domenica 24 luglio 2011

Il famoso art. 41

C'è stato un momento in cui "l'emergenza" sembrava quella di dover riformare l'Articolo 41 della nostra Costituzione. Quello che i nostri governanti dicevano di voler riformare in senso liberale, ricordate? Ecco un po' di link per rinfrescarvi: (1) (2) (3) (4) ecc.
Sembrava che fino ad adesso in Italia lo statalismo fosse colpa dell'Art. 41.

Ora il governo ha approvato una legge che, secondo Chicago Blog, contrasta con l'Art. 41, ma non nel senso che pensate voi. La legge in questione mette dei limiti agli sconti sui libri: ne disciplina tempi, quantità e modi. L'Art. 41, invece recita:

L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Secondo gli estensori della petizione al capo dello stato, la legge in questione contrasta con l'Art. 41: l'intervento del legislatore è permesso per "indirizzare" l'attività economica pubblica e privata a fini sociali, ma in questa legge, è molto ma molto dubbia l'utilità sociale.

Io non so decidermi se ci sia o no l'utilità sociale. Mi chiedo però cosa sarebbe successo se l'art. 41 fosse già stato riformato in senso più liberista: a me sembra che il contrasto, in tal caso, sarebbe stato più che palese...

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