mercoledì 26 maggio 2010

Ricerca e Università al tempo della crisi

Ancora novità dalla manovra: sembra (sembra) che verranno eliminati alcuni enti inutili. Vedrete che si alzerà qualche sottosegretario che ci garantirà che abbiamo capito male, che si tratta di una semplice riorganizzazione, ecc.

Niente tagli alla ricerca, ci mancherebbe.

Come già successe l'anno scorso, non si sa ancora a quanto ammonta il FFO delle Università per il 2010. Quindi, non si sa quante Università chiuderanno in rosso quest'anno. Speriamo ce lo facciano sapere prima del 31 dicembre. In tutto questo, continua il blocco delle assunzioni per i prossimi N anni, praticamente già in vigore dai tempi di Mussi. Probabilmente si salterà un'intera generazione di docenti universitari, 8-10 anni senza assunzioni o quasi. Scatti di anzianità aboliti per 3 anni (per ora) e non sostituiti con nient'altro. Altro che meritocrazia: mazzate per tutti indiscriminatamente. In tutto questo, la Gelmini non trova di meglio da fare che approvare la proposta di un suo collega di aprire le scuole il 1 ottobre "per favorire il turismo". Indecente. Per conto mio, quest'anno non partecipo alla buffonata dei progetti PRIN 2009: ho troppo rispetto di me stesso e del mio lavoro. Sarà il mio modo silenzioso di protestare.

Eh, ma bisogna tagliare la spesa, ci dicono, fare la cura dimagrante allo stato. Ah, certo. Peccato che, da quando governa Tremonti, la spesa pubblica sia letteralmente esplosa. Il miglior ministro dell'economia d'Europa, quello che teneva i conti sotto controllo, ha fatto explodere la spesa nonostante i numerosi tagli alla Scuola, ai trasferimenti agli enti locali, all'Università. E ora che arrivano questi altri tagli, siamo sicuri che questi qui ci faranno risparmiare qualcosa?

E come si può parlare di sacrifici e lotta all'evasione, e infilare allo stesso tempo l'ennesimo vergognoso condono edilizio? E come si può parlare di sacrifici e poi lasciare sostanzialmente senza governo e con una spesa totalmente fuori controllo la Sicilia, una delle regioni più grandi e popolose d'Italia?

E con questa classe politica, che possiamo aspettarci se non il disastro totale?

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