giovedì 2 febbraio 2012

Treni liberi

Mi tocca essere in disaccordo con Phastidio (una delle rare volte).

Nello sfogo di oggi, il titolare dell'ormai famoso blog di economia se la prende con Trenitalia, e con i politici italiani che hanno prima assegnato il servizio a Trenitalia senza gara, e poi minacciato azioni legali per il consueto e annuale disastro di questi giorni.

Il nostro titolare sembra affermare tra le righe che non si può volere il monopolio pubblico sui treni e contemporaneamente servizi decenti; e quindi serve la liberalizzazione del servizio e la concorrenza fra privati, il solo rimedio contro i disservizi delle aziende pubbliche.

Che poi Trenitalia è diventato uno strano mostro, mezza pubblica e mezza privatizzata, con un coacervo di interessi incrociati, e quindi sembrerebbe scontato dare ragione a Phastidio (che mi sta pure oltremodo simpatico).

Però mi sembra che il nostro indulga ancora una volta nelle equazioni "pubblico = inefficiente" e "privato = efficiente". Che puzzano sempre di luoghi comuni.

Perché va bene la concorrenza, indubbiamente un ottimo pungolo all'innovazione e al miglioramente dei servizi. Ma il trasporto su rotaia non può essere considerato un mercato in senso classico: vuoi per l'estrema scarsità di concorrenti; vuoi per l'estrema difficoltà di garantire molte e varie scelte alternative al cliente; vuoi per la natura di servizio pubblico che imporrebbe la copertura anche di tratte non remunerative.

Forse la concorrenza potrebbe aiutare, ma far funzionare un "mercato del trasporto ferroviario" richiede molta pazienza, dedizione, e palle d'acciaio da parte dell'interlocutore pubblico, altrimenti si rischia grosso (vedi caso inglese di qualche tempo fa). Attualmente i nostri interlocutori pubblici non sembrano in grado di poter affrontare il problema in maniera seria. Per cui siamo da capo: pubblico o privato, se il controllore non funziona, allora il mercato non è in grado di autoregolarsi. E quindi, forse alla fine il "tutto pubblico" è il male minore (ed è anche per questo che al referendum ho votato per l'acqua pubblica), perché per lo meno alle prossime elezioni posso mandare a casa qualcuno.

E poi, non è vero che in questo specifico settore "la gestione pubblica" sia sempre e necessariamente inefficiente; mai preso un treno in Francia? Non mi sembra che ci sia concorrenza, eppure il livello di qualità è notevolmente superiore al caso italiano. Evidentemente, l'ecosistema politico-pubblico in Francia è acciaccato ma ancora funzionante, al contrario di quello italiano.

Si potrebbero portare numerosi altri esempi pro e contro. Quindi, a me non sembrano affatto evidenti e scontate le equazioni "pubblico = inefficiente" e "privato = efficiente".

Discutiamone, ma evitiamo luoghi comuni per favore.

2 commenti:

  1. Nel caso italiano, il pubblico è il massimo della sindacalizzazione, dove il sindacato ha rinunciato da molto tempo al suo ruolo di garanzia per le categorie deboli, ad esempio i famosi lavoratori "precari", per difendere ad oltranza ogni virgola dello status quo per chi un mestiere stabile ce l'ha, tipo i ferrovieri. Di conseguenza, per lungo tempo il gruppo FS si è preoccupato di fornire un ottimo servizio ai propri dipendenti e disinteressato degli utenti.

    Se pure questo sta lentissimamente cambiando, tale cambiamento è da attribuirsi a fenomeni esterni: la parziale privatizzazione, la concorrenza dei voli low-cost, l'arrivo imminente di NTV. Per questi motivi, se pure la semplificazione di Phastidio è un luogo comune in ambito generale, sto ancora aspettando il primo esempio di azienda pubblica o parastatale *italiana* che si governi in modo efficiente e virtuoso senza rinunciare al monopolio statale.

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    1. Caro Endi, se permetti metterei un attimo da parte la questione dei sindacati e dei precari se no si va un po' fuori tema.

      Io riconosco che in Italia siamo messi malissimo. Ma mi chiedo perché questo succede e non mi sembra che la causa esclusiva sia la forma "pubblica" o "parastatale" delle aziende. Un esempio per tutti: quando l'anno scorso ci furono forti nevicate in Francia e in Italia, si ebbe qualche piccolo problema in Francia, e problemi molto gravi (a mio parere) in Italia. Ebbene, in Francia l'amministratore delegato delle Ferrovie fu costretto da Sarkozy ad andare sul telegiornale di punta a chiedere scusa agli utenti per i disservizi.

      In Italia invece Moretti se ne uscì con la frase sprezzante sui "panini" e "le coperte", e poco dopo il nostro Ministro dei Trasporti lo giustificò.

      Ecco, secondo me se non cambia il nostro rapporto con i nostri rappresentanti politici, pubblico o privato non fa molta differenza. Non sarà certo una gara d'appalto sul servizio ferroviario a cambiare le cose.

      Altro esempio: la privatizzazione dei servizi telefonici in Italia viene portata ad esempio di miglioramento del servizio. Ma hai una vaga idea del disastro che hanno combinato con la privatizzazione di Telecom? E sai perché siamo ancora a parlare di agenda digitale, mentre tutti gli altri sono già una decina di anni avanti a noi?

      Insomma: secondo me senza un sistema politico forte e sostanzialmente votato all'interesse generale, privato o pubblico non fanno molta differenza.
      (Ma naturalmente, è una mia idea, e sono sempre pronto a discutere e a rimangiarmi tutto se riuscirete a convincermi che una qualche norma "liberatrizzatrice" possa in qualche modo migliorare le cose senza passare prima per un sostanziale cambiamento culturale).

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