venerdì 16 settembre 2016

Il senso dei panda per l'economia

Ieri su twitter qualcuno ha linkato questo articolo.

L'autore sostiene che i panda sono inutili consumatori d'ossigeno. Mangiano solo un tipo di bambù, non vogliono accoppiarsi, insomma sono animali che sarebbero naturalmente destinati all'estinzione, anche senza la presenza degli esseri umani. E quindi, lasciamo pure che la natura faccia il suo corso e che il panda si estingua.


Il pezzo è scritto in maniera tale da sembrare un pezzo ironico/satirico, per farci ridere e pensare. Probabilmente è solo una boutade, un divertissement.  Però mi sembra chiaro l'intento dell'autore (o almeno credo): prendere in giro gli attivisti della preservazione dell'ambiente, quelli che vogliono salvare le specie protette a tutti i costi. Diciamo che io lo interpreto così: e comunque esistono molte persone sulle quali questo tipo di argomenti ha molta presa.

Non so niente dell'autore, so molto poco dei panda, e non ho voglia di mettere a fare fact checking su tutto quello che dice. Però almeno su una cosa voglio ribattere. Ad un certo punto l'autore scrive:
Incidentally, keeping each of the 150-odd pandas currently in captivity costs around £1.5 million a year. How many of our own species could we feed and house for that?
Non so dove abbia tirato fuori la cifra, sembra impressionante. Basta con le spese folli, i soldi vanno spesi meglio!  Mi sembra già di sentire urlare i maniaci della crescita economica, quelli della destra liberista per intenderci.

Però riflettiamo un attimo. La maggior parte dei panda si trova dentro degli zoo, e di solito si paga un biglietto per entrare allo zoo. Per esempio, il biglietto per entrare a Pairi Daiza costa sui 40 euro a capoccia (è a pochi km da qui, in Belgio). E indovinate un po'? Esatto, hanno i panda giganti. Non credo che Pairi Daiza sia in perdita, credo anzi che facciano una discreta quantità di soldi. Quante dipendenti di Pairi Daiza portano a casa la pagnotta grazie ai panda?

Poi sono andato a vedere gli incassi di Kung Fu Panda. Secondo wikipedia, il primo film della serie ha incassato circa 631 milioni di dollari. Poi c'è da mettere gli incassi del DVD, dei diritti, il merchadising, ecc. Da far girare la testa.

Vogliamo contare tutti i pupazzetti di peluche a forma di panda che siano mai stati venduti nel mondo dal momento in cui questo buffo animale è diventato il simbolo del WWF?

Difficile fare un conto, ma suppongo che il costo del mantenimento di tutti i panda del mondo sia una piccolissima parte del giro d'affari direttamente o indirettamente legato all'immagine di questo animale.

Altro che "mangiapane a ufo"! In realtà agli essere umani i panda piacciono molto, e sono disposti a spendere soldi per andare a vederli dal vero o sullo schermo.

Che dire del fatto che la sua sopravvivenza sarebbe del tutto "innaturale"?
In fondo anche gli essere umani appartengono alla natura! Vedetela così: il panda ha trovato il modo di sopravvivere diventando una specie simbiotica degli essere umani. Noi lo nutriamo, ci prendiamo cura di lui, facciamo in modo che si riproduca, e lui ci ricambia con tanta pucciness che ci intrattiene, fa fare tanti soldi alle nostre aziende, e fa lavorare tante persone. E alla fine, non è forse una forma di evoluzione? Io dico che Charles Darwin sarebbe stato tanto contento del panda! Altre specie sono molto meno fortunate.

Per quanto mi riguarda, il panda merita ampiamente di sopravvivere. E prima di tirare in ballo un argomento economico, bisogna pensarci molto bene. 

1 commento:

  1. Ma... i commenti? Li hai disabilitati volutamente? Non trovo il link per commentare...

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