sabato 22 gennaio 2011

L'ANVUR finalmente

Innanzitutto, vi comunico che la "legge Gelmini" di riforma del sistema universitario è stata pubblicata in G.U. il 14/01/2011, eccola qui.

Poi, giusto stamattina ho incontrato Andrea Bonaccorsi all'Esselunga mentre entrambi facevamo la spesa in un'affollatissimo supermercato, e mi sono congratulato con lui. E' infatti ormai certo che Andrea farà parte del consiglio direttivo dell'ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione Universitaria e della Ricerca).

Conosco e stimo Andrea Bonaccorsi dai tempi in cui era ancora professore associato alla Scuola Sant'Anna e sono molto contento di questa nomina, perché è sicuramente meritata. Speriamo che il consiglio sia messo in condizione di lavorare bene! In bocca al lupo!

Quando ai decreti attuativi, ne sono stati approvati 3, uno dei quali riguarda la procedura di abilitazione nazionale, considerata quindi una cosa piuttosto urgente. Non sarà ancora possibile però avviare alcuna procedura, poiché mancano due fondamentali passi intermedi. Il primo passo è la ridefinizione dei settori scientifico/disciplinari, che sono anche classi di concorso. L'obiettivo è dimezzarne il numero rispetto a quello attuale procedendo ad accorpamenti fra settori. Materia delicata, perché costringerà gente proveniente da esperienze eterogenee a convivere nello stesso settore, con gli inevitabili attriti.

Il secondo passo è la definizione dei criteri minimi per ogni settore, anche questa materia piuttosto delicata, perché riguarda direttamente la scrematura tra chi può facilmente ritenersi "abilitato" e chi invece non potrà esserlo. Per alcuni settori eterogenei sarà piuttosto difficile venir fuori con criteri condivisi e allo stesso tempo efficaci. In pratica il problema è: dove verrà posta l'asticella? Quante pubblicazioni su rivista? Si prenderà in considerazione l'impact factor o l'h-index? E se sì, quale sarà il numerino magico? 

Se il ministero vuole accellerare (ha promesso di approvare tutto entro 120 giorni dalla pubblicazione in GU), può imporre delle proprie decisioni in merito, rischiando però di scontentare un po' tutti.

Certo è difficile comprendere questa fretta: le università non hanno soldi né punti organico per assumere, e il ministero dell'economia è deciso a ridurre ulteriormente l'FFO nei prossimi anni. Quindi, cui prodest?

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