sabato 21 novembre 2009

Quanti processi?

(hat tip: il laicista)

Quanti sono i processi in cui Berlusconi è stato coinvolto come imputato? Secondo il "cattivissimo" D'Avanzo, sono "solo" 16:
Il numero dei processi di Berlusconi è un mistero misericordioso se si ascolta il presidente del consiglio. Dice il Cavaliere: "In assoluto [sono] il maggior perseguitato dalla magistratura in tutte le epoche, in tutta la storia degli uomini in tutto il mondo. [Sono stato] sottoposto a 106 processi, tutti finiti con assoluzioni e due prescrizioni" (10 ottobre 2009). Nello stesso giorno, Marina Berlusconi ridimensiona l'iperbole paterna: "Mio padre tra processi e indagini è stato chiamato in causa 26 volte. Ma a suo carico non c'è una sola, dico una sola, condanna. E se, come si dice, bastano tre indizi per fare una prova, non le sembra che 26 accuse cadute nel nulla siano la prova provata di una persecuzione?" (Corriere, 10 ottobre). Qualche giorno dopo, Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, pompa il computo ancora più verso l'alto: "I processi contro Berlusconi sono 109" (Porta a porta, 15 ottobre). Lo rintuzza addirittura Bruno Vespa che avalla i numeri di Marina: "Non esageriamo, i processi sono 26".

Ventisei, centosei o centonove, e quante assoluzioni? In realtà, i processi affrontati dal Cavaliere come imputato sono sedici. Quattro sono ancora in corso: corruzione in atti giudiziari per l'affare Mills; istigazione alla corruzione di un paio di senatori (la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione); fondi neri per i diritti tv Mediaset (in dibattimento a Milano); appropriazione indebita nell'affare Mediatrade (il pm si prepara a chiudere le indagini).

Nei dodici processi già conclusi, in soltanto tre casi le sentenze sono state di assoluzione. In un'occasione con formula piena per l'affare "Sme-Ariosto/1" (la corruzione dei giudici di Roma). Due volte con la formula dubitativa del comma 2 dell'art. 530 del Codice di procedura penale che assorbe la vecchia insufficienza di prove: i fondi neri "Medusa" e le tangenti alla Guardia di Finanza, dove il Cavaliere è stato condannato in primo grado per corruzione; dichiarato colpevole ma prescritto in appello grazie alle attenuanti generiche; assolto in Cassazione per "insufficienza probatoria". Riformato e depenalizzato il falso in bilancio dal governo Berlusconi, l'imputato Berlusconi viene assolto in due processi (All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2) perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Due amnistie estinguono il reato e cancellano la condanna inflittagli per falsa testimonianza (aveva truccato le date della sua iscrizione alla P2) e per falso in bilancio (i terreni di Macherio). Per cinque volte è salvo con le "attenuanti generiche" che (attenzione) si assegnano a chi è ritenuto responsabile del reato. Per di più le "attenuanti generiche" gli consentono di beneficiare, in tre casi, della prescrizione dimezzata che si era fabbricato come capo del governo: "All Iberian/1" (finanziamento illecito a Craxi); "caso Lentini"; "bilanci Fininvest 1988-'92"; "fondi neri nel consolidato Fininvest" (1500 miliardi); Mondadori (l'avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, "compra" il giudice Metta, entrambi sono condannati).

È vero, l'inventario annoia ma qualcosa ci racconta. Ci spiega che senza amnistie, riforme del codice (falso in bilancio) e della procedura (prescrizione) affatturate dal suo governo, Berlusconi sarebbe considerato un "delinquente abituale". Anche perché, se non avesse corrotto un testimone (David Mills, già condannato in appello, lo protegge dalla condanna in due processi), non avrebbe potuto godere delle "attenuanti generiche" che lo hanno reso "meritevole" della prescrizione che egli stesso, da presidente del consiglio, s'è riscritto e accorciato.
Come si può discutere serenamente in parlamento di una "riforma" della giustizia che mira ad accorciare ulteriormente i tempi di prescrizione, mettendo davanti al pubblico argomenti pretestuosi come "ho subito 106 processi". Da 16 a 106 c'è un ordine di grandezza, uno zero di troppo. Se anche avesse ragione Marina Berlusconi (26), saremmo ancora fuori da ogni ragionevolezza (106!). Possibile che Berlusconi non sappia a quanti processi è stato sottoposto? No, non è possibile. Quindi, Berlusconi mente. Come sempre.

Anche scordandosi di tutto il resto, solo per questa dichiarazione mendace (106!), l'elettore medio dovrebbe aprire una volta per tutte gli occhi davanti al "fenomeno" Berlusconi. Ma l'elettore medio ha la possibilità di informarsi sui dati? Ancora l'altra sera Vespa presentava Silvio Berlusconi a "Otto e mezzo" come un perseguitato dai giudici comunisti. E così tutti i corifei del capo, tutti i suoi giornali, tutti i suoi giornalisti, tutti i cosidetti "terzisti" che ormai hanno abbracciato questa tesi, tutti i suoi elettori appassionati. Berlusconi un perseguitato, anzi il più grande perseguitato della storia. Quindi, anche questa scandalosa proposta di legge sarebbe in realtà colpa dei giudici comunisti, che insistendo nella persecuzione costringono la maggioranza a difendere il capo con questi mezzi estremi. E peggio per noi che questa legge subiremo, come tutte quelle precedenti.

Davvero Berlusconi è un perseguitato? Allora perché mentire così spudoratamente sul numero dei processi subiti? Perché?

2 commenti:

  1. Perché Berlusconi mente sempre: finora gli è sempre andata alla grande agendo così e oramai continuerà a mentire sin quando non verrà sepolto.

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  2. Ma anche dopo: la cosa più triste è che - nonostante i documenti - fra cinquant'anni i nostri nipoti saranno ancora lì a litigarsi su cosa è davvero successo.

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