mercoledì 29 febbraio 2012

Rivoluzione liberale?


Le parole non sono altro che convenzioni, simboli a cui noi convenzionalmente associamo concetti più o meno concreti. Le convenzioni possono cambiare, per cui una parola può assumere diversi significati in ambiti diversi e in tempi diversi. Con il passare del tempo una parola può pian piano cominciare ad assorbire nuove sfumature, e se aspettiamo abbastanza a lungo, cambiare completamente significato. 

Spesso gli uomini si chiedono stupiti come sia potuto accadere: perché tali processi linguistici e semantici sono tutt'altro che voluti, anzi il più delle volte sono incidentali, casuali, inaspettati. E quindi, ci ritroviamo a rigirarci in bocca questa parola, e ci chiediamo attoniti come mai sia possibile che adesso tale parola sia associata a un significato diverso da quello che ci aspettavamo.

Negli ultimi anni mi è successo frequentemente. Per esempi con la parola "libertà". Sentivo "casa delle libertà", e poi "popolo delle libertà" e mi chiedevo che c'entrasse la parola libertà con quelle formazioni politiche. Una specie di distonia tra il concetto astratto e il suo uso improprio, fino a quando la realtà ha purtroppo preso il sopravvento e adesso a sentire la parola "libertà" viene sento in bocca retrogusto di tristezza.

Ci ripensavo oggi, e mi rigiravo in testa la parola "liberalizzazione". Perché, vedete, è stato varato questo atteso decreto sulle liberalizzazioni, che dovrebbe arrivare presto all'approvazione del parlamento dopo essere passato in commissione. E queste liberalizzazioni sarebbero alfine quali? Le farmacie? Una ogni 3300 abitanti. I taxi? Decideranno i comuni. Gli ordini professionali? Si, aspetta un fantomatico riordino.  Gli avvocati? Niente preventivo.

Ora, potrete essere d'accordo o no, a favore o contro questi provvedimenti. Ma perché chiamarle liberalizzazioni? Cos'hanno a che fare con una  "liberalizzazione"? Cosa c'è di "riforma liberale" in questi provvedimentini? Però i giornali, i politici, i capipartito si ostinano a parlare di "liberalizzazioni". 

Le parole sono importanti, sapete? Servono per comunicare, e quindi è bene che ci mettiamo d'accordo sul loro significato. Non vorrei che a partire da domani la parola "liberalizzazione" venisse usata per significare  "riformetta striminzita".  Nel caso, sarà bene avvertire il Devoto-Oli.

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