martedì 4 marzo 2008

Libri, che passione

E' un periodo di stress per me, e anche per questo i miei post si sono rarefatti. E' iniziato il semestre "pesante": ho già cominciato un corso, fra 3 settimane ne comincio un altro paio, per un totale di circa 120 ore di lezione in poco più di 3 mesi. Che si aggiungono al resto del carico.

Per questo ieri, quando alle 5 del pomeriggio sono uscito da una delle tante commissioni universitarie, invece di dirigermi in ufficio dove avrei tentato invano di smaltire il carico di lavoro arretrato fino a tardi, ho imbroccato con decisione Borgo Stretto e mi sono diretto verso la "Feltrinelli" di Corso Italia. Non andavo alla Feltrinelli da circa un anno, e non compravo un libro in libreria da almeno 2 anni. Rientrarci ieri mi ha fatto sentire un pò a disagio. E' stato come quando telefoni a un amico che non senti da un'eternità, scusandoti per non avere avuto il tempo di chiamarlo, e vergognandoti dentro di te per la trascuratezza e per la bufala.

Io preferisco le librerie e i libri di carta. Strano per un informatico? Non so. Molti informatici che conosco hanno il mio stesso vizio. Dei libri mi piace la loro concretezza; mi piace sfogliarli e tenerli in mano; mi piace cercarli inutilmente nella confusione della libreria, per ritrovarli quando non mi servono più; mi piace ogni tanto riprendere qualche vecchio volume sgualcito per rileggere di nuovo lo stesso romanzo e riprovare lo stesso piacere. Anche nel mio lavoro di ricercatore, quando devo valutare un articolo di altri, o correggerne uno mio, preferisco sempre stampare le bozze e fare le correzioni a penna su di esse, piuttosto che fissare il monitor. I libri elettronici per me non hanno senso. Non riesco a levarmi dalla testa che, per quanto uno possa conservarli accuratamente, in fondo essi abbiano quella volatilità propria di tutti i dati elettronici. Ai miei studenti faccio sempre stampare le tesi di laurea o dottorato, e le archivio accuratamente nell'armadio del mio ufficio.

Non ho mai comprato un libro on-line. Una volta ho utilizzato una libreria on-line per regalarne un libro, per praticità. Mi piace vagare per la libreria e comprare quello che vedo, attirato dall'idea del momento. Raramente entro in una libreria sapendo già cosa voglio comprare.

Cosa leggo? Ecco la mia spesa di ieri:

  • Luciano Gallino, "Il lavoro non è una merce, contro la flessibilità". Di Gallino ho letto "Il declino dell'Italia industriale", e mi è piaciuto molto. Vediamo cosa ha da dire sulla flessibilità.

  • Donal O'Shea, "La congettura di Poincaré". Mi piace la storia della matematica. E poi, questo libro è stato recensito da Martin Gardner! e anche da Odifreddi, ma per me Odifreddi vale molto meno del buon Martin (senza offesa)

  • Valerio Evangelisti, "Nicolas Eymerich, Inquisitore". Mi piace la fantascienza (senza esagerare) e di questo Evangelisti mi hanno parlato bene. Spero che non si rilevi troppo deludente! (e comunque ogni tanto ci vuole un bel libro leggero, scacciapensieri).

  • Giorgio Marchetti, "Utilissime aggiunte al Borzacchini Universale". Per chi non conoscesse ancora il Borzacchini: si tratta di un "dizionario" di termini del vernacolo livornese. Se non vi spaventano il turpiloquio e la volgarità, dovete assolutamente comprare la serie. Sono 3 o 4 libri (non so, ho perso il conto), uno più divertente dell'altro. Ogni "lemma" è stato pubblicato precedentemente su un numero del "Vernacoliere". Ieri sera, io e mio moglie non siamo riusciti a trattenere le lacrime dalle risate. Io sono rimasto 10 minuti senza il controllo dei miei muscoli facciali! Però, vi assicuro, dopo sono andato a dormire molto più rilassato!


Insomma, di tutto un pò. Quando troverò il tempo di leggere? Non so. Spero di non metterci altri due anni!

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