lunedì 5 ottobre 2009

Era inevitabile

Scusatemi, dite pure che sono un mostro, vi autorizzo, ma non riesco ad essere totalmente solidale con i cittadini di Giampilieri. Mi dispiace tantissimo, davvero. Soprattutto per i bambini che hanno perso la vita in quel macello. Ma solidale con i messinesi, quello proprio no.

Il comandante dei vigili di Messina (credo), aveva chiesto 1.191 demolizioni di abitazioni (o parti di abitazione) abusive. Di cui 200 circa nel comune di Giampilieri. Di queste, nessuna è stata mai eseguita.

In Sicilia la politica ha un volto ben preciso: quello clientelare. Provate ad andare su una qualunque spiaggia della mia splendida isola: non potrete non notare decine, centinaia di costruzioni abusive, fino quasi alla battigia.

A Marsala, l'abusivismo è stato portato avanti in maniera scientifica. Negli anni '70, il benessere improvviso, dovuto soprattutto alla produzione vinicola, spinse i marsalesi a dotarsi della "casa di campagna". Chi si limitava a ristrutturare vecchie masserie, chi a costruire piccoli edifici sulle colline dietro la città. Ma la maggior parte si rivolsero allo splendido litorale sulla costa sud.

Il litorale era splendido, mi raccontava sempre mio padre (perché io non ebbi la fortuna di vederlo in tutto il suo splendore). Chilometri e chilometri (almeno 5!) di spiaggia finissima, un mare trasparente, da caraibi. La spiaggia era profonda anche fino ad un centinaio di metri, piena di dune e di vegetazione. Roba che, se sfruttata turisticamente, avrebbe reso Marsala un vero paese dei bengodi.

Ma i marsalesi, più contadini che gente di mare, non apprezzavano tutta questa sabbia: erano gli anni sessanta, si pensava solo a come guadagnare con il vino. La sabbia fu usata in parte per costruire le nuove case di Marsala; poi si decise di fare una strada litoranea che arrivasse fino a Mazara. La litoranea si mangiò un bel po' di sabbia. Il resto se la mangiarono le costruzioni che avevavo cominciato a spuntare come funghi alla velocità della luce. In pochi anni, il litorale fu completamente occupato. Quando dico completamente, dovete credermi sulla parola. E se non ci credete, guardate pure qua.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Ci sono soltanto 3 lidi a Marsala, che si fanno spazio tra le case abusive. Ci sono perché c'erano anche prima dell'assalto (se no, buonanotte); e fino a qualche anno fa, non c'era altro passaggio verso il mare. I marsalesi, infatti, dopo aver costruito selvaggiamente le case, dotarono le strettissime viuzze che erano rimaste tra una casa e l'altra di pesanti cancelli, per evitare furti nei mesi invernali, e per impedire agli altri l'accesso alla spiaggia, che era di fatto diventata quasi privata.

Fatto sta che la situazione era diventata talmente insostenibile che il sindaco Lombardo, ormai più di 10 anni fa, decise di aprire di forza le stradine, numerarle e indicarle con dei cartelli, per permettere alla gente come me che non aveva avuto modo di partecipare all'assalto di godersi un po' di mare. Chissà come, molte di queste strade hanno resistito anche il dopo Lombardo, altre sono state irrimediabilmente richiuse.

Sulla regolarità di tali costruzioni, vi lascio immaginare. Niente scarichi fognari, ma pozzi neri; niente acquedotto, ma enormi taniche piazzate sui tetti, da riempire periodicamente di acqua. Progetti? Tse! Fatti dal muratore. Cemento? A caso, a seconda dei "calcoli" del muratore. Però subito luce e telefono, ci mancherebbe. La babele fu regolarmente condonata con diversi e ripetuti condoni, ora nazionali, ora regionali. I politici si spendevano sempre tutti a difesa del "diritto" dei proprietari ad avere una casa, dimenticando sempre di dire che in realtà si trattava di indecenti seconde case. E d'altronde, anche loro avevano le loro ville sul mare, ci mancherebbe. Tutti parte della stessa barca, e guai a chi si lamentava.

E non crediate che si trovino solo casupole. Sul lungomare si trovano anche immense ville, con splendidi giardini e con prato inglese regolarmente annaffiato tutti i giorni, circondate da imponenti mura, a dieci metri dalla battigia.

Sì, solo dieci metri. Perché il mare si sta riprendendo tutto, e con gli interessi. La spiaggia continua a ridursi per l'inevitabile e prevedibile fenomeno dell'erosione. E ormai d'estate il mare lambisce i muretti e i muraglioni delle case e delle ville. D'inverno invece il mare entra dentro queste disgraziate costruzioni, con la forza dirompente che solo il mare sa esercitare, e infatti ogni anno bisogna fare sempre qualche ulteriore ristrutturazione, ricostruire il muro di tufi, rifare il prospetto mangiato dalla salsedine. E penso di essere facile profeta se vi dico che senza un qualche costosissimo intervento di riqualificazione la spiaggia dei marsalesi, e quindi anche mia, è destinata a sparire per sempre, inghiottita dal mare.

Non è colpa dei politici, no. Non è colpa del governo. Se questo è lo stato delle cose, la colpa è dei siciliani. Punto.

La colpa è dei marsalesi, che non si sono fatti scrupolo di costruire abusivamente su suolo pubblico. Dei marsalesi che non hanno mai pensato alla "res-publica" come qualcosa da rispettare perché di tutti, e quindi anche propria. Dei marsalesi, che costruiscono e costruiscono, e tutto in nero mi raccomando, che tanto poi un condono arriva sempre. Dei marsalesi che non hanno mai pensato che poi sono loro e i loro figli a dover abitare quelle case malferme. Dei marsalesi, che non hanno pensato al loro futuro, e al futuro della propria città, e quindi dei propri figli.

Per questo non riesco a essere solidale con la gente di Giampilieri, e mi dispiace di essere così duro di cuore, davvero. Ma dovevate pensarci prima. Mi dispiace dirlo, ma era inevitabile che succedesse.

3 commenti:

  1. Ecco io volevo dire una cosa del genere con un mio post ma poi ho lasciato perdere. Sarei passato per il cattivo di turno. Sono problemi che riguardano un po' tutta italia ma che colpiscono soprattutto i bellissimi litorali delle nostre due più granid isole. Pensa che la Cagliari degli anni 50 è fatta con la sabbia della sua più grande spiaggia, il Poetto.
    Per non parlare poi delle alluvioni annuali (con morti) di Assemini, Elmas e Monserrato. E la gente continua a costruire sui torrenti sia abusivamente che con permessi dei comuni.
    Grazie per aver fatto l'orco anche da parte mia.

    RispondiElimina
  2. Concordo pienamente, da siciliano che ha trascorso qualche giorno di mare sia nelle zone del messinese che in quelle di Marsala.

    RispondiElimina

I commenti vengono gestiti tramite Disqus. Siete pregati di autentificarvi prima di commentare.