mercoledì 2 gennaio 2013

Smart Government

Oggi sono capitato per caso su una pagina del sito web del governo italiano, dove i nostri ministri hanno deciso di incensarsi per le "buone cose" fatte per il nostro paese. E andiamo dunque a controllare. Naturalmente mi limito alla mia area, l'università e la ricerca.

Ecco quello fatto da questo governo per quanto riguarda l'università:
Sul fronte dell’Università, è stata avviata la procedura per il conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore di prima e seconda fascia, nonché la definizione di una precisa programmazione temporale per le procedure, da avviare nel biennio 2013 – 2014. Rimane però aperto il nodo delle risorse: bisogna trovare più finanziamenti per consentire al nostro sistema accademico di produrre eccellenza e attirare le competenze dall’estero.
Anche ad occhi poco esperti risulta chiato che hanno fatto poco o niente (anche confrontando la lunghezza del testo con quello scritto in altre aree). L'avvio delle procedure di abilitazione è eredità del governo precedente, e questo ministro si è limitato a dire all'ANVUR "dai ragazzi, che bisogna fare presto". Per quanto riguarda la precisa programmazione temporale mi limiterò a segnalare che i lavori delle commissioni per l'abilitazione sono state prorogate di 6 mesi a causa dell'inaspettato alto numero di domande. Inaspettato, certo. Quelle del 2013-2014 invece saranno a carico del prossimo governo, e quindi per quanto riguarda la precisa programmazione, boh. E poi, chissà cosa ci vuole per fare una precisa programmazione? Mi immagino commissioni di esperti riunite per settimane a discutere delle tempistiche: "lo facciamo partire a marzo o a aprile?" "Secondo me è meglio evitare le vacanze di Pasqua".

Andiamo alla ricerca.
RICERCA
In questo settore l’attività si è concentrata su più fronti. A cominciare dalla necessità del Paese di essere più competitivo nell’accesso e nell’utilizzo dei fondi europei. Per raggiungere questo obiettivo si è voluto realizzare una stretta correlazione tra gli indirizzi dell’Europa (Horizon 2020 e Fondi Strutturali 2014-2020) e le azioni nazionali per il supporto alla ricerca e all’innovazione. A questo scopo sono state intraprese specifiche azioni attraverso bandi per l’importo di quasi un Mld di euro per le città e comunità intelligenti.
Su più fronti, addirittura (chissà quanto sudore di commissioni di esperti). In pratica, hanno preso il documento europeo e l'hanno scopiazziato per ottenere la strategia italiana. Sulla cifra di un miliardo preferisco non esprimermi. Facciamoci forza e continuiamo, dai, manca poco.
Insieme a questa azione, è stata riscritta la geografia della ricerca italiana grazie alla nuova politica nazionale dei cluster innovativi, che attraverso la specializzazione intelligente dei territori mira a ricondurre le diverse iniziative di distretti tecnologici esistenti a una migliore efficacia nel rapporto tra sistema della ricerca, industria e nuova imprenditorialità. Per una maggiore coerenza su scala nazionale. L’obiettivo è la ricostruzione di grandi aggregati nazionali, su alcuni temi specifici di interesse strategico per l’industria nazionale: chimica verde, aerospazio, sistemi di trasporto, domotica, scienze della vita, agroalimentare, tecnologie per le Smart Communities, ....
Alla lettura di "Smart Communities" mi sono dovuto fermare. Non ce l'ho fatta, mi dispace. Continuate pure voi se potete.

1 commento:

  1. Il fatto è che se apri l'Agenda Monti ci trovi dentro Casini, Fini, Buttiglione &co.

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