lunedì 2 marzo 2009

Leggi chiare

Un piccolo aggiornamento sullo stato dei concorsi universitari ad oggi.

Riassunto delle puntate precedenti. Mussi, dopo aver bloccato i concorsi per due anni, promettendo dei nuovi regolamenti, prima che il governo cadesse si era arreso e aveva sbloccato la situazione permettendo di bandire i concorsi con il regolamento esistente. Sono stati banditi un bel po' di concorsi (troppi!, ha urlato qualcuno dalle pagine dei giornali italiani), e il nuovo ministro ha subito bloccato tutto un'altra volta, prima che potessero essere nominate le commissioni giudicatrici.

Quindi, come qualcuno di voi saprà, la Gelmini nella sua "riforma universitaria" (uau, già due riforme, questa ministra è instancabile!), ha cambiato le regole di designazione delle commissioni giudicatrici, introducendo un meccanismo misto di elezione e sorteggio. Una cosa complicatissima, in cui si devono eleggere un sacco di commissari (15 almeno) e da questa rosa poi se ne sorteggiano quelli che faranno parte della commissione.

Mancano però i decreti attuativi, ovvero quei decreti che ci dicono l'autentico modo di interpretare la legge, che stabiliscono puntualmente i regolamenti, ecc. Purtroppo questa legge, come moltissimi provvedimenti legislativi recentemente approvati, è scritta male e di difficile attuazione.

Puntata di oggi: chiare, fresche e dolci leggi.

Per "interpretare" correttamente la legge il ministro ha nominato a fine 2008 una commissione di sette "saggi" (sempre saggi questi componenti di commissione), fra cui i presidenti di CUN e CRUI, tre insigni giuristi ed il direttore generale del ministero. Insomma, top-level. Curioso però che per interpretare una propria legge un ministro abbia bisogno di una commissione. Mah.

E qual'è il risultato? dall'e-mail del mio rappresentante CUN:
Dopo due mesi di lavoro, la commissione ha gettato la spugna: la legge è ininterpretabile. Ha pertanto trasmesso le risultanze del proprio lavoro all’Avvocatura dello Stato, per ottenere un parere sull’interpretazione "autentica" delle norme.

Ad oggi si ritiene pertanto che la tempistica per avere le commissioni potrebbe ottimisticamente essere come segue:
  • parere dell’Avvocatura dello Stato entro metà marzo
  • promulgazione del regolamento sulla procedura di designazione delle commissioni entro meta’ aprile
  • adeguamento delle procedure CINECA ed identificazione degli elettorati attivi/passivi entro meta’ giugno
  • votazioni: fine giugno
  • sorteggi: luglio
  • inizio lavori delle commissioni: settembre
Occorre tuttavia precisare che, a seconda di come la norma verrà interpretata, è possibile che vi sia una doppia tornata elettiva. Da sola, essa aggiungerebbe almeno un mese al calendario sopracitato. Non sfuggirà dunque a nessuno che questa modifica in corso d’opera del metodo di designazione delle commissioni avrà alla fine l’effetto netto di ritardare i concorsi di un intero anno – se non vi saranno altri intoppi.
Che paese fantastico quello in cui un ministro emette un decreto legge, che viene approvato in parlamento con la fiducia senza praticamente discussione, e poi con tutta calma convoca una commissione per interpretare la legge appena varata; e dove la commissione stessa si arrende per manifesta difficoltà di interpretazione. Non è fantastico?

1 commento:

  1. Che manica di imbecilli...
    Loro che parlano tanto di aziende, fossero capitani d'azienda o manager avrebbero già mandato a monte la baracca.

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