venerdì 23 aprile 2010

A proposito

Ieri sera ho visto per un attimo a Anno Zero il ministro Carfagna. Mi ha fatto senso. Aveva il viso letteralmente scavato, e gli occhi strabuzzati più che mai, sentivo le sue parole ma non ascoltavo, non riuscivo a concentrarmi sui suoi discorsi, un po' perché erano (void), un po' perché mi faceva impressione. E anche un po' pena, a dire la verità.

Oggi Chinaski mi conferma che non mi sono perso niente nei discorsi della Carfagna.

E a proposito, vorrei conoscere davvero gli spin-doctor dei candidati/deputati/portavoce/ministri del PdL. Perché è chiaro a tutti che non sono davvero così, li disegnano così. Altrimenti non si spiegherebbe come questa gente sia intercambiabile. Sono sicuro che facciano dei corsi obbligatori. Mi immagino i titoli: "Teoria e tecnica della partecipazione ai talk show televisivi", "principi della tribuna politica moderna", ecc. Per fare pratica, si allenano contro Elio Vito (ecco dove era finito). E se non passano l'esame, niente video, neanche per sbaglio. Maurizio Lupi probabilmente ha preso tutti 30.

E a proposito, mi viene in mente Sandro Bondi, che al suo intervento di ieri al direttivo del PdL ha detto che la distinzione tra servi e persone libere nel PdL non esiste. Ah, ma guarda un po', che avrà voluto dire? e mentre inquadravano Gasparri che si spellava le mani per applaudirlo, insieme al resto della platea (escluso Fini e i suoi, evidentemente) mi è venuto di pensare "poveracci, ridursi ad esaltarsi per Bondi che rivendica di non essere un servo di Berlusconi davanti a Berlusconi". E insomma, anche loro mi hanno fatto un po' pena: con tutta questa libertà di cui si riempiono la bocca, sono meno liberi di un qualunque gatto randagio; e sicuramente meno liberi di me.

E a proposito, avete notato che il direttivo del PdL si è tenuto all'Auditorium di Via della Conciliazione? Che ironia, eh? Chissà quanto involontaria.

E a proposito, il giornalista indipendente del Tg5 si esaltava perché tutto è stato fatto alla luce del sole, il primo direttivo di un partito ad essere trasmesso in diretta pensate. E diceva: "questa è la dimostrazione che il PdL è un partito democratico, al contrario delle critiche che gli vengono rivolte da sinistra". Certo, non si può pretendere che un giornalista sappia usare la logica, ovvio; ma mi sembra giusto rimarcare come la diretta dimostri come il PdL sia "trasparente". Per essere anche "democratico" ci vuole ben altro. Ma si tratta di quisquilie e pinzillacchere.

E a proposito, adesso mi sono venuto a noia da solo, quindi bon nuit e non vi scaldate che tanto il governo non casca.

1 commento:

  1. Sulla questione dei servi, è interessante un passo di un'intervista alla Bongiorno, segnalata da Gilioli: Certo la mia è una posizione privilegiata: ho un mestiere, sono tra i primi contribuenti della Camera, anche se non tra i più ricchi; semplicemente, se solo ricevo un euro faccio subito fattura. Ricordo che Fini ci ha detto una frase che mi ha molto colpito: "Chi resterà con me perderà quote di potere".
    Ciao Giuseppe!

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