giovedì 27 ottobre 2016

Il (buon) capo

Un buon capo deve prima di tutto saper dirigere i suoi sottoposti. Poi un capo di successo deve magari avere anche una visione chiara, e un buon piano per metterla in pratica, e le competenze necessarie, ecc.
Però, prima di tutto, deve saper dirigere. 

Per far in modo che la sua squadra lavori al meglio deve avere la fiducia dei suoi sottoposti, e la fiducia si conquista stando dalla loro parte.

Un capo chiede sempre "per favore", e ringrazia i propri sottoposti quando hanno fatto il proprio dovere.

Ogni tanto bisogna fare la ramanzina a qualcuno. E' importante però che questa ramanzina non diventi di dominio pubblico: non è solo il fatto che "i panni sporchi si lavano i famiglia"; c'è anche il problema del rapporto di fiducia con i propri dipendenti, tutti. Non è il caso di mettere alla berlina qualcuno che deve lavorare con te nel prossimo futuro; e non è bene che gli altri vedano il trattamento pubblico che potrebbero ricevere nel caso facciano un passo falso. Per la stessa ragione, un capo non alimenta chiacchiere di corridoio e non fa pettegolezzi su certi dipendenti con gli altri per non dividere il gruppo.

Il capo, quindi, si prende la responsabilità intera dell'operato della propria squadra e difende i propri sottoposti all'interno e all'esterno.

Il capo assegna le responsabilità ai propri dipendenti secondo le competenze e le inclinazioni. Evita di sovraccaricare qualcuno e di ignorare qualcun altro. Tutti devono avere un carico equilibrato di lavoro.

Purtroppo, non sempre il capo può scegliere i componenti della propria squadra. Sarebbe bello potersi scegliere con chi lavorare, ma purtroppo non è sempre così, e questo vale spesso anche per i capi. 

Può capitare quindi che nella squadra ci sia qualche mela marcia, qualcuno  che non lavora bene, che non collabora, o addirittura che cerca di far fallire il progetto dall'interno. Questa è la situazione più difficile da gestire, ma non è impossibile. Bisogna far ben attenzione ad isolare il "traditore", e a non affidargli incarichi troppo delicati; e magari metterlo a lavorare con gente di fiducia che possa controllare bene quello che fa. Se i traditori sono tanti, è ancora più difficile, ma il mestiere del capo è anche quello di vincere le battaglie interne con un'opportuna "guerra di posizioni".

L'importante però è che il capo non lasci trasparire niente all'esterno. Il capo si prende la responsabilità e difende la sua squadra sempre, anche quando sospetta ci siano dei traditori. E se a un certo punto capisce che non può farcela, beh, si dimette.

Fare bene il capo è un lavoro molto difficile, e non tutti sono in grado di farlo. Sono sicuro che avete in mente molte persone a cui questo profilo calza a pennello; e molte altre che invece hanno miseramente fallito il loro compito di "capo". 

Non invidiate troppo il capo; ha le sue grane, come tutti, e spesso non può neanche prendersela con nessuno. Soprattutto, riflettete bene quando urlate contro questo o quello e lo chiamate incapace; magari avete ragione voi; o magari non sapete bene cosa è successo dietro le quinte; oppure non avete riflettuto bene a quanto fosse difficile fare quello che andava fatto.
Siate lievi.

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