lunedì 24 febbraio 2014

L'erede di Berlusconi

Oggi Matteo Renzi ha chiesto la fiducia al senato.

Vista da lontano, la politica italiana risulta un po' sfocata. Però forse da lontano si è un po' meno coinvolti e quindi un po' più lucidi, non so.

A me Renzi sembra un bravo affabulatore, proprio come Berlusconi, ed il suo discorso ha reso molto evidente questa sua caratteristica.

Renzi possiede molte delle qualità del Berlusconi di un tempo. Per esempio, ha parlato a braccio nel suo primo discorso pubblico di insediamento. Coraggio e sfrontatezza ma anche una mossa studiata, senza dubbio per farlo apparire più diretto, genuino e vicino alla gente, e per scrollargli di dosso l'immagine di "democristiano" che trama contro i propri compagni di partito. 

Poi l'apparente attivismo, e il suo parlare chiaro dei problemi della gente. Le soluzioni sono quasi sempre semplici e immediate, e l'unico problema sembra essere la volontà di agire che nei vecchi politici chissà perché mancava. Basta un foglio excel, che ci vuole? In una colonna si mettono i problemi, nell'altra il responsabile, nell'ultima la scadenza entro la quale il problema deve essere risolto.

Renzi, al contrario di Berlusconi, non si rivolge ai vecchi pensionati o agli imprenditori, ma ai giovani trentenni/quarantenni impiegati della pubblica amministrazione o giovani professionisti. E quindi ecco saltar fuori il mitico "foglio excel", mentre Berlusconi ammetteva candidamente di essere rimasto fermo alla stilografica. Il suo populismo è quindi aggiornato ai tempi, ma non meno vacuo e fumoso di quello di Berlusconi:  se devi mettere su un progetto, excel è il sistema meno adatto, ovviamente, ma ha il pregio di essere comprensibile a un'intera generazione di non-più-tanto-giovani che pensano di saper usare un PC perché utilizzano MS Office.

Insomma, come avrete capito dal titolo del post, secondo me Renzi è il vero erede di Berlusconi. E secondo me, lo pensa anche Berlusconi. Anzi sono quasi sicuro che nel passato quest'ultimo abbia provato a convincere Renzi a passare dalla sua parte: i due si sono riconosciuti della stessa pasta. Se questo fosse vero, non sorprenderebbe affatto la complicità tra i due sfociata nella celebre nella famosa "intesa perfetta", pronunciata da Matteo Renzi al termine dell'incontro.

Magari queste mie impressioni sono del tutto sbagliate. Io spero anzi vivamente di sbagliarmi, perché l'Italia ha bisogno di tutto tranne che di un altro venditore di fumo. Ma purtroppo le premesse mi rendono piuttosto pessimista.

Gran parte dei miei amici di sinistra pensavano che liberandosi di Berlusconi l'Italia si sarebbe potuta rimettere pian piano in carreggiata. Ma vent'anni di berlusconismo non sono passati invano, e purtroppo l'Italia è cambiata troppo per poter sperare che liberandosi di una persona tutto sarebbe cambiato. Il bisogno di un "uomo nuovo", che risolva da solo e armato di un semplice foglio excel i nostri problemi è tornata di moda ancora una volta nell'italiano medio, persino nella sottospecie "intellettuale di sinistra" di moda in questi anni 2010.

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