lunedì 4 maggio 2015

Primo maggio alla Louche

Il primo maggio siamo stati alla "Louche d'Or" una simpatica manifestazione che si svolge ogni anno a Lille, quest'anno nel quartiere di "Wazemme". La "louche" sarebbe il mestolo, e la manifestazione è una gara tra "zuppe" preparate da associazioni e semplici cittadini privati. Il tutto arricchito da spettacoli di strada, musica e ... tanta birra.

Ecco due degli spettacoli che ho avuto la prontezza di filmare:




E un po' di musica country:


Diciamo che gran parte del pubblico era composta da bobos (bourgeois-bohème) e persone genericamente di sinistra. Che alcuni erano mascherati come a carnevale e giravano tra la gente tra frizzi e lazzi. Che c'era la birra che scorreva a fiumi, ma nessuno s'è ubriacato. Che c'era gente che puliva le verdure e cucinava la zuppa davanti ai nostri occhi. Che gli assaggi di zuppa erano gratis, e abbiamo anche comprato una mini-zuppiera per assaggiare meglio senza sprecare bicchieri di carta. Che c'era un bel sole, inusuale da queste parti. Che abbiamo assaggiato zuppe di tutti i tipi, alcune insolite, altre proprio gustose. Che Ginny si è divertita da matti sugli scivoli del parco giochi dentro la piazza. Che c'era davvero tanta gente allegra, tanto da non riuscire a passare tra le vie.  

L'anno prossimo ci si riviene, promesso.


PS: con tutto quello che succede in Italia, un post leggero ogni tanto ci vuole.

venerdì 20 marzo 2015

In volo con gli aquiloni

Qui in Francia fanno un programma alla TV che si intitola "On n'est pas que des cobayes" (siamo solo delle cavie) un programma molto divertente che racconta un pochino di scienza divertendo. Ai miei figli piace tantissimo, non se ne perdono una puntata. A ogni puntata all'equipe dei protagonisti vengono presentate delle sfide più o meno assurde: fare più di 20 salti lanciando una pietra in uno stagno, oppure perforare un muro lanciando una moneta, congelare una bolla di sapone, ecc. Alcune sfide sono un po' sciocche, altre più interessanti. In ogni modo, il cuore del programma non è tanto la sfida ma quanto la preparazione: infatti i protagonisti interpellano degli esperti del settore, spesso dei ricercatori del CNRS, per farsi spiegare come funziona il fenomeno fisico alla base, e le strategie da utilizzare per vincere la sfida. Tutto è molto scherzoso, il programma è leggero ma si imparano cose molto interessanti. Oggi ho visto una sfida che mi ha fatto un po' emozionare: come sollevarsi in volo con un aquilone. Ve la propongo qui sotto in streaming (spero si possa vedere anche al di fuori della Francia). Se non avete voglia di guardarvela tutta (niente sottotitoli, mi dispiace!), andate al minuto 8:30 dove cominciano a far volare l'aquilone.


EM65 Défi : s’envoler avec un cerf volant ! par cobayesF5

Credo che sia un'idea molto carina per un programma. Chissà che ne pensano i miei divulgatori scientifici preferiti? Potrebbe funzionare in Italia? (Segalatemi se avete problemi a visualizzare il video).

lunedì 16 marzo 2015

Di rondini, primavere, e jobs act

Il noto blogger Enrico Sola va scrivendo su twitter e su facebook che tre giovani che conosce verranno assunti proprio grazie al Jobs Act, e allora si vede che è proprio una buona legge.

Dice il saggio: "una rondine non fa primavera", e "tre giovani assunti non fanno una buona legge".

(una rondine dal sito http://www.ornitologiaveneziana.eu/)
Più degna di attenzione sembra essere quest'altra dichiarazione di Tito Boeri, novello presidente dell'INPS: "Nei primi 20 giorni di febbraio sono 76 mila le richieste arrivate dalle imprese per accedere alla decontribuzione per assunzione a tempo indeterminato".

In effetti questi sembrano essere gli effetti causati dal Jobs Act vero e proprio: richieste di decontribuzione = accedere alle agevolazioni della nuova legge.

Il problema da capire adesso è se queste richieste arrivano semplicemente per una mera convenienza economica (incassare i contributi), oppure se effettivamente può essere un segnale che sta ripartendo l'economia.

Non fraintendetemi: io spero con tutto il cuore che riparta l'economia e le imprese assumano. Però voglio anche capire che sta succedendo e se ci muoviamo nella giusta direzione.

Il Jobs Act da sè non può far ripartire l'economia, perché lavorare e produrre di più non porta automaticamente più soldi nelle casse delle imprese: bisogna anche vendere la produzione a qualcuno.

Se e quando ci sarà una ripresa, il Jobs Act potrebbe in effetti facilitare le aziende ad assumere a "tempo indeterminato" (con tutti i limiti di questo nuovo "tempo indeterminato") invece che a contratto, sia perché spendono meno (o beccano più contributi), sia perché nel caso di licenziamento se la cavano più facilmente.

Se però la ripresa non arrivasse, il Jobs Act rischia di mettere pressione affinché i dipendenti più anziani vengano prepensionati in favore di contratti "a tempo indeterminato" del nuovo tipo. In questo caso non si avrebbe affatto un aumento dell'occupazione, e avremo speso un po' di contributi pubblici senza ottenere un vantaggio diretto e immediato (se non quello di introdurre più velocemente la nuova forma di contratto). Insomma, introdurre flessibilità nel mondo del lavoro è sempre un'arma a doppio taglio, e fino ad ora ai politici italiani non è andata tanto bene con le "riforme" precedenti.

In tutti i casi, a me sembra troppo presto per valutare questa legge. Possiamo commentarla, fare ipotesi di scuola, o ipotesi a capocchia come quella mia e quella di Suzuki Maruti, ma non possiamo tirar le somme di una legge che mira a cambiare radicalmente il mercato del lavoro italiano dopo solo 2 mesi scarsi dalla sua entrata in vigore. Bisognerà aspettare molti anni per valutarne gli effetti considerandone tutti gli aspetti economici e sociali.

E invece, siamo già alle "prime valutazioni", alle esultanze e alle proteste vibranti, e ogni piccolo movimento in un senso o nell'altro causa polemiche a mai finire.

L'Italia, insomma.

giovedì 12 marzo 2015

Al Louvre

Domenica scorsa siamo stati al Louvre.

Non a quello a Parigi, ma alla sezione distaccata di Lens.

Lens è una cittadina a circa 40 Km da Lille, nel bel mezzo dell'ex bacino minerario. La presenza delle vecchie miniere di carbone è evidente dalle tante "collinette" fatte di materiale di scavo delle miniere che si vedono un po' dovunque intorno alla città.

La regione ha vissuto una forte immigrazione all'inizio del secolo, persone che venivano a lavorare nelle miniere. E naturalmente, anche di tanti italiani, che poi sono rimasti qui con la famiglia. E' per questo che nella regione ci sono così tanti italo-francesi di seconda o terza generazione, come si può notare dai molti cognomi prettamente italiani. Fare il minatore nelle miniere di carbone non doveva essere un lavoro di tutto riposo, ovviamente. I minatori venivano chiamati "les gueules noires" (i musi neri), ovviamente in maniera un po' spregiativa.

Dopo la chiusura delle miniere c'è stata una crisi tremenda nella regione, che infatti è diventata la regione più povera della Francia, e si sta riprendendo solo recentemente, anche grazie all'uso dei fondi europei. 

E' anche per questo che il Louvre ha deciso di aprire una succursale da queste parti.

Il museo è molto bello, anche se certamente non paragonabile alla sede centrale di Parigi. Siamo andati a vedere un'esposizione temporanea sugli animali al tempo dei Faraoni, e poi abbiamo visto anche la "Galleria del tempo".

Una delle cose che mi è piaciuta di più è che al piano sotterraneo, dove c'è il guardaroba, hanno allestito una sala multimediale molto bella. La sala ha una vista sui depositi del museo, che a quanto pare sono visitabili su appuntamento, e alcuni tavoli sui quali sono disponibili dei touchscreen che spiegano alcune cose. Quello che vedete nella foto qui sotto era una analisi interattiva della "Sant'Anna" di Leonardo da Vinci.

La vergine, il bambin gesù e Sant'Anna, spiegato bene.
 Ed ecco quello che si vedeva dei depositi. Su una parte della vetrata venivano proiettate delle immagini, e ovviamente la zona era sensibile al tatto, quindi potevi esplorare un modello 3d del deposito per vedere come venivano conservate le opere d'arte.

I depositi del Louvre Lens

I figli e la moglie giocano con i display.
Un coccodrillo mummificato nella sezione egiziana.

Il museo è stato costruito proprio al di sopra di una delle vecchie miniere

Qui una volta c'era un pozzo profondo fino a 560 metri

Insomma, è stata una bella giornata, e vi consiglio di andarci prima della fine del 2015 perché per quest'anno il museo è gratuito, grazie ai finanziamenti della regione. Bisogna approfittarne!



martedì 10 marzo 2015

Addio Friendfeed

Ieri Facebook ha annunciato la chiusura di FriendFeed, il 9 aprile 2015. 

Cos'era?

Era un Social Network, ovvero un posto dove le persone potevano interagire, ma era anche una piccola comunità di persone che ormai si riconoscevano tutte dai nickname. Si scrivevano "post" e si commentavano, si potevano mettere i like. Rispetto ad altri SN all'epoca della sua fondazione era molto "innovativo".

Ad un certo punto è stato acquistato da Facebook, che l'ha tenuto aperto per 5 anni circa, senza più svilupparlo. E poi ha deciso di chiuderlo
  
Cosa aveva di speciale?

Non lo so. O meglio, ho qualche idea, ma confusa: le stanzette; la discussione in real-time, tipo chat; i block e i lucchetti. Non saprei quale di queste cose è stata più importante. Probabilmente le persone. Come dice Cameron Neylon:
It is the combination of functionality and the community that makes the experience so rich.
Ultimamente c'erano sempre meno utenti. Ma quelli che sono rimasti ne sono molto appassionati, tanto che adesso siamo quasi tutti disperati per la chiusura.

E tu, che ci facevi? 

Non molto. Stavo molto (ma molto) ai margini della mischia. Ma è stato divertente finché è durato. E' li che ho "conosciuto" gente simpaticissima, anche se solo in maniera "virtuale" (tranne pochissimi che ho poi incontrato dal vero). E' il SN che mi ha fatto sentire più a mio agio di tutti, grazie a delle persone davvero meravigliose. E mi mancherà tantissimo.


Non potete andare su un altro SN? Per esempio su FB!

Eh, ci stiamo pensando. Ma non sarà la stessa cosa, ne siamo più che consapevoli. Si perderanno pezzi, amicizie, legami, gruppetti. Non so come spiegarvelo, ma non sarà lo stesso. E poi si perderanno pezzi di storie che ci hanno fatto ridere, piangere ed emozionare.

Le cose nascono e muoiono sempre più velocemente, non c'è neanche il tempo di abituarsi. Io sento l'esigenza di rallentare un po', forse la sentono tutti quelli più o meno della mia generazione?

Alcuni commenti

Io non ho tanta voglia di commentare, e poi l'hanno fatto altri molto meglio di me. Se avete voglia di commuovervi un pochino, ecco una serie di link a "obituaries" (che forse aggiornerò man mano):

Beh, ragazzi, #cisivedeingiro (sniff)

lunedì 9 marzo 2015

La sveglia

Oggi, mentre guardavo distrattamente Twitter, vedo questo twit:

Vado a guardare il post e scopro che Tim Cook, CEO di Apple, si sveglia solitamente alle 3:45, e oggi ha fatto un'eccezione per essere più riposato: si è alzato alle 4:30.

A parte che io sono il tipo che trova molto duro svegliarsi alle 7:00. A parte che dopo essermi svegliato mi servono 45 minuti e almeno 2 caffé per cominciare a capire come mi chiamo. A parte che di fare attività fisica prima di 3-4 ore dal risveglio non se ne parla proprio.

Ognuno ha le sue abitudini, ed evidentemente Tim Cook si trova bene così. Che abbia sentito l'esigenza di twittarlo mi rende un po' perplesso, ma probabilmente fa tutto parte della pre-tattica il giorno dell'annuncio dell'orologio apple.

Mi sembra che qui sia sottointeso che Tim Cook si alza così presto perché ha un sacco di cose da fare (rispondere a e-mail, quindi lavoro) e a giudicare dall'ambiente in cui lavoro, deve essere uno stakanovista da almeno 12-15 ore al giorno. Probabilmente a Tim Cook piace tantissimo il suo lavoro, beato lui, e le tante ore di lavoro non gli pesano poi tanto. Insomma, bravo Tim Cook che lavora tanto ed è tanto mattiniero (anzi: notturno), e tanti auguri a lui ed a Apple. Per quanto mi riguarda, io preferisco di gran lunga dormire la notte, e lavorare un po' meno di così.

E a Francesco Costa volevo dire: "sensi di colpa"? ma davvero, sei sicuro? Io per niente.

sabato 7 marzo 2015

Bilingue


Oggi siamo stati invitati a pranzo da una famiglia francese. Li abbiamo conosciuti casualmente perché ci siamo ritrovati a mangiare allo stesso ristorante in due tavoli uno accanto all'altro, e abbiamo fatto subito amicizia. Qui al Nord non è difficile: la gente è in media molto simpatica, accogliente e disponibile (proprio come nel film "Bienvienue chez le ch'tis").

Eravamo a tavola e il discorso cade sulla lingua: i nostri amici si sono stupiti del fatto che noi parlavamo abbastanza bene il francese. Insomma, a dir la verità, io un po' meno: basta che apra bocca perché si senta immediatamente il mio forte accento italiano (per non parlare degli errori di grammatica). A mia discolpa c'è da dire che fino a circa 3 anni fa non avevo mai parlato francese, e che quindi son dovuto partire da zero. Discorso diverso per mia moglie Eleonora che parla molto bene il francese, anche se con un leggero accento; lei lo ha studiato e parlato fin da piccola, e sa esprimersi perfettamente.

Ma i veri fenomeni sono i miei due figli che dopo appena 2 anni e mezzo in Francia parlano perfettamente il francese, e senza alcun accento straniero.  Nonostante sia una cosa a cui ormai mi sono abituato, mi stupisco sempre quando ci penso: in particolare, Edoardo, che ha adesso 11 anni, ha frequentato la scuola in Italia fino alla terza elementare, poi sempre in Francia, e adesso che è in prima media è uno dei primi della classe in francese.

La giornata è stata molto divertente e spensierata, siamo contenti di esserci fatti questi nuovi amici e venendo via ci siamo ripromessi di frequentarci più spesso.

In macchina, mentre tornavamo, alla radio c'era una di quelle canzoni melodiche francesi un po' parlate (che a me in genere non piacciono per niente), e il "cantante" parlava molto velocemente: distratto dalla guida e poco concentrato non capivo di cosa stesse parlando.

- Edoardo, di che parla la canzone?
- Mah, d'amore, cose così: ma davvero non la capisci, papà?
- Non sono concentrato, molte parole mi sfuggono.
- Ma come è possibile che non la capisci? è talmente semplice, non c'è bisogno di concentrarsi.
- Eh. Tu non hai bisogno di concentrarti, io invece si. Non sono mica bilingue come te!

Insomma ho i figli bilingue, sappiatelo.


venerdì 6 marzo 2015

Quanto tempo!

Era un po' che non passavo da qui.


Ci ho trovato un po' di polvere, qualche ragnatela, la puzza di chiuso, come una casa disabitata in cui ritorni dopo qualche tempo. All'inizio è una sensazione strana: poi piano piano ti riabitui alle tue vecchie cose, e ti viene voglia di tornarci ad abitare.

Qui ho scritto alcuni pensieri per una piccola parte della mia vita passata: a volte tristi, a volte allegri. Più spesso per lamentarmi o per criticare degli avvenimenti pubblici, più raramente per parlare di me e delle mie cose.

Mi è mancato questo posto, Scacciamennule. Dove sono stato tutto questo tempo? Anch'io, come molto, mi sono fatto prendere dai Social Network (il vetusto FriendFeed, il caotico Facebook, talvolta perfino Twitter). Vanno bene per fare delle chiaccherate veloci, ma il posto per i mettere i miei pensieri è questo. E mi manca un pochino.

Sembra non sia il solo. Leggo ancora una volta che i blog stanno morendo. E guardando nel mio feed reader sono rimasti ormai in pochi a postare quasi ogni giorno (gli amici del Tamburo, e Juhan su OkPanico per esempio sono indistruttibili!).

Ma nel frattempo, a me è tornata voglia di scrivere qualcosa di personale, prima di tutto per me stesso, per ricordarmi di com'ero. Non devo rendere conto a nessuno, e non sono il tipo da seguire mode. E' venuto il momento di dare aria a questo posto!

A presto, dunque.



(Immagine presa qui))

domenica 26 ottobre 2014

Statistiche

Vi segnalo un'interessante articolo su ROARS che fa le pulci a una delle tante stime prodotte dagli uffici dell'Unione Europea, e dove si scopre che l'Italia non è l'unico paese dove si tirano fuori numeri a caso, ma questa abitudini di sparare cifre tanto per si riscontra un po' dappertutto.

In questo caso, Barroso avrebbe dichiarato che nel 2105 in Europa ci sarebbe ua carenza di 900.000 lavoratori nel digitale. Davvero? Leggete un po' come salta fuori questo numero...

sabato 13 settembre 2014

Cartolina da Lille

Insomma, come vi ho anticipato, ora io e la mia famiglia viviamo a Lille, nel nord della Francia. Lille è una bella città di circa 200.000 abitanti. Facciamo che ve la mostro con un po' di foto, vi va?

Sono andato a fare un po' di jogging al parco della "Citadelle", non troppo lontano da casa mia. E' molto verde e tranquillo, pieno di jogger. Inaspettatamente, il clima in questi giorni è stato mite, piuttosto piacevole. Ecco una foto panoramica da uno dei percorsi interni alla Citadelle:



Il fine settimana scorso abbiamo partecipato alla Braderie: si tratta del più grande mercatino d'Europa! Una volta l'anno commercianti e semplici cittadini posso esporre liberamente la loro mercanzia, oppure quello che si ritrovano di superfluo in casa, lungo le strade della città. Per darvi un'idea, il comune ha stimato la partecipazione a 2 milioni e mezzo di persone in 2 giorni!

Ecco qualche foto sparsa dell'evento:

C'era anche una fiera con le giostre; e la gente vendeva di tutto
I partecipanti si erano preparati da lungo tempo; alcuni hanno dormito in tenda nel parco
Gente che portava via mobili usati con il carretto
questi avevano allestito una minirosticceria nella fermata dell'autobus
Varia paccottiglia sui banchi, i miei figli sembrano interessati
Un ragazzo faceva di questi capolavori con i palloncini

Un attimo di pausa, e non poteva mancare la birra locale, ovviamente
Il piatto tipico della braderie sono le cozze con le patatine fritte
Eccomi pronto alla scorpacciata (un po' pesantino magari)
Alla fine i gusci si lanciavano nel mucchio: i ristoranti di Lille fanno la gara a chi alla fine avrà il mucchio più alto!


Insomma, niente male no? Prossimamente vi racconto dell'altro...