lunedì 22 novembre 2010

Lettera ai deputati della camera

Qualche ora fa ho scritto una e-mail a tutti i nostri deputati. Ho adattato quella presente sul sito http://www.professoriassociati.it, perché quella non mi piaceva tanto. Eccola:
Onorevole deputato,

mi chiamo Giuseppe Lipari, sono professore associato presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

A partire da lunedì prossimo, lei e i suoi colleghi discuterete in aula il ddl Gelmini di sedicente riforma del sistema universita­rio italiano, ma in realtà della sua distruzione. Le ultime modifiche fatte in commissione bilancio ne stravolgono completamente il senso e cancellano del tutto i pochi aspetti vagamente positivi contenuti in essa.

I deputati della maggioranza hanno approvato ben 34 emendamenti abrogativi di norme che essi stessi avevano votato
solo qualche settimana fa nel testo licenziato dalla stessa Commissione. Il tutto, per permettere al Ministro Gelmini di portare a casa in qualche modo una legge che è l’unico titolo di merito che ella potrà vantare in futuro: la distruzione dell’università pubblica.

Non mi dilungherò qui ad elencare tutte le modifiche che ritengo inaccettabili, a partire dall'eliminazione del meccanismo di ricostruzione della carriera, per continuare con il drastico taglio dei fondi per il diritto alla studio. Provvedimenti che si tradurranno una università meno accessibile agli studenti; in un aumento della fuga di cervelli all'estero; in una ulteriore diminuzione complessiva della qualità della nostra istruzione superiore. Una pietra tombale sul nostro sistema universitario.

Mi soffermerò su un punto a cui tengo molto: l'eliminazione dell'accantonamento dei fondi per la tanto discussa "tenure track". Si tratta dell'articolo art. 21,comma 5: nel caso della tanto celebrata tenure track - il contratto per i ricercatori a tempo determinato che li dovrebbe trasformare in professori associati se meritevoli - i deputati della maggioranza hanno gettato definitivamente la maschera della falsa meritocrazia: la conferma in ruolo è condizionata con norma esplicita alla disponibilità delle risorse, ma senza accantonamento preliminare (come invece succede nei sistemi universitari seri). Il che è come dire che dopo gli otto anni di precariato, al di là della propria abilità e della performance, è possibile che non ci siano fondi per l'assunzione. Una cosa ignobile, che perpetua la presa in giro di un’intera generazione di giovani studiosi!

Per questo, la esorto, onorevole deputato, a nome mio e dei miei colleghi del CoNPAss – Coordina­mento Nazionale dei Professori Associati, http://www.professoriassociati.it - a votare contro il provvedimento, a sollecitare i suoi colleghi a fare altrettanto, a farsi parte attiva nel promuovere una riforma condivisa che passi attraverso la concertazione con le categorie interessate e le loro – effettive – rappresentanze di base.

Onorevole deputato, alzi la testa, fermi questa lacerante galoppata di pochi contro tutti, voti secondo coscienza di politico, di cittadino, di padre.

Poco dopo mi hanno risposto in tre: l'On. Marialuisa Gnecchi, che mi ha forwardato il comunicato dell'On. Walter Tocci; l'On. Stefano Esposito e l'On. Marianna Madia, che mi hanno cortesemente risposto di essere completamente d'accordo.

Beh, che dire, grazie a tutti e tre, e un grazie in particolare all'On. Tocci.

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