lunedì 21 giugno 2010

Dicono i francesi

Dicono i francesi di Le Monde che la situazione rifiuti a Palermo oggi è la stessa di quella del 2008 a Napoli. La scoperta dell'acqua calda, indubbiamente, perché la situazione rifiuti a Palermo è la stessa da più di un anno a questa parte. Io non so se sia uguale a quella di Napoli del 2008, o peggiore, o migliore, ma posso dire con certezza che è indegna di un paese civile, uno dei più ricchi d'Europa secondo il nostro premier.

Il tribunale di Palermo ha decretato lo stato di insolvenza dell'AMIA, l'azienda municipalizzata per la raccolta e il trattamento dei rifiuti di Palermo:

Secondo quanto disposto dal Giudice delegato del Tribunale di Palermo sez. fallimentare, viene pubblicato il seguente avviso:
AMIA S.p.A.
C.F./P.IVA/C.C.I.A.A. Palermo n. 04797190826
AVVISO DICHIARAZIONE STATO DI INSOLVENZA

Con sentenza n. 101/2010, dell’11.02.2010, il Tribunale di Palermo – Sezione Fallimentare – nell’ambito del procedimento rubricato al n. 318/2009 R.G.A.C.C.:

* ha dichiarato lo stato di insolvenza di AMIA S.p.A. a Socio unico, in liquidazione, con sede in Palermo, Via P. Nenni n. 28;
* ha fissato per il giorno 22.06.2010, h. 9,00, dinanzi al Giudice Delegato, Dott. Giacomo Maria Nonno, l’adunanza per l’esame dello stato passivo;
* ha assegnato a creditori e terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso di AMIA, il termine di giorni trenta, prima dell’adunanza sopra fissata, per la presentazione nella Cancelleria del predetto Tribunale delle domande di insinuazione;
* ha prorogato il termine per il deposito delle domande di insinuazione tardiva a mesi diciotto decorrenti dalla data del decreto di esecutività dello stato passivo.

Si specifica che il procedimento di accertamento del passivo e dei diritti mobiliari ed immobiliari si svolgerà secondo le previsioni e le forme di cui agli artt. 93 e ss. del capo V della vigente Legge Fallimentare.
Il presente avviso costituisce comunicazione, dei sottoscritti Commissari Giudiziali, a tutti i creditori e a tutti i terzi interessati ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. n.270/1999.
Palermo, lì 08.03.2010
F.to i Commissari Giudiziali
Dott. Giuseppe Romano
Dott. Sebastiano Sorbello
Dott. Paolo Lupi


E mentre accade questo scempio, mentre il consiglio comunale si riunisce per decidere cosa combinare con il dissesto dell'AMIA di Palermo, il sindaco Cammarata ha pensato bene di andarsene in Sudafrica a guardare i mondiali.

Sul perché del dissesto, sentiamo lo stesso Cammarata:
A chi attacca sulla vicenda Amia dico che rientra nel contesto generale di sviluppo della città, del quale ho parlato con il presidente del Consiglio alcuni mesi fa. Ho anticipato a Berlusconi che se è stata fatta la scelta politica, da lui condivisa così come dalla maggioranza che l’ha sostenuta in Parlamento, di stabilizzare i precari, è naturale nonchè necessario colmare il conseguente gap finanziario per le casse comunali.

Oggi, senza tema di smentita, bisogna affermare che per la stabilizzazione servono 100 milioni di euro, ogni anno, di risorse comunali e non statali, che servono ad altro.
Bisogna far fronte subito ai problemi di liquidità dell’azienda, per il pagamento degli stipendi e dei creditori.

Inoltre stiamo elaborando un progetto che prevede l’individuazione di fondi strutturali per coprire il contratto di servizio, una soluzione alternativa all’aumento della Tarsu - che vogliamo scongiurare - è che il governo nazionale ci aiuti.


A parte l'italiano da segnacci rossi, avete capito cosa dice il sindaco sul suo blog? Che il bilancio del comune è prosciugato dalla stabilizzazione dei precari, ovvero, dall'assunzione di una fraccata di dipendenti pubblici per mantenere le inconfessabili promesse pre-elettorali. E' così che si vincono le elezioni in Sicilia, ma lo sapevate già, vero? E in cambio del lavoro sporco del dipendente Cammarata, il governo nazionale deve sganciare i quattrini. Berlusconi aveva già tentato di buttare la palla in fallo laterale: la colpa è della sinistra! Di Orlando che ben 9 anni fa assunse tutti questi precari, che ora loro sono stati "costretti" a stabilizzare. E intanto Palermo profuma di violetta.

Infine: di fronte a tutto questo, i francesi di Le Monde affermano che della situazione di Palermo non si parla nei Tg perché il PdL è al governo in Sicilia. Vero, in effetti: secondo voi, che probabilità ci sono che Minzolini faccia un servizio sulla monnezza a Palermo?

Ma la domanda che mi gira nella testa e che mi fa ancora più rabbia è la seguente:

Perché non se ne è occupata "La Repubblica"? Sempre con quel foglietto giallo ben in evidenza, certo, importantissimo, ma perché invece non chiamare uno della redazione Palermitana per fare un bel servizio a 4 pagine nell'edizione nazionale? E l'Unità? Che stanno a fare all'Unità? Che ne dici, Giglioli, è sempre e solo colpa del Tg1? Oppure anche dei cosidetti nemici di Berlusconi che si distraggono a pensare ad altre faccende?

2 commenti:

  1. Ricordati che De Benedetti e Ciancio hanno un patto. Repubblica in Sicilia esce se e solo se non ha edizioni locali (anche se mi pare che quella di Palermo fosse concessa, in effetti)

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  2. mah, preferisco non commentare questi retroscena. Comunque sia, l'edizione di Palermo è decente, e un paio di redattori/commentatori che facciano un bel servizio per l'edizione nazionale si dovrebbe trovare, no? Comunque ci sono 2 possibilità 1) non ci hanno pensato, oppure 2) non hanno voluto farlo. In entrambi i casi è uno schifo.

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