venerdì 10 dicembre 2010

Preparate i pop-corn

Ecco a cosa serviva aspettare fino al 14 dicembre: dare tempo ai "pontieri" di lavorare dietro le quinte. Dai e dai, offri che ti offri, alla fine qualcuno che si sacrifica per il bene della patria si trova sempre.

Ma da questo balletto nessuno ne esce bene: naturalmente non il PdL, costretto a ricorrere a Scilipoti e Calearo (altro che Prodi). Non Fini, che non sa più cosa fare e cosa dire, perché ha già sparato tutte le cartucce possibili (dall'appoggio esterno, al reincarico in 72 ore, etc.). Non Di Pietro, perché la crisi ha dimostrato di che pasta sono fatti i suoi deputati, e quindi il suo partito "incentrato sui valori". Non il PD che mediaticamente non ne ha azzeccata una, e deve vedersela continuamente con le fronde interne e con i cambi di direzione continui, tanto che i dirigenti sembrano essere perennemente ubriachi. Forse il solo Casini ha qualche speranza di uscirne decentemente.
  
E con questa gente, non poteva che finire a carte bollate. Che ci sarà da denunciare e da indagare, poi, non si è capito. Come si fa a provare un caso di corruzione a questo punto, cioé prima che il reato si compia? Il parlamentare è libero nell'esercizio delle proprie funzioni, e non ha vincoli di mandato. E' inutile che da destra urlino al ribaltone ad ogni pié sospinto, per poi accettare con nonchalance l'intervento di parlamentari eletti nell'opposizione. Non è forse questo un ribaltone uguale e contrario a quell'altro contro cui si pontifica? Che dice la "costituzione materiale" su Scilipoti?

In tutto questo, fanno davvero senso i tifosi Berlusconiani ad oltranza. Guardate questo per esempio:
"Diciamo la verità: dalla crisi politica in corso Silvio Berlusconi esce come un gigante." 
E già qui mi viene da scoppiare a ridere, dai, come si fa, meglio delle comiche. E Sallusti, l'avete sentito Sallusti? E Verdini isterico? Grandi risatone. E per mettere in scena tutto questo, hanno anche chiuso il lavori parlamentari per una settimana! Portatevi i pop-corn, che nei prossimi giorni ci sarà da divertirsi. 

Ultima nota: come faccio io in tutto questo a farmi scendere la riforma Gelmini? Per fare una riforma di quella portata ci vuole una certa autorevolezza. Ma che autorevolezza ha il parlamento? Come faccio io ad accettare di buon grado una qualunque imposizione da questa gente? Non sarebbe forse il caso di scendere in piazza per protestare? E perché no? Davvero dobbiamo stare a subire per sempre?

3 commenti:

  1. Neanche la prospettiva per i precari di non avere la pensione e per i dipendenti di dover lavorare sempre più a lungo smuove gli italiani, popolo di pavidi opportunisti che non ha mai fatto una rivoluzione. Figurarsi la controriforma dell'asina con lo sguardo ebete. Se il movimento di questi giorni proseguirà (e io ci credo poco) incomincerà la strategia della tensione, magari con qualche marocchino nel ruolo che fu di Valpreda. Da classico paese privo di materie prime, se qualcosa accadrà (prima o poi), lo importeremo dall'estero, come sempre.

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  2. Questi non sarebbero credibili neppure a scrivere un regolamento di condominio.

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  3. @popinga: già successo, vedi rivolte immigrati a Rosarno. Ecco, a volte mi sembra sia già successo di tutto in questo paese, non ci smuove più niente.

    @sam: vero, niente credibilità, né a sinistra né a destra, né al centro. Encefalogramma piatto.

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