lunedì 2 dicembre 2013

Sulla RER B

Da quando sto a Parigi, faccio la vita del pendolare. Ogni giorno della settimana prendo la RER B. La mattina salgo alla fermata di "Cité Universitaire", e scendo a "Bagneux", la sera faccio il percorso inverso.


La RER B è una specie di spina dorsale del trasporto parigino: da nord a sud sono tantissime fermate, e molti chilometri. Dall'aeroporto di Charles De Gaulle fino alla lontanissima "St. Remy lès-chevreuse", ci vorrà più di un'ora e mezzo. Soprattutto, la RER B collega alcune importanti e popolose "banlieu" di Parigi al centro, e viceversa. Quindi ogni giorno viene utilizzata da moltissime persone.

A me non va tanto male, in fondo sono solo 4 fermate: Gentilly, Laplace, Arcueil-Cachan, Bagneux, 10 minuti circa in tutto. I treni poi sono di solito frequenti, e quindi, nel caso migliore si tratta di una cosa comodissima.

Però i treni sono quasi sempre sporchi e pieni di gente e spesso puzzano. E a seconda dell'orario, sono pieni e si sta stretti come sardine. E spesso ci sono degli incidenti e dei rallentamenti per i motivi più disparati, e quindi un comodo tragitto di 10 minuti può qualche volta trasformarsi in un inferno di mezz'ora o anche più.

Sulla RER B e sull'umanità che la frequenta ci sarebbe da parlare per ore o da scriverne libri. Per esempio, si potrebbe fare un'analisi comparativa dei mezzi di trasporto pubblico nelle varie capitali europee, e notare come a Parigi la gente, la maggior parte delle volte, tenda a star in silenzio nei luoghi pubblici, o a parlare sottovoce, e quindi può capitare la situazione davvero irreale di stare in un vagone strapieno di gente impacchettata una sull'altra, ma tutti zitti a sudare in silenzio, sperando che la propria fermata arrivi il prima possibile. In confronto, provate ad andare sulla metro a Roma, e poi mi direte se c'è silenzio.

Comunque, quello che volevo raccontarvi oggi è un altro strano fenomeno, che avviene spesso alla stazione di "Laplace".

Questa stazione è particolare perché funziona da deposito e scambio, e ci sono ben 4 binari, due per ogni direzione. Devo inoltre premettere che non tutti i treni fanno sempre tutte le fermate: in particolare, alcuni treni saltano la stazione di Gentilly, guadagnando quindi un minuto rispetto ai treni che invece ci si fermano.

La sera, quando torno a casa, capita qualche volta che il treno si fermi a Laplace e resti li' fermo in attesa qualche minuto. Nel frattempo, di solito un altro treno che va nella stessa direzione si ferma dall'altro lato del marciapiede.

Quale dei due treni ripartirà per primo? Non è sempre dato saperlo. A volte il nuovo arrivato riparte subito, sorpassando così il treno precedente; a volte invece è il vecchio treno a ripartire per primo. Da che dipende? Da un sacco di fattori. Forse il nuovo treno è di quelli veloci, salterà la stazione di Gentilly, e quindi arriverà un paio di minuti prima a destinazione, così lo fanno passare avanti. Oppure sarà il vecchio treno a ripartire per primo (ma allora perché si era fermato?, boh). Oppure potrebbe essere che il vecchio treno ha qualche problema tecnico, e dovrà restare fermo un bel po'.

In un anno e mezzo di pendolarismo io non ho ancora capito come funziona, e non so indovinare quale ripartirà per primo. Devo ammettere però che, dal punto di vista di calcolo della probabilità, il nuovo treno riparte prima con maggiore probabilità. 


Insomma, oggi c'era questo treno fermo a Laplace con me dentro, mentre si ferma un altro treno dall'altra parte del marciapiede. A questo punto, c'è sempre qualcuno che si alza, e cambia treno al volo, scommettendo sul fatto che l'altro partirà primo. E di solito, appena gli altri passeggeri vedono questo primo scommettitore, ecco che si lanciano anche loro dietro. Si fanno prendere dall'effetto imitazione, e si lanciano in gruppo dall'altra parte. Metà treno quindi si è svuotato per riversarsi sull'altro.


Ma il bello è che l'effetto "trascinamento" ad un certo punto finisce: non tutti si spostano dall'altra parte, una buona metà rimane ferma. C'è gente che non ha voglia di correre: ha già gli occhi semichiusi, chissà a che ora si è alzata stamattina; chi continua ad ascoltare imperterrito la musica dal suo smartphone con il suo "casque" all'ultima moda; chi si guarda intorno senza capire bene cosa succede; chi semplicemente scommette sul vecchio treno puzzolente.

Ed oggi c'ero anch'io tra questi ultimi: tutto intabarrato nel mio combo giubbotto+sciarpa+cappello di lana, forse con un po' di febbriciattola, non avevo voglia. Che ci metta quanto vuole questo dannato treno, sono stanco di correre, sgomitare, spingere tra la folla. Guardo quelli rimasti come me sullo stesso treno, compagni di stanchezza, con il loro sguardo un po' perso nel vuoto ma tranquillo. Il vagone improvvisamente si è fatto più largo e comodo, e possiamo sederci tutti, finalmente. E poi guardo da quell'altra parte i frettolosi tutti stipati sul nuovo treno che naturalmente arrivava già carico ed adesso lo è ancora di più. Con lo sguardo deciso ci guardano trionfanti: ce l'hanno fatta, partiranno e arriveranno prima di noi, forza che non c'è tempo da perdere, che prima si parte e prima si arriva!

E rimaniamo li, per un tempo che sembra infinito.

E improvvisamente il suono "biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii..." - che avverte che le porte stanno per chiudersi - "...iiiiiiiiiiiiiiiii..." - e poi il treno finalmente partirà - "...iiiiiiiiiiiiiiiiiiii..." - ma il suono viene ... dal nostro treno !! - "...iiiiiiiiiiiiiiiiiii..." e lo sguardo disperato di quelli dall'altra parte, li vedo chiaramente la loro espressione facciale che sembra dire "putain!" - "...iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii..." - non c'è più il tempo per saltare di qua! - "...iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii..." - o forse si, forse - "...iiiiiiiiiiipp" , troppo tardi, le porte si chiudono, fregati!

E il treno parte lentamente in questa buia sera della banlieu parigina. E arriverò a casa camminando con calma, dopo aver comprato la solita baguette, pensando a come è davvero buffo tutto questo affannarsi.   


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