giovedì 2 settembre 2010

Code a tratti

Tornando dalle ferie l'altro ieri, sono incappato nella famigerata "coda a tratti" sulla A1 tra Incisa Valdarno e Firenze Scandicci. un fenomeno davvero misterioso (per me). Funziona così:

Ad un certo punto ti trovi davanti il serpentone di macchine ferme. Ti accodi e rimani fermo qualche minuto (anche 5-10). Poi, pian piano la fila si muove, prima pianissimo, poi sempre più veloce, e alla fine si raggiungono anche i 100 Km/h!

"Non era un incidente, quindi, oppure hanno appena liberato la strada!", ti dici. E invece, dopo qualche Km (3-5), ecco che si riforma il serpentone di macchine ferme, e si riparte da capo. Man mano che mi avvicinavo a Firenze, la durata del "fermo" diminuiva, e i periodi di scorrimento aumentavano, finché, superata l'uscita Firenze Certosa, non è più capitato.

Mi sembra chiaro che il fenomeno sia dovuto ai rallentamenti nei pressi degli infiniti lavori per la terza corsia dell'autostrada. Quello però che non capisco bene sono i periodi di "fermo".

Supponiamo che il traffico sia modellabile come il flusso di un liquido in un tubo. In presenza di uno strozzamento nel tubo, il fluido rallenta la sua velocità, e questo indipendentemente dalla distanza dallo strozzamento. Nel caso del fenomeno sopra descritto, invece, in lontananza dallo "strozzamento" si osserva un fenomeno oscillatorio fra periodi di "fermo" e periodi di velocità anche elevata. Forse ha a che vedere con il ritardo con cui si muove la coda?

Qualcuno ne sa qualcosa più di me? Mi interessa anche a scopo di ricerca!

8 commenti:

  1. http://www.sissa.it/fa/open_day/traffic/webpage/traffic.html (per i video)
    e
    http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/argoment/Matematicae/Aprile_06/MateeCode.htm (divulgativa)
    Naturalmente in rete trovi di tutto, dalle cose del MIT (http://math.mit.edu/projects/traffic/) a lavori estremamente dettagliati. Bentornato, insomma.

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  2. Credo che quando il primo della fila rallenta il secondo che andava alla sua stessa velocità se ne accorga con un ritardo e debba rallentare più del primo. Dopo un po' di passaggi le macchine si fermano se procedevano sufficientemente "fitte"

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  3. oh, i link di peppe sono molto più autorevoli... :-)

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  4. Questa cosa ha sempre fatto impazzire anche me.
    Fino a quando ho pensato che, oltre una certa densità di traffico, c'è un "tipping point": non sono più gli autoveicoli a muoversi come particelle, ma gli spazi.
    Un po' come le lacune in un semiconduttore...

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  5. Un altro link auto-revole (una bella infografica): http://www.autointhenews.com/why-freeways-come-to-a-stop-infographic/

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  6. A tutti: grazie mille, siete più bravi di me a cercare su google!

    @peppe: il link dell'MIT è abbastanza centrato, proverò a partire da lì per farmi un minimo di bibliografia.

    Il problema è davvero interessante. In effetti mi serve il modello matematico che usano, per provarlo (meglio: farlo provare a qualche studente) sotto varie situazioni. Uno dei nostri dottorandi fa ricerca su cose vagamente correlate, e abbiamo un simulatore di traffico basato di OMNET.

    Se otteniamo qualcosina ve lo faccio sapere!

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  7. Ci sto pensando da millenni. Ho sempre sbattuto la testa sull'apparente inspiegabilità di questa cosa.
    Andrò ai link, grazie.
    Grazie per aver scritto questo post!

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