giovedì 11 giugno 2009

Ma non è colpa (solo) della Gelmini

BS dice di essere un imprenditore prestato alla politica, e di voler condurre l'Italia come un'azienda. Però, secondo me ha fatto qualche erroruccio di gestione. Proverò a dare un parere, che sarà necessariamente basato su impressioni e non su dati reali.

Guardiamo la composizione del governo. Al ministero dellistruzione, dell'università e della ricerca (MIUR) c'è Maria Stella Gelmini. La nostra ministro in realtà ha poca esperienza politica e di gestione, vuoi per la sua giovane età (ha un anno meno del sottoscritto), sia per il curriculum non eccezionale.

Quindi, a capo di un ministero molto delicato viene messa una persona oggettivamente con poca esperienza. Il ministero è delicato perché accorpa due competenze molto diverse: la scuola da una parte, e l'università e la ricerca dall'altra. Due settori che, tra l'altro, sono unanimamente riconosciuti come settori "difficili", che da troppo tempo aspettano riforme strutturali, e che non funzionano affatto bene a guardare quasi tutti gli indicatori internazionali. Anche perché Moratti e Mussi (quindi 7 anni di governo, badate bene) hanno praticamente rimestato le acque senza azzardarsi a riformare un bel niente.

Insomma, arriva Gelmini piena di entusiasmo, e Tremonti le chiede di tagliare. Urgentemente e immediatamente. Entrambi i settori. E Gelmini si butta a fare le "riforme". Peccato che non sappia niente né di Scuola, né tantomeno di Università (*).

Ovvio quindi che il MIUR sia un po' sovraccarico al momento. Lo si capisce dal numero di circolari contradditorie che arrivano sia alle scuole che alle università. E dal numero di dichiarazioni contradditorie che il ministro rilascia periodicamente ai giornali.

Andiamo a vedere un altro ministero: il Welfare. Questo ministero accorpa un bel po' di competenze nelle mani del ministro Sacconi. Qui l'esperienza ci sarebbe, ma le competenze sono davvero tante e enormi (anche tralasciando il piccolo conflitto di interesse tra il ministro e sua moglie), dal lavoro alla sanità. E anche qui, Sacconi alle prese con una riforma del mercato del lavoro molto delicata.

Insomma due super ministeri, a cui se ne aggiunge uno iper, quello dell'economia. Giulio Tremonti tiene i cordoni della borsa talmente stretti e con piglio tanto deciso che è chiaramente lui il vero factotum. Hai voglia, cara ministra, di fare riforme: se Giulio decide che non è cosa, non se ne parla proprio.

Al confronto, abbiamo poi una serie di ministeri - direi - opinabili. Politiche giovanili; Attuazione del programma; Pari opportunità; Semplificazione; Riforme. Che fanno questi qui? Mi spiego meglio: prendiamo Carfagna, Gelmini e Meloni: non ci vuole molto a capire chi delle tre ha il compito più duro e ingrato.

Io non sono tanto sicuro che un bravo imprenditore avrebbe impostato così la gestione della SUA azienda. E voi?


(*) Tra l'altro sembra non sia obbligatorio capire qualcosa di quello di cui ci si occupa per fare il ministro (mi sembra lo abbia detto D'Alema una volta).

3 commenti:

  1. Se ci fosse l'umiltà di affidarsi a degli "esperti" per poi trarne le dovute conseguenze (e decisioni) politiche, sarebbe quantomeno apprezzabile e dignitoso per un ministro incompetente.

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  2. a meno che l'imprenditore non voglia far fallire la baracca per favorire un'altra impresa, che so... privata, magari in mano ai cattolici.
    E in questo senso, un'incompetente come la Gelmini è perfetta.

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  3. @luca:
    Purtroppo Gelmini si affida agli "esperti" del ministero e a consulenti, e questo è il risultato, come vedi.

    @sam:
    Data la formazione cattolica della Gelmini, è possibile che sia stata messa lì per far da "guardiana" dei fondi alle scuole cattoliche. Però non credo che i guasti che sta creando siano tutti da imputare a ciò. Diceva un tipo: "Non attribuire a malizia ciò che puoi facilmente spiegare con la stupidità" (http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Hanlon)! Per esempio, i guasti che sta creando all'università sono sicuramente da imputare all'inettitudine dell'intero gruppo dirigenziale del ministero!

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