sabato 28 marzo 2009

In Francia

Sono stato recentemente a Rennes in Francia. Sono nel program committee di questa conferenza, eilo program chair è dell'Université de Rennes, ed ecco perché. Che fa il program committee member? Fa il revisore.

La program chair della conferenza in questione fa una call for papers (cioè per articoli) intorno a settembre. Ricercatori di tutto il mondo mandano il loro articoli scientifici entro i primi di gennaio. Quindi gli articoli vengono dati ai revisori in modo che ogni articolo sia revisionato da almeno 3 revisori indipendenti (e anonimi). Ogni revisore riceve circa una decina di articoli a cui mette dei voti, poi ci si riunisce tutti insieme (o chi può venire) e si decide quali articoli verranno accettati e potranno essere presentati alla conferenza.

L'hotel a 2 stelle dove ho dormito un paio di notti

Insomma, il famoso "peer-review". I program committee meeting si svolgono rigorosamente di sabato, altrimenti non molti potrebbero venire. Quindi sono un piccolo sacrificio per la scienza. Notare che tutto il lavoro viene fatto a titolo completamente gratuito, nessuno prende dei soldi.

L'ottimo ristorante dove ci hanno invitato dopo il meeting

Per andare a Rennes e spendere poco (o meglio far spendere poco allo stato e con gran sollievo dei miei scarsi fondi di ricerca) ho escogitato il seguente tragitto: Pisa-Parigi via aerea; quindi Parigi-Rennes via TGV. Ho preso il TGV per la prima volta nella mia vita. Il TGV ci mette 3 ore, di cui quasi 45 minuti per attraversare Parigi.

O meglio: ci avrebbe messo 3 ore se fosse stato in orario! All'andata 20 minuti di ritardo, al ritorno 35 minuti. Allora non sono solo i treni italiani ad essere eternamente in ritardo, dicevo tra me e me! In generale non è stato esaltante: in secondo classe non hanno le prese elettriche (mentre su certi eurostar c'è dappertutto), ma forse è dipeso dal fatto che sia una linea minore.

Però, SNCF surclassa Trenitalia per il servizio alla clientela: al ritorno, all'arrivo a Charles De Gaulle un dipendente delle ferrovie ci aspettava sul binario per consegnarci una busta precompilata e preaffrancata con dentro un modulo per chiedere il rimborso. Il treno aveva infatti superato i 30 minuti di ritardo, e quindi i passeggeri avevano diritto al rimborso (che non ho utilizzato, dato che devo consegnare il biglietto in originale se voglio essere rimborsato dalla stato italiano!). Anche in Italia è possibile, ma sfido chiunque a raccontare di esserci riuscito: la procedura è sempre misteriosissima, e quando va bene il rimborso di solito consiste in un buon da sfruttare successivamente.

Insomma: direi che nel mio caso siamo 1-1. Ok, lo so che non si possono certo fare paragoni. Va beh, facciamo 1-1 e loro vincono ai rigori, va bene?

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