martedì 26 gennaio 2010

La situazione finanziaria

La situazione finanziaria dell'Università italiana è la seguente.
  1. Ben 30 atenei non hanno ancora chiuso il bilancio, e non sanno bene come fare per chiudere in pareggio. Il ministero dovrà intervenire?
  2. Gira voce che alcuni atenei abbiano deciso di non bandire borse di dottorato per l'anno in corso, per mancanza di fondi. Salteranno un ciclo.
  3. Moltissime università hanno cancellato i fondi "60%" ai docenti. Si trattava di pochissimi soldi, giusto per pagarsi un viaggio a una conferenza, o cambiare il PC ogni 5 anni. Adesso, niente più neanche quelli.
  4. L'università di Pisa ha deciso di cancellare i suoi debiti nei confronti dei dipartimenti. In altre parole, se il dipartimento di Pippologia doveva avere dei soldi dall'università per accordi pregressi, semplicemente non li avrà più.
Noi siamo leggermente più fortunati: piccoli e ben finanziati nel passato, abbiamo ancora la possibilità di avere qualche fondo di riserva. Però ci hanno dimezzato le "borse di perfezionamento" (come vengono chiamati i dottorati alla Scuola Sant'Anna), tagliato i soldi per le spese minute, etc.

Qualcuno dirò: "bene, tagliamo gli sprechi! Dopo la cura Tremonti-Gelmini, l'Università italiana sarà più snella e efficiente".

Qui non si stanno tagliando gli sprechi, ma si sta tagliando indiscriminatamente a tutti. In quanto a sprechi, il ministero è campione d'Italia, come è evidente dalla lettura della recentissima vicenda di Roma III.

Vorrei anche far presente che i tagli sono stati effettuati "dopo", e non "prima". Se ti dicono "hai a disposizione 1000, cerca di non spendere di più", io mi regolo in maniera da arrivare a fine anno possibilmente spendendo 990.

Ma se ti dicono "senti, non so ancora quanto puoi spendere, all'incirca 1000 come l'anno scorso", e poi arrivati quasi a fine anno si scopre che ho a disposizione solo 900, è molto probabile che non ce la faccia a rientrare. E questo è esattamente quello che è successo: i fondi per il 2009 sono stati assegnati definitivamente a settembre 2009 (qui e qui due miei post sull'argomento).

L'Università italiana è in pericolo con questi tagli indiscriminati? Secondo me sì, ma non è questo il punto: in realtà è in pericolo un'intera generazione di studenti. Ricordatevelo quando tra 10 o 20 anni vi lamenterete della classe dirigente italiana.

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