Penserete: "essendo l'unica farmacia aperta a Pisa, tutti quelli che hanno avuto un'urgenza in questi due giorni si sono presentati per prendere le medicine essenziali".
Niente di più falso. A parte che c'è un'altra farmacia 24h a Pisa, vicino la Torre (tra l'altro una farmacia comunale). Certamente molte richieste erano delle "urgenze" (la bimba con 39 di febbre, o il cugino bianco come uno straccio che vomita sul water), ma la maggior parte dei clienti si sono presentati con richieste di questo tipo:
- filo interdentale (come fare senza?)
- integratori vitaminici (essenziali!)
- ricette datate 15 dicembre (non avevano tempo di venire a prenderle prima?)
- una ricetta addirittura datata 20 settembre (la cliente è stata rimandata indietro)
- creme per il viso (quelle non bastano mai)
- scorte di pannolini (non potevano farle prima e al supermercato che costano la metà?)
- medicine per il cane (difficile che siano in magazzino, e di certo non le puoi ordinare oggi)
- etc.
Possibilissimo. La mia spiegazione è che si tratti si shopping ossessivo/compulsivo.
Il 25 e il 26 è tutto chiuso a Pisa. Tutto, tranne le due farmacie 24h. La gente sta a casa, o esce per passeggiare, ma passeggiare per le strade con i negozi chiusi, beh, dà un senso di frustrazione. E anche stare a casa senza far nulla può essere piuttosto frustrante. Molta gente sente l'esigenza irresistibile di comprare, comprare qualcosa, qualsiasi cosa. Tanto c'è sempre qualcosa che bisogna comprare di questi tempi: con tutti i bisogni fasulli che la società dei consumi ci crea artificialmente, martellandoci dal mattino alla sera con la pubblicità, alcune persone proprio non riescono a resistere senza comprare.
Il fine settimana penso sia piuttosto comune assistere a questo tipo di interazione tra moglie e marito:
"Che si fa oggi?"
"Mah, si potrebbe andare a fare un giro all'Ipercoop...",
"sì, dai che ci sono le offerte sulle merendine, e sai quante merendine consumi tuo figlio" (figlio ovviamente già obeso),
"va beh, e già che ci siamo facciamo un salto a Euronics, ho visto è uscito l'ultimo cellulare della Nokia, andiamo a dargli un'occhiata".
Come conseguenza, il sabato pomeriggio all'uscita di Navacchio della superstrada FI-PI-LI, dove si trova il centro commerciale con l'Ipercoop, la fila di auto può tranquillamente superare un paio di chiilometri (e non c'è il casello! fateci caso, spesso lo segnalano su onda verde).
Ma oggi è santo stefano e i centri commerciali sono chiusi... e quindi tutti in farmacia!
E' un bene che la gente si comporti così? No scusate, domanda mal posta.
"E' conveniente per la società umana che l'economia dei paesi occidentali si regga su questo tipo di comportamenti ossessivi, anzi li incoraggi continuamente?"
Anzi, ancora meglio: "è conveniente per la nostra stessa economia che tutto il sistema dipenda dalla crescita costante del livello dei consumi? E se il livello di consumi avesse già da tempo raggiunto il punto di saturazione? Siamo sicuri che non sia in arrivo una crisi ancora peggiore della nostra economia dovuta alla descrescita o alla stabilizzazione dei consumi?"
La mia risposta è: boh! Però il sospetto che un punto di equilibrio non esista è forte. O aumentiamo i consumi, o andiamo in crisi. Il baratro è davanti a noi ...
(*) Lavora in farmacia, non possiede una farmacia. Meglio specificare, non si sa mai.
