di aumento", il numero di progetti che potranno essere accettati è di 50M/765K = 65 progetti circa. La "success ratio" è del 65/3792 = 1,7% circa, cioè un progetto su 60 o poco più. Altro che premiare il merito: con solo 2 revisori per progetto, tirare fuori 65 progetti vincenti su 3972 è come estrarre i numeri al lotto. Per comparazione, i lrate di accettazione dei progetti europei nel ramo IST si aggira intorno al 10%, con punte in alcuni settori fino al 50%.
    • Hanno spostato la "deadline" per completare la valutazione al 31 dicembre 2009. Chissà.
  3. Infine, che io mi ricordi, lo stato italiano non è mai riuscito a fare concorsi annuali su alcunchè. Vogliamo ricordare le tempistiche passate per i concorsi nazionali? gli ultimi 2 a distanza di 6 anni. Vogliamo ricordare le tempistiche per gli ultimi concorsi di abilitazione alla professione di insegnante alla scuola media o al superiore?
Ditemi:
  • se non sanno gestire neanche la normale erogazione dei finanziamenti attraverso bandi nazionali in tempi ragionevoli;
  • e se non sanno neanche progettare a priori quante richieste aspettarsi, di che entità, che tipo di competizione, come gestirla, etc.
  • e se nel passato hanno sempre avuto problemi a gestire concorsi pubblici nazionali con tempistiche ragionevoli;
come potranno adesso (a costo zero!) gestire un macchinario complesso come un concorso nazionale di abilitazione con cadenza annuale e massimo 5 mesi di tempo dare la risposta? Non hanno previsto la possibilità di ricorsi? Non hanno previsto la possibilità di ritardi, difficoltà a formare le commissioni, commissari che si ammalano, commissari stranieri che non avranno voglia di lavorare gratis, etc.??

Ecco perché ritengo altamente impraticabile qeusta riforma.

Poi forse, con calma, in un futuro post, parlerò anche degli aspetti che mi sono piaciuti.

6 commenti:

  1. Non sono tanto addentro da commentare con pertinenza: ma come mai mi fido più di ciò che dici te che di quello che dicono le trombe governative?

    RispondiElimina
  2. Luca, se ripassi da qui, dimmi: da quanto tempo non si vede un concorso nella scuola? E gli ultimi due, a che distanza l'uno dall'altro?

    RispondiElimina
  3. quello che hai scritto è condivisibilissimo.

    io, però, andrei oltre per dire che è il principio stesso del concorso nazionale (ma in realtà pure locale) che è sbagliato. non serve a niente, non è garanzia di niente, non mette l'università al riparo da alcun pericolo. e, potenzialmente, potrebbe essere usato per coprire responsabilità: "quello non fa niente, ma io che ci posso fare, ha passato l'esame...".

    RispondiElimina
  4. Non parliamo di concorsi per le cattedre, per favore. Sono tra quelli che hanno anche perso il treno SSIS, e che dunque molto probabilmente non potranno insegnare MAI.

    RispondiElimina
  5. L'ultimo concorsone per scuola infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado è stato quello del 1999/2000.

    RispondiElimina
  6. @esperimento3:
    Io sarei anche d'accordo con te, ed è quello che ho proposto qui.
    http://scacciamennule.blogspot.com/2008/09/universit-una-modesta-proposta.html

    Però, mi sono convinto che non sia fattibile. Troppo drastico, avremmo contro il 99% dei ricercatori attuali. L'università italiana è conservatrice, purtroppo.

    @lucas e tommy: come supponevo...

    RispondiElimina

I commenti vengono gestiti tramite Disqus. Siete pregati di autentificarvi prima di commentare.