domenica 7 marzo 2010

Oi dialogoi


Sono tornato da uno dei miei soliti viaggi di lavoro, stavolta in Germania, per un meeting di progetto. Giovedì sera siamo andati a cena: un inglese, uno spagnolo, un austriaco, un italiano. Siamo tutti amici, ci conosciamo da parecchi anni e abbiamo collaborato a molti progetti europei, ci troviamo bene a lavorare insieme, e naturalmente la sera si discute di tutto: clima, energie alternative, "hai visto la sentenza su Google?", "non sai quello che ho trovato su youtube l'altro giorno", etc. Naturalmente ogni tanto si parla di politica, e per una volta si è parlato di Gordon Brown.

E poi, si è parlato di società con il mio amico austriaco G. E del carattere degli italiani, e di quello dei tedeschi. Il dialogo è andato più o meno così.

G: "Voi italiani avete tante cose belle e buone: il cibo, l'arte, e il carattere così ospitale. In Italia si starebbe così bene. Ma allo stesso tempo, siete indolenti, disorganizzati, poco rispettosi delle regole. Mi chiedo se la vostra bellezza e fantasia siano una conseguenza necessaria del vostro carattere."

Io: "In realtà è una domanda che mi faccio spesso anch'io. Al di là dei soliti luoghi comuni sul carattere delle nazioni, è vero che in media è difficile trovare una buona organizzazione in Italia. Ma non so se ci sia una relazione di causa ed effetto fra le due cose".

G: "Beh, in effetti girano un sacco di luoghi comuni sugli italiani, molti di questi smentiti dagli italiani che conosco io: non è vero che gli italiani lavorino poco, anzi per la mia esperienza spesso lavorate molto più dei popoli nordici, degli svedesi per esempio"

Io: "Vero. Ma non so se siamo altrettando efficaci degli svedesi! Tornando sull'organizzazione. Quando ho avuto occasione di lavorare in dei progetti europei con dei tedeschi, per esempio, ho notato il loro carattere opposto rispetto a quello degli italiani. I tedeschi tendono a seguire le regole sempre e comunque e quasi mai le mettono in discussione. Per noi italiani le regole sono un fastidio: noi andiamo quasi sempre a braccio. C'è un proverbio in toscana che dice: in toscana le leggi durano un giorno. E a Livorno durano un'ora. "

G: "Sì è vero. Per un tedesco rispettare le regole è importantissimo. Penso derivi dalla loro educazione di stampo prussiano. Noi austriaci siamo meno ligi. Ma mai come voi italiani!"

Io: "Questa obbedienza alle regole è un vantaggio dal punto di vista organizzativo. E infatti, i tedeschi sono ben noti per l'efficienza delle loro organizzazioni. Ma è anche un limite: in una situazione fluida e flessibile il tedesco si trova spesso spaesato. Quello che è un limite per il tedesco, è un vantaggio per l'italiano: in una situazione imprevista, l'italiano tira fuori la fantasia e l'arte di arrangiarsi e supera l'ostacolo più facilmente. Il non sertirsi legati alle procedure ci da la possibilità di inventarne sempre di nuove sul momento. Nell'emergenza siamo imbattibili."

G: "Ma nella programmazione siete terribili! Ma guarda che queste vostre doti sono riconosciute. Sono convinto che ogni tedesco sogni di essere un italiano."

Io: "Non esagerare. Spesso i tedeschi disprezzano la nostra approssimazione!".

G: "Si, ma adorano la vostra fantasia! Se vuoi vendere un prodotto qui, basta mettergli un nome italiano a caso, mostrare immagini di mare e di vacanze in Italia con qualche vespa e un bel moraccione, e le tedesche impazziscono e corrono a comprare!"

Io: "Sì, in effetti all'aeroporto ho visto un bar dal nome gusto piazza o qualcosa del genere. Accostano due parole italiane a caso, e voilà!"

G: "I tedeschi adorano la vostra fantasia! E ciriticano i vostri limiti."

Io: "E noi ammiriamo l'organizzazione dei tedeschi e disprezziamo la loro rigidità".

G: "Tornando alla domanda iniziale: la vostra disorganizzazione è condizione necessaria per il genio italiano?"

Io: "Ma che ne so. Forse sì. Forse è vano sperare di avere un'organizzazione perfetta e il genio della fantasia allo stesso tempo. Ma io mi accontenterei, sai? Non voglio un'organizzazione perfetta. Ma un pochino migliore di quella che abbiamo adesso, quello sì."

G: "Una via di mezzo: gli austriaci! (scherzo)"

Io: "Eh, eh!"

G: "E non ti capita mai di pensare a quanto potenziale abbiano gli italiani, e che peccato sia che vada sprecato per i vostri limiti?"

Io: "Tutti i giorni, caro amico. Tutti i giorni"

5 commenti:

  1. In questi giorni vorrei tanto essere tedesco! Le regole vanno rispettate, secondo me, ma mi sa che sono in minoranza.
    A causa della tua origine (forse) mi è venuto in mente, all'inizio del post, il Gattopardo: ecco gli italiani sono così.
    Magari poi mi passa (e, se ti va puoi anche cancellare questo sfogo).

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  2. No, non cancello nessuno, e non mi sono affatto offeso! I siciliani e il gattopardismo... ormai è un marchio indelebile!

    Anch'io penso ce le regole vadano rispettate in prima istanza. Naturalmente, le regole possono essere cambiate. E possono anche essere stupide, o inattuali; in questo caso vanno cambiate, ma in modo condiviso.

    Anche essere troppo ligi alle regole, senza mai metterle in discussione può portare a conseguenze estreme. Mi sa che proprio i tedeschi ce l'abbiano sulla coscienza di non aver disubbidito a certe regole e a certi ordini 70 anni fa ormai.

    Ma al di la di questo, noi italiani (in media) purtroppo non riusciamo proprio a metterci nel cervello che le regole vanno rispettate. E' un nostro limite, il nostro più grande limite.

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  3. da un po' di tempo questa storia del "genio italico", "sognatori" e compagnia bella mi fa venire l'orticaria.

    se nella vita di tutti i giorni questo si deve trasformare in datori di lavoro che si aspettano "dedizione senza confini", caos e poca professionalità, sinceramente, non so cosa farmene.

    ha ragione il tuo amico, in Italia sicuramente non si lavora meno che in altri paesi, sicuramente non meno che in UK, che gli uffici dopo le 6 sono riserve indiane: di stranieri!

    e scusami, se anch'io, come Juhan, mi sono sfogato (in un modo un po' diverso!). si vede che il tuo post ispira :)

    ale

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  4. questo blog è uno sfogo per me, sono contento che possa essere uno sfogo anche per qualcun'altro!

    Mi avete fatto pensare però, stasera se non sono troppo stanco rispondo con un altro post.

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  5. Sei fortunato a respirare un'aria internazionale e a confrontarti con persone dell'estero. Continuo a sostenere che parte dei nostri limiti sia dovuto a pessima conoscenza delle lingue e poca voglia di viaggiare all'estero (salvo in residence italiani all inclusive).

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