giovedì 1 novembre 2007

L'India di Rampini

Ho appena spento il televisore, era sintonizzato su Rai due, stavo guardando Anno Zero. Devo dire che Santoro me lo ricordavo un giornalista migliore, prima della cacciata e del ritorno. Ma forse, la verità è che io sono diventato più scafato.

Insomma, una trasmissione orribile stasera (ma sospetto che le precedenti siano state analoghe). Niente punti di riferimento, confusione totale. Faccio un brevissimo riassunto (metto gli eventi fuori ordine probabilmente ma non importa).

Si comincia con una intervista a una povera ragazza che ha lavorato in un call center per vari anni; poi le hanno fatto una offerta "indecente" (contratto tempo indeterminato a 500 al mese). Poi, Tremonti (ora, penso, Santoro gli chiederà della legge Biagi; macché), sui problemi della globalizzazione (ma che c'entra?). Poi, servizio strappalacrime su una famiglia sarda strozzata dai debiti incautamente contratti con una finanziaria che agisce al limite della truffa. Pianti a dirotto di tutti, la giornalista che insiste su particolari come la ferita del'operazione del nonno. Tremonti, sempre più caricatura di se stesso, che pontifica ancora contro la globalizzazione e contro i dazi che i cinesi metterebbero alle nostre merci (ormai se invitassero Guzzanti che ne fa la caricatura, sarebbe lo stesso).

"Per far capire la gggente", Santoro spiega come funziona una banca, credendo che all'ascolto ci siano bambini delle elementari, e Tremonti ci mette il carico da 11 cercando di spiegare il meccanismo dei sub-prime. In studio anche Funari che interviene a "c. d. c." su qualunque cosa (tipo che bisogna manifestare per la Forleo, che ci vuole più legalità in Italia).

Insomma, niente filo logico, si salta da una cosa all'altra, così. Il senso di confusione e "polverone mediatico" è totale.

Ma quello che mi ha innervosito di più è stato Federico Rampini. Quello lì mi innervosisce sempre in maniera particolare, perché sotto l'aurea magica di persona estremamente competente, in realtà si nasconde un giornalista a mio parere piuttosto mediocre che scopiazza cose qui e là, e molte volte senza neanche capire bene di cosa sta parlando.

Rampini ha appena scritto un libro che parla dell'India, che probabilmente è venuto a pubblicizzare a Anno Zero (cosa umanamente comprensibile di questi tempi). Rampini è convinto che l'India sia il futuro, che in India ci sia speranza. Comincia subito comunicando a Tremonti che, se la globalizzazione è negativa per noi, è invece positiva per l'India. E comincia a parlare di casi significativi, come la City Bank che licenza analisti in USA per assumere analisti in India. E lo stesso fa IBM. L'idea che veicola è che l'India stia rubando all'occidente non solo i lavori di basso livello (call center, e manifatturieri), ma anche i lavori da "colletti bianchi", ovvero manager e analisti finanziari, programmatori informatici, ecc. E fin qui tutto bene, sono cose che si sanno da anni e anni. Rampini arriva un po in ritardo, come sempre, a scoprire l'acqua calda.

Ma poi, Rampini ci presenta il caso Infosys. Ci presenta l'azienda come una delle più grandi aziende di software del mondo (parzialmente vero). Totalmente indiana (vero). All'interno della quale, 2/3 sono neolaureati in Information Technology (probabilmente vero, non ho modo di dubitarne). In cui l'età media è di 27 anni, l'azienda più giovane del mondo (probabilmente vero). Dal tono estasiato, Infosys è una meraviglia.

Dov'è il problema, mi direte? Se è tutto vero... Il problema è che Rampini non ce la dice tutta, naturalmente. Proviamo ad arrivarci con il ragionamento prima. Se i 2/3 sono neolaureati, 2-3 anni fa questi qui non erano in Infosys, giusto? Allora, o l'azienda è triplicata in dimensione negli ultimi 2-3 anni, oppure comincia a sentirsi la puzza di bruciato. Se l'età media è 27 anni adesso, 5 anni fa era di 22 anni? Non credo. Si sente sempre più puzza.

Poi ci metto le mie informazioni. Dei miei 9 studenti indiani (età media 23 anni), 4 hanno lavorato in Infosys, 4 in Wipro (concorrente diretta di Infosys, anch'essa indiana), uno è effettivamente neo laureato. La permanenza di questi ragazzi in queste aziende è di 6 mesi, massimo un anno (una ragazza fa eccezione, ci ha lavorato per 4 anni).

E allora perché questi indiani fanno un master in Italia a 750 euro al mese?

La verità è che Infosys e Wipro sono per gli ingegneri quello che i call center sono per tutti gli altri. Come fanno i soldi queste società?

Dovete sapere che il mercato del software è un mercato difficile. Poniamo che una grossa Azienda Americana debba portare a termine una grossa commessa, e si renda conto di non aver abbastanza personale per farlo. Personaggi della scenetta seguente: due manager dell'Azienda Americana.

Manager 1: Assumiamo altro personale?
Manager 2: Mai! Quando la commessa finisce, che ce ne facciamo? E poi dobbiamo dargli i benefit, e pagargli la social security. E poi dobbiamo formarli, non li troviamo mica pronti a lavorare al progetto! I neolaureati fanno dei casini... ci vorrebbe personale qualificato, subito!
Manager 1: e allora che si fa? La scadenza della commessa è di soli 6 mesi!
Manager 2: ti dico solo una parola: outsourcing!
Manager 1: ma ci verrà a costare il doppio!
Manager 2: meglio pagare il doppio, che pagare la penale per non aver consegnato il programma in tempo!

(bussano alla porta)

Manager 1: chi è?
Venditore Infosys: scusate, passavo di qua e incidentalmente ho sentito i vostri discorsi. Potrei essere l'uomo che fa al caso vostro.
Manager 1: e come?
V. Infosys: vi propongo forza lavoro specializzata a basso costo. 50 ingegneri indiani, giovani e cazzuti, che vi faranno il lavoro nel tempo debito.
Manager 2: eh sì, è la provvidenza che vi manda!
Manager 1: (sottovoce al primo) ma guarda che questo ci vuole fregare! Come facciamo a sapere che sono bravi?
V. Infosys: Io sono della Infosys, l'azienda indiana di successo mondiale! Da noi solo successi! Basta guardare il nostro fatturato! Tutti si servono da noi!
Manager 1: (sempre sottovoce) e infatti tutti fanno prodotti di merda...
Manager 2: (dando di gomito al primo, e rispondendogli sottovoce) zitto, per carità, è la nostra unica possibilità!
(poi al venditore)
Ma siamo sicuri sia gente esperta? non vogliamo sorprese...
V. Infosys:Cerrrrrto che si! Garantiamo noi! Allora, affare fatto?
Manager 2: Affare fatto!

Naturalmente Infosys manda 5 programmatori "esperti" (ovvero con 3-4 anni di esperienza) 45 neolaureati che imparano sul campo. Alla fine il programma più o meno funziona, l'Azienda Americana è più o meno contenta, anche se ha speso un bel po' di soldini. Ne avrebbe effettivamente speso di più assumendo gente.
Soldini che non vanno certo nella tasca dei programmatori: se Infosys "affitta" a 30 dollari l'ora, circa 5 o 10 vanno al neolaureato, e il resto se lo intasca l'azienda. Dopo 2-3 anni così, il programmatore è salito di livello, e non serve più. O lo fanno diventare dirigente (rarissimi casi), o diventa un programmatore di livello superiore per i casi difficili (rari casi), oppure lo buttano fuori, avanti il prossimo. Così l'età media si mantiene bassa, no? E quelli buttati fuori? ve lo dico io, non c'è nessun Anno Zero a intervistarli, se finiscono nelle baraccopoli di Bangalore.

In gergo, questo si chiama "body rental". E' un termine moderno, fa molto fico. Una volta si chiamava "capolarato". Ecco, vorrei dire a Rampini che l'Italia è maestra di "body rental", non abbiamo bisogno di una Infosys anche in Italia.

Comunque ho deciso di comprare il libro di Rampini. Vediamo quante idee originali è stato in grado di produrre stavolta...

PS: alla tiritera di Rampini su Infosys, Santoro da giornalista esperto prende la palla al balzo e comincia a parlare di Università italiane che fanno schifo (sic!) in confronto alle meravigliose Università indiane (lo manderei alla University of Mumbai...) e incalza Tremonti il quale cerca di svicolare e riportare il discorso sui dazi cinesi rispondendo con un emblematico "queste sono abbastanza leggende...". Che merda di paese.


Nessun commento:

Posta un commento

I commenti vengono gestiti tramite Disqus. Siete pregati di autentificarvi prima di commentare.